Fisco, ricerca e banda ultralarga. È Italia 4.0

In attesa della presentazione ufficiale prevista per il 21 settembre, filtrano le indiscrezioni sul piano del governo Renzi per l’Industry 4.0. Per quanto riguarda le risorse, il Sole 24 ore parla di sette miliardi per ricerca e sviluppo fra il 2017 e il 2020. Italia 4.0, questo il nome del progetto sarà articolato in incentivi fiscali, sostegno al venture capital, diffusione della banda ultralarga, formazione dalle scuole all’università, centri di ricerca d’eccellenza. Ai sette miliardi bisogna aggiungere i 7,5 miliardi già stanziati che vanno soprattutto per lo sviluppo della banda ultralarga.

Gli investimenti pubblici dovrebbero avere un effetto leva di 4,5 volte e portare quindi un aumento degli investimenti privati con focus industriale da 80 a 90 miliardi l’anno e un incremento medio annuo della spesa privata in ricerca e sviluppo-innovazione di 7 miliardi, per passare da 13 a 20 miliardi. Gli obiettivi per la banda ultralarga prevedono che al 2020 il 100% delle aziende dovrebbe essere coperto con banda ultralarga a 30 megabit/secondo, il 50% a 100 mega. Otto milioni di studenti dovrebbero essere invece coinvolti nel programma Scuola digitale di cui 250mila in alternanza scuola-lavoro sul tema industria 4.0.

Le università

Altri interventi parlano di investimenti innovativi in quattro anni per 3,3 miliardi, proroga del superammortamento al 140%, iperammortamento per i beni digitali (con percentuale tra il 200 e il 160%) , ricapitalizzazione del Fondo di garanzia Pmi per 900 milioni, rifinanziamento della “Nuova Sabatini” e sezione speciale del Fondo rotativo imprese della Cassa depositi e prestiti. In più ci sarebbero anche due miliardi fino al 2020 per rafforzare il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo. Un miliardo e mezzo andranno al venture capital, settanta milioni serviranno per nuovi corsi universitari 4.0 e master che formeranno duecentomila studenti e tremila manager. Le università coinvolte dovrebbero essere i due politecnici di Milano e Torino, l’ateneo di Bologna e la Sant'Anna di Pisa. Infine sono previsti novecento dottorati di ricerca specializzati.

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