Schneider: le nuove possibilità di Industry 4.0

Se Industry 4.0 costringe le imprese Ict a muoversi su terreni in parte nuovi, la stuazione è diversa per chi come Schneider Electric la fabbrica l’ha sempre frequentata. Soltanto che oggi anche qui c’è bisogno di una parte infrastrutturale importante che non fa parte del Dna delle aziende specializzate nell’automazione industriale. Per questo, racconta Sophie BorgnBorgne-Sophie-2(1)e, marketing director della divisione Industry di Schneider Electric, è attiva la partnership con Cisco che con il suo know how completa il quadro delle competenze e dei prodotti neccessario per il nuovo paradigma che coinvolge il manufacturing un mercato storico per Schneider che in Italia vanta circa ottomila clienti, presidiati da una forza vendita capillare, con qualche grande nome e migliaia di piccole e medie imprese. In più, secondo il rapporto del Politecnico di Milano, Cloud e Iot sono fra i settori più attraenti per le aziende. Una buona notizia per Schneider.

 

Lo Smart manufacturing – spiega – in Italia fa passi avanti. Un paio di anni fa era un argomento trattato solo nelle slide, mentre oggi i clienti vengono a trovarci, si informano, cercano di capire”. In più la manager francese ci aggiunge una certa inusuale fiducia nella capacità delle aziende italiane di abbracciare l’innovazione. E cita quel 20% di finanziamenti europei conquistati dalle imprese della Penisola come un segnale incoraggiante.
Dal punto di vista tecnologico non ci sono novità clamorose. Si tratta delle naturale evoluzione di prodotti oggi connessi tra loro con costi sempre più accessibili. “La rivoluzione invece è collegata al potenziale business da sviluppare, al collegamento al cloud delle macchine, alla manutenzione”.

Il vantaggio tedesco

Anche in questo caso Sophie Borgne come già Cisco evidenzia le possibilità che si aprono in termini di servizi che “saranno sempre più importanti per quanto riguarda i modelli di business”. Un esempio arriva da quello che tutti citao come esempio e pare il primo step che sarà aggredito dalla nuova visione: il contratto di manutenzione. Potendo lavorare a distanza e non inviando più i tecnici in fabbrica, qualche azienda italiana ha visto visto il business attrezzando centri di monitoraggio e controllo che permettono di controllare a distanza migliaia di macchine e intervenire senza prendere l’aereo.

Non tutto è indolore nel senso che anche il canale di Schneider Electric ha la necessità di sviluppare nuove competenze. Ma non solo loro visto che la società sempre più spesso è contatta da università e Istituti tecnici per sviluppare nuovi percorsi formativi dai quali scaturiranno le nuove competenze. Molto necessarie perché le aziende italiane sono più flessibili e veloci di quelle tedesche che comunque, conclude Borgne hanno un vantaggio importante di almeno cinque anni. Bisogna correre.

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