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Lenovo mette Tango nello smartphone

Non solo annunci di prodotto, ma la condivisione della visione di un’azienda che in due anni si è trasformata moltissimo, grazie a importanti acquisizioni, sia nel mobile sia nel mondo infrastrutturale. Acquisizioni che sono diventati i building block sui quali costruire il futuro.
Con queste parole Yuanqing Yang, Ceo di Lenovo, ha aperto poche ore fa a San Francisco TechWorld, il secondo evento che la società organizza nella Silicon Valley, davanti a un pubblico di 1.300 persone e trasmesso in streaming in tutto il mondo.
Prima ragionavamo solo in termini di pc e smartphone. Oggi abbiamo a che fare con un ambiente molto più complesso, nel quale però la centralità spetta all’utente e il dispositivo diventa semplicemente l’entry point che abilita nuovi servizi”.
Utente al centro, connettività estesa (people to device- device to device, device to network, device to personal data, device to apps & services) e l’indispensabile infrastruttura cloud, facile da gestire e facile da espandere: sono questi i pilastri della visione di Lenovo, sui quali la società sta costruendo la sua offerta.
Un’offerta che, a quanto si è visto nel corso del keynote, può essere declinata in quattro punti: ciò che ancora non c’è, ciò che c’è, ovvero Phab2 Pro e Moto Z, prodotti infrastrutturali.

Mi piego e non mi rompo

Sicuramente a effetto la presentazione affidata a Peter Hortensius, senior vice president di Lenovo e Chief Technology officer. Si parte con il telefono che non si rompe, nemmeno se cade da un tavolo e neppure se cade da tre metri di altezza, per arrivare a CPlus e Folio, due veri e propri concept.
Il primo è un telefono che si piega e si porta al polso come un bracciale, forse un po’ ingombrante, ma di sicuro interessante per quando serve avere le mani libere.
Il secondo è un tablet, che all’occorrenza si piega in due longitudinalmente e diventa un telefono, da parte tranquillamente all’orecchio.
Sono allo studio, non è dato di sapere se e quando avranno una vita propria e commerciale.
E poi le scarpe.
Smart Shoes, sportive, con sensori integrati e tecnologia Intel Curie a bordo che misurano tutto, quanto si cammina, si corre, in quale modo. Il primo flavour di questo annuncio un anno fa, adesso siamo oltre la fase concettuale, ma nulla di più è stato detto in merito.

 

Phab2 Pro, Tango inside

Niente concept, prodotto reale e disponibile dal prossimo mese di settembre, è invece Phab2 Pro, il primo smartphone con a bordo Project Tango di Google. Sviluppato in strettissima collaborazione con Mountain View, è uno smartphone indirizzato al mercato consumer, con la realtà virtuale a bordo: questo in sintesi estrema Phab2 Pro, che monta processore Qualcomm Snapdragon 652 e tecnologie per il rilevamento dei movimenti, la percezione della profondità e l’analisi dell’area circostante.
Questo significa che Phab2 Pro è in grado di rilevare l’ambiente in 3D, individuando anche superfici ed ostacoli. Il processore è al cuore del nuovo dispositivo, che ha un display da 6,4 pollici: è in grado di elaborare in tempi molto rapidi tutti i dati raccolti da tutti i sensori collegati a videocamera, bussola e accelerometro, garantendo una vera e propria realtà aumentata continuativa e senza interruzioni.
Il prezzo, per il mercato statunitense, è stato fissato a 499 dollari.

Moto Z, l’era dei MotoMods

Con l’annuncio della seconda famiglia di dispositivi mobili, Lenovo ha fatto esplicito riferimento a un passato che non si vuole e probabilmente non si deve cancellare: quello di Motorola. Non è certo un caso, dunque, che sul palco c’era un po’ tutta la storia della telefonia mobile, dagli Anni Novanta in poi.
Il rinnovamento si chiama Moto Z e non si tratta semplicemente di un dispositivo sottile (5,2 millimetri di spessore), con display Amoled Quad Hd da 5,5 pollici, con processore Qualcomm Snapdragon 820, con capacità di memoria fino a 2TB grazie a scheda micro SD aggiuntiva, autonomia di 30 ore e con fotocamera da 13 Mpx.
L’atout di Moto Z è la modularità. Grazie ai Moto Mods, i moduli magnetici che si agganciano al dispositivo, è poissibile trasformare il telefono in altoparlante, grazie al modulo JBL SoundBoost, in un proiettore cinematografico da 70 pollici con Moto Insta-Share Projector. O ancora è possibile aumentarne l’autonomia di ulteriori 22 ore grazie al Power Pack.
I moduli annunciati sono solo i primi disponibili, ricordando che anche questo prodotto sarà lanciato commercialmente negli Stati Uniti nel corso del mese di settembre, ma altri ne verranno, soprattutto se e quando gli sviluppatori aderiranno al Moto Mods Developer Program: l’architettura è aperta, c’è bisogno di chi si impegna su questo fronte. C’è anche un contest, se lo sviluppatore non ha i fondi per realizzare tutto da solo: c’è tempo fino al 31 marzo 2017 per vincere il funding da 1.000.000 di dollari messo a disposizione da Lenovo per il miglior progetto. Qui tutte le informazioni: developer.motorola.com.

 

Datacenter, definiti da software

La terza area sulla quale Lenovo ha scelto di focalizzarsi, nella consapevolezza che tutto quanto è stato annunciato e tutto quanto arriverà non potranno avere un seguito e non potranno essere considerati “oltre il dispositivo” (“il dispositivo è solo la prima parte della storia” hanno più volete ripetuto Yang e Hortensius), è il datacenter.
In particolare, la società ha annunciato collaborazioni con i principali ISV per StorSelect un programma di Software Defined Storage (SDS) con l’obiettivo di integrare i loro software SDS con l’hardware di Lenovo in appliance pronte all’uso. I primi componenti di questo programma, Lenovo Storage DX8200N e DX8200C  integrano rispettivamente il software SDS di Nexenta Systems eCloudian.
Il primo supporta l’archiviazione unificata di file e blocchi per implementazioni scale-out e sfrutta tre diverse tecnologie – all-flash, ibride, e tradizionali.
Il secondo è un appliance object-storage, ideale per lo sviluppo scale-out. Entrambe le soluzioni sono implementate su server Lenovo x86 e saranno rilasciate al pubblico durante il terzo trimestre del 2016.
Sempre in ambito storage, sono stati annunciati i primi sistemi storage mid-range Lenovo, con il lancio della famiglia V-Series da 12Gb SANs, declinata nelle versioni V3700 V2 e V5030: parliamo di soluzioni ibride e all-flash flessibili, disponibili a partire da questo mese.
Sul fronte networking, in collaborazione con Juniper, Lenovo lancia il proprio sistema operativo di nuova generazione, chiamato Lenovo Cloud NOS, che offre nuove funzionalità che aumentano la resilienza, la scalabilità a livello cloud e la programmabilità. Il sistema sarà disponibile per il download a partire dal 17 giugno.
L’accordo con Juniper è esteso e riguarda anche la rivendita degli switch Ethernet EX2300 e EX4550 di Juniper Networks, insieme allo switch di r spine aggregation QFX10002-72Q, come parte di un portafoglio integrato di soluzioni datacenter.

Infine, aggiornamenti sono stati annunciati per i server x3850 X6 e x3950 X6 con nuove versioni che integrano i più recenti processori Intel Xeon E7-4800 e E7-8800 v4.

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