Research In Motion fa gola anche a Lenovo

L’interesse dichiarato a Davos dal chief financial officer del gigante cinese dei pc. A pochi giorni dall’arrivo di BlackBerry 10, gli asset della società canadese interessano a molti.

A cinque giorni dal lancio di BlackBerry 10, Research In Motion è tornata appetibile.
Non è solo una questione di speculazioni, di giochi a tavolino di analisti in cerca del prossimo brivido.
Qui, a quanto pare, si fa sul serio.
Questo significa che, finita l’era dei ballon d’essai, le idee diventano ipotesi concrete sulla carta.
E tutto quanto ruota intorno a BlackBerry, nonostante quanto è stato detto o scritto nell’ultimo anno e mezzo, evidentemente fa ancora gola.

Così, dopo le tanti voci che hanno dato e continuano a dare Microsoft in pole position per una possibile offerta sulla società canadese, l’altra realtà che non disdegnerebbe l’idea è Lenovo.
Lenovo, il gigante cinese dei pc, la stessa che nel 2005 si è portata a casa un business non più rilevante per Ibm, e riuscendo non solo a non disperderne il valore nel tempo, ma anche ad aggiungervene di nuovo.
Non è voce di corridoio.
La società lo ha confermato pubblicamente a Davos, per bocca del suo chief financial officer Wong Wai Ming, che non solo ha ammesso incontri con Rim e le banche, con l’obiettivo di valutare ogni possibile combinazione di partnership o scambio di titoli, ma ha anche dichiarato senza mezzi termini di non avere alcun dubbio, qualora l’occasione di presentasse.

Per amore di onestà va detto che la visione di Wong Wai Ming si estende più in generale alla posizione di Lenovo sulle operazioni di merger & acquisition, che la società considera con estremo favore e interesse, nondimeno, visto che specificamente di Rim il manager ha parlato, la valutazione non perde il suo peso.

La questione non sarebbe comunque semplice, sia perché Lenovo dovrebbe sottostare a una serie di controlli e verifiche sia in territorio canadese sia in territorio statunitense, in questo secondo caso in particolare sui temi della sicurezza, ma soprattutto perché l’operazione avverrebbe in un contesto probabilmente non favorevole da parte di una opinione pubblica che considera Research In Motion una delle glorie nazionali del Canada.

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