Intel rinnova Xeon E7 per supportare big data e in-memory

Enterprise e mission critical application, database, ambienti virtualizzati, ma soprattutto ambienti “data intensive”: sono questi gli ambiti applicative nei quali trovano la loro naturale collocazione gli ultimi nati di casa Intel, gli Xeon E7 v4, quarta generazione di processori studiati per tutte quelle situazioni in cui si rende necessario un accesso veloce a moli consistenti di dati.

Una linea annunciata oggi e immediatamente disponibile per i partner della società, da Dell ad HPE, da Fujitsu a Lenovo.
andrera-toigo-intel“La nuova famiglia di prodotti – spiega Andrea Toigo, Pre-Sales Director Intel Central, Southern & Eastern Europe – offre grande potenza di calcolo per l’analisi avanzata dei dati in tempo reale e per l’in-memory computing. Di fatto sono una risposta a una delle grandi sfide di oggi: fare cose nuove con i dati, estrarne valore in tempo quasi reale”.

Cosa cambia rispetto agli Xeon E7 v.3

Rispetto ai processori della generazione precedente, i nuovi chip presentano un significativo miglioramento nelle performance sia portando il numero massimo di core da 18 a 24, sia, soprattutto raddoppiando di fatto il supporto di memoria fino a 24 terabyte per sistema: questo li rende particolarmente adatti all’utilizzo nell’ambito dei database in-memory e in tutte quelle situazioni nelle quali si richiede di gestire grandi dataset.
Parliamo di un vero e proprio scale up”, sintetizza Toigo che racconta come già la precedente generazione di Intel Xeon si era rivelata efficace nel progetto Hana che Sap sta portando avanti con Trenitalia, per lo sviluppo di una soluzione di maintenance predittiva.
Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche dei nuovi Xeon E7, disponibili nelle versioni 4800 e 8800, supportano quattro e otto socket e possono arrivare fino a 64 tramite controller di nodo di terze parti.
L’affidabilità in situazioni mission critical è garantita dalla ricchezza di caratteristiche RAS (Reliability, Availability e Serviceability), inclusa l’adozione di Intel Run Sure, che riduce il downtime dei server, riducendone di conseguenza anche l’impatto economico, e il mirroring della memoria.
Ma l’accesso e la gestione dei dati devono avvenire in modo sicuro: per questo motivo, nei nuovi Xeon E7 sono integrate funzionalità di sicurezza che da un lato velocizzano la crittografia dei dati, con prestazioni fino al 70 per cento superiori rispetto alla versione 3 del processore, dall’altro migliorano il rilevamento di minacce sofisticate anche grazie all’implementazione di Supervisor Mode Access Protection che garantisce l’accesso basato su privilegi ai dati di sistema sensibili.

Una Trusted Analytics Platform

Ma l’attenzione di Intel alle esigenze di un mondo sempre più basato sui dati e sulla capacità di darvi valore non si limita al processore.
La società è consapevole che le barriere non sono solo tecnologiche: esiste anche una oggettiva difficoltà nel mettere in campo soluzioni che identifichino correttamente i dati da analizzare e rilascino insight sui quali poter agire alla fine del processo.
“Per questo – spiega ancora Toigo – abbiamo dato vita a TAP, Trusted Analytics Platform, una iniziativa, anzi un framework che consente di sviluppare servizi di data analytics per il cloud”. TAP è un progetto open source che fornisce strumenti e servizi con i quali i dipartimenti IT, gli sviluppatori, gli analisti, sono in grado di collaborare per creare dei collegamenti tra i big data e le applicazioni.

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