Professioni Ict: focus sul problem solving

Excelsior, il Sistema informativo per l’occupazione e la formazione di Unioncamere e ministero del Lavoro ha realizzato un’indagine sul settore Ict e i fabbisogni professionali e formativi. Secondo l’indagine nel settore Ict a fine 2014 erano impiegati oltre 440.100 lavoratori dipendenti, poco meno del 4% del totale dell’occupazione dipendente a livello nazionale (escludendo agricoltura e settore pubblico). Di questi, 60.300 (0,5% del totale nazionale degli occupati dipendenti) lavorano nelle attività rivolte alla fabbricazione di hardware, mentre 379.800 (il 3,3% del totale) operano nella fornitura di servizi informatici e delle telecomunicazioni. Rispetto all’anno precedente la variazione nell’occupazione dipendente del settore Ict è positiva e pari a più di 10.700 unità, pari al +2,5%, che è il risultato di un aumento di circa 8.500 unità (+16%) nel comparto hardware e di un incremento di quasi 2.200 unità (+0,6%) nel comparto dei servizi informatici e delle telecomunicazioni.

Nel 2015, secondo le stime, dovrebbero essere stati attivati 27.440 contratti. Di questi, poco più di 20.500 finalizzati ad assunzioni dirette (quasi il 75% delle entrate totali), in altri 2.230 casi si tratterà di contratti di lavoro interinale (8%): il totale delle entrate di lavoratori dipendenti arriva così a 22.730 unità, pari a circa l’83% delle entrate totali. A queste si devono sommare poi altri 4.710 contratti di lavoro (oltre il 17% delle entrate complessive), dei quali poco più di 2.900 riguarderanno collaboratori a progetto (10,6%) e quasi 1.800 “altri” lavoratori non alle dipendenze (6,5%). Ogni 100 contratti attivati si prevedono 25 contratti di lavoro atipici. Per quanto riguarda le assunzioni previste il 74% interessa le professioni intellettuali e scientifiche e quelle tecniche, con una prevalenza (quasi il 40%) per le prime. le figure professionali comprese in questi gruppi sono più apprezzate nel comparto dei servizi dell’Ict.

2016-06-22

Le imprese si rubano i candidati
Permane la difficoltà di reperire le figure professionali desiderate che condiziona oltre un quarto delle richieste totali e in aumento rispetto allo scorso anno: 25,5% contro 24,2% nel 2014. Sono soprattutto le imprese dei servizi e delle telecomunicazioni ad avere maggiori difficoltà nel reperire le figure ricercate che rendono difficile il 26% delle assunzioni programmate, mentre la quota per il comparto industriale dell’Ict è inferiore al 18%.
Le difficoltà incontrate dalle imprese high tech sono prevalentemente riconducibili a un ridotto numero di candidati più che a una non adeguata preparazione. Più in dettaglio, nel caso di difficoltà di reperimento per il ridotto numero di candidati, la motivazione prevalente è l’elevata domanda della figura ricercata che crea una concorrenza tra le imprese: questa situazione interessa il 69% delle figure ricercate e difficili da reperire. La mancanza di un’adeguata formazione/preparazione professionale è invece prevalente (47% delle richieste) nel caso di assunzioni considerate di difficile reperimento per l’inadeguatezza dei candidati. In genere la competenza richiesta più di frequente si riferisce alla “capacità di risolvere problemi”. Fondamentale è anche la “capacità di lavorare in gruppo”, ma anche di essere autonomi e di comunicare. Spesso citate sono anche flessibilità e adattamento, mentre sono meno richieste la capacità di pianificare e coordinare e l’intraprendenza, la creatività e l’ideazione.

Leggi anche: A Milano servono skill tecnologici, parola di LinkedIn

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome