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Podcast, guida alle piattaforme di distribuzione

Per consentire di diffondere nel modo più accurato i propri programmi audio e evitare di ingolfare i propri siti con gigabyte di dati audio, il web ci mette a disposizione una serie di piattaforme di hosting di podcast pensate appositamente. Eccone una lista, che verrà tenuta aggiornata, e che dà l’idea di quanto articolata sia l’offerta presente in rete.

Con l’evoluzione e la diffusione sempre più generalizzata dei sistemi portatili di comunicazione e con la maturazione degli utenti – che li ha gradualmente portati dalla funzione di “spettatori” a quella di “operatori” – una serie di informazioni tecniche e operative su come gestire podcast propri è ormai assolutamente necessaria.

Non ci soffermeremo per il momento su come operare tecnicamente con file audio da acquisire e assemblare per creare podcast usando gli strumenti informatici più aggiornati (lo faremo in un successivo post dedicato all’argomento). Ciò che ci interessa approfondire ora è il sistema di pubblicazione e distribuzione di materiale già organizzato, perché è questa la vera chiave del successo comunicativo dei moderni podcast.

Hosting, ovvero da chi far ospitare i file di Podcast

Uno degli errori più comuni del neofita che si accinga ad avvicinarsi al mondo della distribuzione audio su Internet è quello di scaricare i file direttamente sul proprio sito. Nulla di più sbagliato.

All’inizio infatti, quando gli utenti interessati sono ancora pochi, l’accesso a un sito privato non è un problema. Ma quando il numero degli accessi aumenta, quando la lista dei podcast gradualmente lievita, quando lo spazio disco a disposizione inizia a scarseggiare e la quantità di banda disponibile comincia a non essere più sufficiente, la situazione rischia di diventare ingestibile. C’è poi un altro problema: si è sicuri che il proprio sito sia così ben organizzato da poter essere istantaneamente in vetta a tutte le ricerche possibili effettuate su Internet?

Il web offre una soluzione che risolve due problemi in uno: le piattaforme di hosting, veri e propri sistemi di raccolta e gestione di materiali, pensati appositamente per chi intenda operare nella distribuzione di contenuti via internet.

Si tratta di piattaforme di servizio in alcuni casi gratuite, in altri a pagamento, che offrono servizi inestimabili perché permettono di ospitare file audio di qualsiasi dimensione, mettono a disposizione link RSS in modo a poter consentire agli utenti di iscriversi e disporre di una quantità banda sufficiente a non entrare mai in crisi a prescindere dal numero di utenti collegati.

Vediamo alcune di queste piattaforme, fra le tante che la rete mette a disposizione, con l’impegno all’aggiornamento periodico dell’articolo per completare la lista con le piattaforme mancanti e con quelle che via via si proporranno.

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Blubrry – Anche se scritto in modo diverso si pronuncia come “mirtillo” in inglese, blueberry.

Blubrry è più di una semplice piattaforma di hosting di podcast; a loro piace definirsi “interfaccia multimediale digitale completa” proprio per la portata dei servizi che offrono. A chi abbia necessità di produrre podcast guidati dal marketing, con i dati e le statistiche più accurati sugli ascoltatori, questa è la piattaforma ideale, una piattaforma dispone anche di dati geografici dettagliati del pubblico per semplificare e potenziare le attività di marketing.

Blubrry può integrarsi con i siti WordPress utilizzando il plug-in PowerPress disponendo anche di opzioni di caricamento CDN e FTP.

Buzzsprout – Pensato per rendere il podcasting semplice, ma non limitato. Il servizio offre una delle dashboard meno complesse e più intuitive della rete, che permette di dedicare più tempo alla creazione di contenuti piuttosto che incappare nelle lungaggini (e nei tranelli) dei caricamenti.

Si tratta di una piattaforma aggiornata in modo costante; qualche mese ha hanno implementato un sistema di trascrizione integrata, hanno aggiornato il sistema del flusso di lavoro per la pubblicazione online, aggiornato l’editor di testo per le note e implementata la possibilità di aggiungere marcatori di capitoli.

Buzzsprout offre anche un sistema di statistiche e un sito web di podcast ottimizzato per dispositivi mobili.

Castos – Si tratta di un plug-in che può dare a qualsiasi sito Web WordPress la capacità di ospitare dei podcast. Quindi, se dispone già di un sito, Castos potrebbe la soluzione.

Il podcast viene pubblicato sul sito Web automaticamente e il pubblico può ascoltarlo utilizzando un lettore multimediale personalizzabile.

Castos è ideale per pubblicare contenuti su YouTube. Dispone inoltre di un sistema SEO avanzato e permette di creare trascrizioni automatizzate per ogni episodio.

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Libsyn – Libsyn per la sua importanza nel mondo dei podcast dovrebbe essere il primo della lista. Libsyn, abbreviazione di Liberated Syndication, è probabilmente la più grande piattaforma di hosting di podcast e anche un pioniere nell’hosting e nella pubblicazione di podcast e partner del lancio ufficiale dei podcast di diverse società di media molto conosciute come Radio.com, Spotify e Pandora.

L’unico problema è che Libsyn non è il più facile da usare, anche se presenta potenzialità non presenti su altre piattaforme (come le statistiche sui podcast certificati IAB v2.0 e i rapporti di consegna affidabili ideali per il settore pubblicitario.

Libsyn è l’unica piattaforma che offre un hosting multimediale completo, non solo per i contenuti audio, ma anche video, testo, file PDF, ecc. È possibile infatti creare una pagina web per il proprio prodotto audio, un podcast Apple e un feed RSS compatibile con iTunes, utilizzando lo strumento OnPublish provvisto dal pacchetto di abbonamento.

Con Libsyn è possibile rivolgersi a un mercato altamente segmentato, aumentando le possibilità di penetrazione sul mercato.

Simplecast – Interessante piattaforma semplificata, pensata principalmente per chi voglia condividere contenuti musicali, anche se si presta egregiamente anche ad ospitare podcast. Sottoscrivendo l’abbonamento, Simplecast offre uno spazio di archiviazione illimitato, upload illimitati, clip di condivisione sui social media e un sito Web di presentazione con tema personalizzato. Interessante è la gestione della libreria dei podcast controllabile da un unico account.

Alcune delle più grandi aziende usano Simplecast per ospitare i loro podcast, tra cui Facebook, HBO, Target, Harper’s Bazaar, Nike e Kickstarter, solo per citarne alcuni.

Lo strumento Recast presente nel pacchetto consente di pianificare episodi e dà anche la possibilità di condividere automaticamente clip e audio su piattaforme di social media.

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Smart Podcast Player – Si tratta di servizio di hosting creato per soddisfare le esigenze personali di un famoso podcaster. Pat Flynn di “Smart Passive Income” ha passato anni a spostare il suo podcast di successo da un host all’altro, incapace di trovare qualcosa che gli permettesse di gestire al meglio il proprio prodotto, senza incappare in costi proibitivi di abbonamento.

È stato allora che ha deciso di creare Smart Podcast Player. Si tratta di una piattaforma che consente di acquisire gli indirizzi e-mail dagli ascoltatori mentre sono sintonizzati.

Non solo ospiterà i file, ma dispone dell’opportunità di inviarli a diverse reti di podcast e  mostrarli su un sito Web WordPress creato automaticamente.

soundcloud

Soundcloud –  La piattaforma audio per eccellenza utilizzata abitualmente da chi si accinga a pubblicare podcast o interviste audio con strumenti di base.

La versione gratuita consente un caricamento massimo/mese di 3 ore e permette il controllo delle statistiche e controlli integrati di base. Naturalmente le possibilità aumentano grandemente con un abbonamento di 8,25 €/mese, con la possibilità di monetizzare le tracce del podcast, programmare le uscite e  usufruire di un tempo illimitato di upload.

spreaker

Spreaker – Sicuramente più completo perché nasce esattamente con lo scopo di ospitare podcast. In questo caso le ore di archiviazione sono 5 nella versione free con cui è possibile pubblicare podcast di un massimo di 15 minuti. I tre piani di abbonamento, invece, permettono di gestire la lista dei file in modo assolutamente completo, con possibilità di monetizzare il prodotto. Il sistema mette addirittura a disposizione strumenti per creare da zero podcast registrati e/o operare con trasmissioni dal vivo.

Il sistema è aperto, nel senso che è possibile pubblicare i file di Spreaker con iHeartRadio, Soundcloud, Spotify, Stitcher e TuneIN.

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Transistor – Se si sta cercando invece qualcosa di pensato per far aumentare esponenzialmente il pubblico degli ascoltatori, una delle migliori piattaforme è proprio Transistor.fm.

Con questa piattaforma è possibile ospitare un numero illimitato di programmi podcast, disporre di più account utente e accedere alle analisi avanzate.

Una cosa interessante è che consente di integrare il principale client di posta elettronica MailChimp direttamente nel sito web di podcast, permettendo anche di pubblicare i podcast su YouTube e Spotify in modo praticamente immediato.

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