Cloud in Italia: il piano romano

Il Laboratorio Tivoli di Ibm in azione su tre linee: soluzioni preintegrate, set di immagini virtuali, automatizzazione delle richieste.

Il nuovo centro di competenza del Laboratorio Tivoli di Roma è attualmente impegnato nello sviluppo di soluzioni per diffondere l'adozione del cloud computing nel mercato italiano

Le attività di sviluppo sono rivolte a tre aree principali.
Cloudburst, un set di hardware, storage, funzionalità di virtualizzazione e networking preintegrato con un sistema di gestione del servizio che consente di installare rapidamente un ambiente cloud privato e interno all'azienda.


Service Delivery Manager
(Isdm), un set di immagini virtuali pre-modellate che possono essere attivate, configurate e connesse rapidamente per accelerare l'adozione di un'infrastruttura cloud.

Tivoli Service Automation Manager (Tsam), una soluzione che automatizza richieste, distribuzione, monitoraggio e gestione dei servizi di cloud computing.
Consente agli utenti di gestire in maniera automatizzata servizi di cloud computing, mettendo a disposizione anche processi e approvazioni tracciabili.

Il Laboratorio di Roma collabora nello sviluppo delle soluzioni con i laboratori Tivoli di Austin, Toronto, Boeblingen e Cracovia. Il progetto internazionale è guidato da Giovanni Lanfranchi, (nella foto) già direttore del Laboratorio di Roma e oggi Vice President, Tivoli Service Process Automation.

Ora il Laboratorio Tivoli di Roma è guidato da Kendall Lock, proveniente dal Laboratorio Tivoli di Austin.

Le sessanta persone coinvolte nell'attività sono anche impegnate ad affiancare le imprese e i business partner nella realizzazione di progetti cloud.

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