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Fashion e tecnologia: cosa cercano gli investitori

Il settore della moda è certamente interessato da una forte evoluzione tecnologica che tocca tutti i suoi aspetti, dalla gestione della creatività alla logistica, ma per chi entra in questo mercato non è sempre semplice capire quali temi siano più in linea con le aspettative degli investitori potenziali. Da un evento che si è tenuto a Londra e che ha coinvolto alcuni venture capitalist specializzati in fashion sono stati però tratti diversi segnali utili.

Il primo ambito importante di innovazione – ha spiegato Suzanne Ashman di LocalGlobe – è l’applicazione della realtà aumentata nel fashion. Anche se, ha sottolineato, per ora si vedono soprattutto progetti pilota interessanti e di buon contenuto tecnologico ma non prodotti finiti adatti a una vera clientela. La parte tecnologica è ancora troppo prevalente rispetto a quella stilistica.

Le cose cambieranno e si faranno più interessanti per gli investitori quando i creatori di questi progetti, che sono di estrazione tecnica, capiranno che devono coinvolgere anche persone con competenze fashion per arrivare a qualcosa che i consumatori potrebbero davvero indossare.

Un altro elemento importante – ha spiegato Tracy Dorée di Kindred VC – è l’impatto che il mondo mobile sta avendo su molti aspetti collegati al retail, dai pagamenti al modo di progettare un ecommerce. Si è cioè capito che la user experience deve essere concepita sin dall’inizio in logica mobile. Questo significa ad esempio abbandonare i siti di ecommerce che replicano digitalmente il modello del magazzino con un catalogo infinito. Partire da un punto di vista mobile-first diventa anche un segno che la propria azienda ha una certa prospettiva di longevità.

Certo non tutto l’appeal di una nuova startup della moda può stare nella tecnologia. I venture capitalist hanno comunque sottolineato l’essenzialità della visione creativa, unita però alla capacità di concretizzarla. In questo il fattore critico alla fine sono le persone perché, ha spiegato Ashman, “in definitiva appoggiamo un gruppo di persone che come singoli devono superare i cinque anni seguenti con i molti ostacoli che li separano dal creare un grande business”.

E siccome per una startup della moda è impossibile creare un grande business senza passare attraverso i retailer, tre consigli per conquistarli senza esserne travolti: puntare sulla velocità tipica delle startup per battere aziende più grandi, non creare linee che non fanno per nulla parte della propria roadmap e non cedere alla tentazione di offrire grossi sconti che poi sono impossibili da rinegoziare.

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