High Performance Computing, le ultime mosse di Lenovo

Lenovo ha presentato Lenovo Scalable Infrastructure Services, un nuovo framework per l’integrazione della propria gamma server e storage con quelle di altri partner di settore per realizzare architetture innovative per l’High-Performance Computing.

Grazie alla collaborazione con Intel e all’utilizzo del suo Scalable System Framework, l’ultimo nato offre soluzioni HPC completamente integrate con un supporto unificato.
Ne è prova il Supercomputer “MARCONI” di Cineca, Consorzio Interuniversitario di calcolo di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, progettato sulla piattaforma Lenovo NeXtScale che sfrutta i più recenti processori Intel Xeon e utilizza l’interconnessione Intel Omni-Path Architecture per consentire alla comunità scientifica di accedere a un sistema con elevata potenza di calcolo e in grado di contenere l’assorbimento di energia elettrica.
Il progetto della durata di tre anni per la costruzione del nuovo ambiente HPC contribuirà alla creazione del sistema di class computing Exascale nel 2020 e avrà come obiettivo fornire alla comunità di ricerca europea un’architettura in grado di raggiungere prestazioni fino a 20PFs.

Nella medesima direzione va letto l’aggiornamento della soluzione NeXtScale M5 per integrare i processori Intel Xeon v4 con un ciclo di raffreddamento che può dissipare fino al 90 per cento del calore in acqua.
Ad annunciarla ci hanno pensato Lenovo e Leibniz Supercomputing Centre mostrando l’innovazione nei sistemi di raffreddamento Lenovo NeXtScale M5 in cluster CooLMUC-2 con acqua a temperatura di 50°C in ambiente di produzione.
Partner che collabora con il HPC Innovation Center di Lenovo di Stoccarda, Leibniz Supercomputing Centre utilizza questo sistema per portare avanti il concetto di “Green It”, dove i “refrigeratori ad assorbimento” estraggono calore dall’acqua di refrigeramento dei server per generare acqua fredda che viene distribuita per il raffreddamento di cinque petabyte di storage HPC.
Il risultato è un indice di efficacia del riutilizzo di energia ERE, Energy Reuse Effectiveness, pari allo 0.3, che significa che il 70 per cento del calore catturato è completamente riciclato e trasformato in acqua fredda.
In tal sendo, il sistema Leibniz Supercomputing Centre CooLMUC-2 consuma circa meno della metà dell’energia totale di un sistema di raffreddamento ad aria comparabile per prestazioni.

 

 

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here