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Pubblica amministrazione e trasformazione digitale, lavori in corso

Qual è lo stato dell’arte della trasformazione digitale in Italia, messa alla prova dalla emergenza sanitaria, e in particolare a che punto è la Pubblica Amministrazione?

Su questo tema si è dibattuto in un incontro organizzato da Nutanix, e condotto da Alberto Filisetti ha ricordato come Covid-19 ha messo in ginocchio molte aziende, manifatturiere su tutte, ma non solo.

Quelle dedicate a garantire la continuità dei servizi essenziali sono state investite da un carico di lavoro senza precedenti, per non parlare della responsabilità anche morale.

Gli strumenti di telelavoro si sono quindi dimostrati di una importanza strategica, e la piattaforma Nutanix si presta perfettamente allo sviluppo dello smart working, chiosa Filisetti.

Dal punto di vista di Nutanix (ma non solo) questa emergenza è stata affrontata essenzialmente in due modi: Il primo quello di chi è rimasto legato a retaggi legacy, senza saper introdurre innovazione tecnologica.

Il secondo, molto più virtuoso, fatto di organizzazioni che hanno percorso appieno la strada della innovazione tecnologica e della trasformazione digitale. Inutile dire che solo questi ultimi sono riuscire a contenere i danni, e soprattutto senza dover improvvisare in ore progetti che in genere richiedono mesi (se non anni) di attenta progettazione.

Luca De Pietro Direttore UO Strategie ICT e Agenda Digitale di Regione Veneto ha rilevato quanto sia stato complesso fare funzionare tutto al meglio durante il periodo più difficile a memoria d’uomo. Posizione su cui ha concordato Daniele Lunetta, Dirigente dell’ufficio Digitalizzazione e innovazione tecnologica del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

La difficoltà principale incontrata è stata, secondo il manager del Ministero, soprattutto di ordine culturale. Convincere gli utenti della bontà del cambiamento, e che un nuovo modo di lavorare significhi una user experience migliore non è operazione semplice.

Del Pietro ha riportato una esperienza diversa, legata al fatto che la Regione Veneto già due anni fa aveva fatto importanti investimenti per la convergenza infrastrutturale e su data center proprietario. Per questo, chiosa il manager, la regione è stata in grado in pochi giorni di mettere a disposizione degli utenti soluzioni performanti ed attuali.
Anche la Regione Veneto, tuttavia, ha dovuto fare i conti con la resistenza culturale di oltre 3000 persone. Fra gli strumenti usati per educare gli utenti, Del Pietro ha raccontato della newsletter regionale: affrontare i temi dello smart working con gradualità ha aiutato nel formare il personale.

Entrambi hanno concordato sull’importanza della formazione, vera chiave di volta per un passaggio dal mondo tradizionale alla nuova normalità, fatta di lavoro agile e trasformazione digitale.
Abbiamo sollecitato una risposta sulla concreta diffusione della banda larga, un altro grave limite italiano. De Pietro ha riconosciuto che si tratta di un problema su cui il Paese è in ritardo, così come lo siamo sulla diffusione di una cultura informatica di base; inoltre il fatto che una parte importante dei dipendenti pubblici abbia una età anagrafica elevata implica una scarsa confidenza di base con la tecnologia in generale.

Anche Daniele Lunetta ha ammesso che perfino Roma ha  aree prive di connettività a banda larga e fibra ottica. Secondo Lunetta la pubblica amministrazione deve rinunciare a qualsiasi alibi, e concentrarsi sullo sviluppo di una formazione culturale trasversale alle generazioni: non sono solo i millenials a dover usare strumenti digitali, anche gli anziani ne avrebbero un sicuro ed ampio giovamento.

uno spunto di riflessione sulla scarsa uniformità dello sviluppo tecnologico nella pubblica amministrazione: anche l’assenza di una linea guida, di una best practise cui tutte le amministrazioni possano (e debbano) fare riferimento. Senza dubbio sarà sempre più importante il ruolo dei partner tecnologici come Nutanix, e degli interpreti della tecnologia: i system integrator

1 COMMENTO

  1. Il mio ufficio ha una connessione a 10 mega, perchè il contratto stipulato dalla mia amministrazione con l’azienda che fornisce il servizio, arriva al massimo a quella velocità. Alla fine, ogni postazione in rete non raggiunge i 3/4 mega.

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