Randstad, l’efficienza aziendale parte dallo storage

Le piattaforme di Emc proposte da Maticmind fanno da volano al rinnovamento dell’infrastruttura It dando performance e ampie garanzie di business continuity.

Randstad, holding internazionale specializzata in ricerca, selezione, formazione delle risorse umane e somministrazione di lavoro, in Italia è presente dal 1999 con una sede legale e operativa a Milano e conta oltre 750 dipendenti e una rete di circa 170 filiali a livello nazionale.

Nel 2012 ha avviato un processo di rinnovamento tecnologico dell’intera infrastruttura It motivato in primo luogo dalla necessità di aggiornare l’infrastruttura storage ottenendo maggiori prestazioni e scalabilità.

L’evoluzione della struttura
Il sistema informatico di Randstad si basa su due siti distanti tra loro circa 30 km. Il datacenter primario, situato presso una struttura esterna, è dedicato alla gestione dei principali processi come il front office, per interfacciare e gestire centralmente le oltre 170 filiali distribuite sul territorio nazionale, il payroll, per raccogliere ed elaborare i dati dei circa 15 mila cedolini del personale somministrato ai clienti e l’Erp del finance.

Il sito secondario, presente nella sede di Randstad, ha subito una notevole evoluzione con il disegno della nuova architettura It.
Da sito di backup su disco e su nastro che era, con lunghe procedure di ripristino dei dati in caso di necessità, nel progetto di rinnovamento It gli è stata assegnata una duplice funzione: nodo di failover per scopi di disaster recovery e di ripristino veloce dei dati e delle applicazioni in caso di emergenza e indisponibilità del sito principale, ed ambiente di test per nuove procedure.

Insieme al partner di Emc, Maticmind, già fornitore per una soluzione di fonia su Ip e per apparati di networking, l’It di Randstad attuato un approccio progettuale, inglobando la proposta della nuova infrastruttura storage in un piano complessivo di rinnovamento dell’intera architettura It che comprendeva anche l’aggiornamento della server farm e il potenziamento dell’ambiente Vmware.

La scelta è andata su due sistemi Emc Vnx5300 identici e installati nei due datacenter in replica asincrona tra loro.

I sistemi Vnx installati, che contengono i database Oracle delle applicazioni di front office e quelli Sql di altre procedure, sono configurati con una combinazione di dischi Sas a 15.000 rpm, assegnati alle applicazioni critiche, e Nl_Sas a 7.200 rpm utilizzati per filesharing e test.

Entrambi i Vnx sono dotati di flash drive, dischi allo stato solido (Ssd), con Fast Cache a elevate prestazioni e tempi di risposta istantanei, che hanno contribuito in maniera determinante a ridurre i tempi di elaborazione di alcune delle procedure più critiche.

Oltre ad aumentare il livello di prestazioni, i Vnx hanno confermato la semplicità di gestione e aggiunto maggiori funzionalità, flessibilità e scalabilità per assicurare ampi margini di crescita e soddisfare le future esigenze di Randstad.

Il disaster recovery garantito
La replica dei dati tra i Vnx avviene in modalità asincrona, con un intervallo di 15 minuti, che è inferiore al limite massimo stabilito dalle politiche di Randstad, tramite la suite software Remote Protection, che soddisfa i requisiti di protezione a livello disaster recovery e di ripristino, riducendo l’occupazione della larghezza di banda.

Realizzare una soluzione veloce ed efficiente di Dr  per salvaguardare i dati critici e per consentire una ripartenza molto rapida in caso di indisponibilità di uno dei due siti era una necessità impellente per Randstad.

La replica asincrona dei dati a livello Vnx attraverso Remote Protection permette a Randstad di mantenere una copia dei dati di produzione aggiornata con uno scarto temporale di 15 minuti che è decisamente inferiore ai parametri di criticità definiti dall’azienda.
Una soluzione che rappresenta un passo in avanti rispetto alla situazione precedente basata su backup e che permette tempi di recovery molto brevi.

Inoltre la presenza di server Cisco Ucs in entrambi i siti, consente di spostare il carico di lavoro da uno all’altro mantenendo livelli di servizio adeguati per gli utenti e per le applicazioni.

L’integrazione delle componenti della nuova infrastruttura e l’adozione di Vmware Srm assicurano la continuità di servizio in ogni situazione critica.
Site Recovery Manager fornisce una semplice interfaccia per la configurazione di piani di ripristino coordinati per tutti i livelli dell’infrastruttura, sostituendo i tradizionali runbook maggiormente esposti al rischio di errori.
Altro vantaggio è quello di poter eseguire con la frequenza desiderata test non invasivi dei piani di ripristino per garantire il rispetto degli obiettivi aziendali.

Benefici tangibili si sono avuti per tutti i processi aziendali con miglioramenti medi in termini di velocità di esecuzione delle procedure superiori al 20% con picchi del 40%, per arrivare al 70% nel caso del processo di Etl per l’estrazione, trasformazione e caricamento dei dati nel datawarehouse aziendale.

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