Annunciato in occasione di Oracle OpenWorld, il marketplace delle applicazioni di Oracle conta oggi quasi 150 applicazioni ed è uno strumenti di ingaggio per partner e clienti.

L’annuncio era stato dato lo scorso mese di settembre, in occasione di Oracle OpenWorld: con l’obiettivo di meglio coinvolgere i partner nel percorso verso il cloud Oracle aveva annunciato l’apertura di un marketplace delle business application, nel quale trovano e troveranno spazio proprio tutte le soluzioni sviluppate dai partner dell’ecosistema della società.
A distanza di pochi mesi da quell’annuncio, Sanjay Sinha, vice presidente del Product Development della società, in Italia proprio per incontrare i partner Oracle, definisce il marketplace ”un altro canale per promuovere le nostre tecnologie”, sottolineando nel contempo come il cloud rappresenti per gli operatori di canale lo stesso ”shift”, che a suo tempo comportò il passaggio dal mainframe al modello client server.
”Il cloud trasforma il modo di fare business dei clienti e trasforma il business dei partner - sostiene -. Cloud significa prodotti migliori, tempi più rapidi, migliore customer service, abilitazione della forza vendita, allineamento dei talenti con il business, riduzione dei rischi di compliance e reporting”.

Oracle oggi guarda a un mercato nel quale l’83 per cento dei Cio ormai considera il cloud piattaforma di lungo termine e guarda al cloud per l’implementazione di nuovi servizi It. E proprio in considerazione di questo scenario di mercato, la società ha effettuato importanti investimenti in questa direzione: 1000 server, altrettante virtual machine, di 205 Pb di storage per dar vita a una infrastruttura in grado di gestire 25 milioni di clienti e 19 miliardi di transazioni al giorno.
”Oracle offre uno stack integrato di servizi: si parte da una piattaforma di servizi infrastrutturali sulla quale si innestano servizi applicativi e non, tenendo presente che per ogni ambito, applicativo, social, infrastrutturale, oracle offre oggi una suite completa di soluzioni”, ricorda Sinha, sottolineando che l’intero insieme, dalle cloud application alla piattaforma cloud per arrivare al marketplace è oggi a disposizione dell’ecosistema dei partner.

Oracle definisce il marketplace come il luogo dove i clienti e i partner si incontrano.
La scelta del marketplace è maturata in modo quasi naturale, partendo dalla considerazione che la ricerca di una soluzione inizia spesso online: ”Le aziende si rivolgono ai marketplace, nei quali possono ricercare ed effettuare transazioni - prosegue Sinha -  per questo abbiamo voluto mettere a loro disposizione un luogo nel quale sia possibile scoprire e consumare applicazioni”.
I clienti Oracle possono ricercare, utilizzare filtri, navigare, mentre i partner possono inserire tutti gli elementi che ritengono utili per proporsi sul marketplace, dalle documentazioni, ai video, ai trial, ”Tutto in modalità self service”.
Target del marketplace sono le centinaia di migliaia di clienti Oracle e i partner non pagano per comparirvi.
Diversamente da altri marketplace, non lavoriamo su un modello di revenue sharing - spiega ancora Sinha, sottolineando come Oracle abbia prestato molta attenzione a che il processo di registrazione, revisione, inserimento nel marketplace sia non solo semplice ma anche veloce.
Il prerequisito, va detto, è che il partner sia iscritto a Opn (Oracle Partner Network).


La situazione italiana

A commentare il ruolo del marketplace per il mercato italiano interviene Giovanni Ravasio, Country Leader Applications di Oracle Italia, (nella foto): ”Il marketplace è un abilitatore di business per i partner sia a livello locale sia internazionale. Abilita una offerta nuova e indirizza immediatamente le line of business”, spiega.
È comunque il momento di spingere sul cloud, anche in considerazione che se a livello mondiale il business cloud di Oracle è cresciuto del 24 per cento, in Italia si parla di una crescita a tre cifre, con un volume di business oggi davvero significativo.
In questa fase, le aziende che più guardano al cloud, così come del resto evidenziato anche nei dati recentemente presentati da Sirmi, sono di medie e grandi dimensioni, con iniziative che guardano allo human capital, all’Erp (project planning e customer experience), passando per social engagement e marketing automatisation, così come dimostrano anche le acquisizioni condotte da Oracle negli ultimi tempi.
Ma c’è un elemento che spinge oggi Ravasio a guardare al cloud come trend pienamente avviato: Oggi si comincia a registrare l’esistenza di applicativi non disponibili on premise ma pensati nativamente per il cloud: una situazione impensabile solo pochi trimestri fa”.

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