Sun capeggia l’alleanza a supporto della digital identity

Scott McNealy si è fatto portavoce di una cordata che ha intenzione di osteggiare Passport di Microsoft. L’obiettivo è quello di portare alla revisione dell’attuale metodo di gestione dei dati personali

Continua la disputa tra Microsoft e Sun. Questa volta l'oggetto del
contendere è la gestione delle informazioni personali e il controllo
dell'accesso a Internet in ambito e-commerce. Assieme ad alcune aziende partner,
il Ceo di Sun Scott McNealy ha infatti dato vita all'alleanza digital identity,
iniziativa che si va a porre in diretta concorrenza con Passport, il sistema per
il commercio su Internet della società di Bill Gates.


I dettagli del percorso che ha deciso di intraprendere la cordata che si è
schierata contro Microsoft non sono ancora ben chiari. Quello che invece risulta
evidente è l'obiettivo: dar vita a un metodo non gestito da un'unica azienda che
consenta di fornire un'identità digitale a chi si muove su Internet. Il
funzionamento di Passport si basa infatti sul mantenere traccia dei dati
sensibili relativi agli utenti (come nome, indirizzo e numero di carta di
credito) e quindi, ogni volta che si perdono tali dati, l'utente stesso deve
reinserirli.


McNealy sostiene che nessuna azienda, e quindi tantomeno Microsoft, deve
essere possessore di tali dati. Ci deve perciò essere un'alternativa a Passport.
E tale alternativa ci sarà a breve, ha affermato McNealy, e si chiamerà Liberty,
che è poi il nome del progetto su cui sta lavorando la nuova alleanza.


In realtà, Sun non è l'unica azienda a criticare apertamente Microsoft sulla
gestione dei dati sensibili degli utenti Internet. Nei mesi scorsi alcune
società hanno preso di mira Passport e hanno indotto la stessa Microsoft ad
annunciare che avrebbe consentito ad aziende terze di usare Passport per
conservare le informazioni personali relative ai propri membri.


Nel progetto user identity spuntano ancora le Java card come possibile
strumento di identificazione in Rete. E questo è un fatto strano perché il loro
impiego prevede una metodologia più simile a quella seguita tradizionalmente da
Microsoft e avversata da Sun, ossia il mantenimento delle informazioni presso un
grosso database centrale.

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