SaaS, cresce l’appeal di sviluppatori e aziende

Entro il 2017 soluzioni ibride domineranno il mercato software. Ci credono SafeNet e Siia, ma nella survey su 600 sviluppatori software e 200 aziende utilizzatrici finali non mancano gli ostacoli all’adozione di soluzioni cloud-ready.

Stando ai risultati di una recente ricerca condotta da SafeNet e Siia, in qualità di Software & Information Industry Association, la maggiore trasparenza, flessibilità e semplicità di utilizzo del software basato sul cloud renderebbero la distribuzione dello stesso particolarmente attraente per gli sviluppatori.

Due quarti del campione composto da 600 sviluppatori di software interpellato nella survey si sarebbe, infatti, detto intenzionato a puntare sul cloud per cercare nuove fonti di ricavo, mentre per il 2014, il 62% dei rispondenti avrebbe intenzione di sfruttare la distribuzione di software basati su cloud per ridurre i costi operativi derivanti dalla distribuzione, attivazione e supporto, per
migliorare l’esperienza degli utenti
(46%) ed entrare in nuovi mercati di nicchia (48%).

Ciò detto, in un quadro che lascia adito a supporre che, da qui al 2017, soluzioni ibride domineranno il mercato del software, le principali barriere all’entrata indicate dagli interpellati si confermerebbero, nel 25% dei casi, gli alti costi da affrontare e la complessità del processo.
Tanto che, a oggi, la fotografia del mercato delinea un quadro in cui il 65% dei publisher di software dichiarerebbe già di proporre come servizio cloud una parte o l’intero portfolio dei propri prodotti, mentre, in media, i servizi cloud rappresentano il 24% dell’intera offerta di soluzioni software di una azienda tipo.

Benché un terzo degli sviluppatori software non offrano ancora servizi basati sul cloud, il 75% dichiarerebbe di avere intenzione di offrire, nel corso del prossimo anno, almeno una parte del proprio portfolio prodotti in versione cloud.

Di più.

Tra le aziende con un portfolio misto, ovvero sia con soluzioni cloud che tradizionali, lo studio prevede che la percentuale dell’offerta cloud rimarrà stabile al 25%, mentre nel corso del prossimo lustro, il cloud continuerà a crescere lasciando la quota di sviluppatori privi di servizi cloud stabile al 25%.

E gli utilizzatori finali?
Nei risultati della survey fin qui mostrata non manca il parere delle aziende utilizzatrici finali di software che, parimenti agli sviluppatori software si dicono interessate alla flessibilità e trasparenza promesse dalla distribuzione di soluzioni basate sul cloud.
Tanto che il 35% delle 200 realtà interpellate dal fornitore di soluzioni per la monetizzazione del software e da Siia, avrebbe addotto la non flessibilità delle licenze come il principale motivo di insoddisfazione per quanto concerne l’utilizzo dei software, dando corpo a un ulteriore 16% pronto a indicare come
modello di acquisto preferito quello basato sull’utilizzo effettivo del software.

La sicurezza in cima alle preoccupazioni
Ciò detto e nonostante la stessa Siia si aspetti di registrare un’importante crescita nel numero di adozioni di soluzioni Software as a Service, più della metà (55%) degli sviluppatori di software non considerano le proprie aziende pronte per il cloud. La sicurezza dei dati sulla nuvola (36%), la stima dei costi e la complessità del processo di transizione (25%) si confermano come gli ostacoli più importanti da superare, tanto che gli interpellati nello studio si dicono certi che ci vorrebbero in media 16 mesi per rendere una parte o l’intero portfolio prodotti “cloud-ready”, mentre ben il 26% riterrebbe addirittura di non poter spostare la propria offerta sul cloud.

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