iPhone 11 Pro

In attesa di verificare “su strada” le prestazioni e le capacità del nuovo iPhone 11 Pro, presentato da Apple nel corso dell’evento speciale tenutosi allo Steve Jobs Theater, condividiamo alcune nostre riflessioni su tre cose che ci piacciono e tre che ci convincono di meno, sulla base di ciò che abbiamo visto e letto delle caratteristiche tecniche dei nuovi smartphone top di gamma dell’azienda di Cupertino.

Ci siamo focalizzati sull’iPhone 11 Pro, che racchiude tutte le maggiori novità, ma diversi dei punti citati valgono anche per l’iPhone 11, dal chip al design.

iPhone 11 Pro: cosa ci piace

1. Batteria

Per il primo posto delle cose che ci piacciono abbiamo scelto l’autonomia della batteria perché ci sembra che abbia ricevuto meno attenzione rispetto ad altri aspetti più appariscenti, ed è invece un elemento chiave per un qualsiasi dispositivo mobile e quanto meno essenziale per uno smartphone definito “Pro”.

iPhone 11 ProTra una generazione e l’altra di iPhone c’è sempre, solitamente, un incremento di prestazioni anche in questo aspetto. Con iPhone 11 Pro lo stacco è però nettamente più accentuato. Basandoci sulle specifiche tecniche ufficiali di Apple, per iPhone Xs e Xs Max Cupertino dichiarava, rispettivamente, fino a 30 minuti e fino a 1,5 ore di autonomia in più rispetto al precedente iPhone X. Ora, Apple dichiara fino a 4 ore di autonomia in più rispetto a iPhone Xs, per iPhone 11 Pro, e fino a 5 ore di autonomia in più rispetto a iPhone Xs Max, per iPhone 11 Pro Max.

Se un miglioramento di queste proporzioni verrà confermato nell’utilizzo su strada, la batteria potrebbe diventare un importante fattore di scelta.   

2. Tripla fotocamera

È la novità probabilmente più evidente e una “prima volta” per Apple (non certo per il mercato degli smartphone), il sistema a tripla fotocamera, che presenta anche un ultra-grandangolo con cui ottenere un’inquadratura molto più ampia.

Ma, come avviene anche per il processore, che vediamo a breve, e un po’ per tutti i prodotti nati a Cupertino, i benefici del nuovo sistema fotografico non si limitano alle caratteristiche dei componenti hardware nuovi o aggiornati.

Come siamo soliti constatare nell’ecosistema Apple, è l’integrazione tra l’hardware e lo strato software a fornire una marcia in più. Non solo per quello che già c’è, come ad esempio la nuova interfaccia di scatto che rende semplice e intuitivo sfruttare appieno le tre fotocamere, o come la Modalità Notte che consente di ottenere migliori risultati negli scatti con scarsa illuminazione.

Sarà interessante vedere come, sia Apple che gli sviluppatori terze parti, sapranno sfruttare queste nuove caratteristiche per offrire agli utenti app e funzionalità sia fotografiche che video ancora più sofisticate. Un assaggio di queste potenzialità lo abbiamo avuto con l’anteprima di Apple della funzione Deep Fusion, che arriverà più avanti con un aggiornamento e che impiegherà le tecnologie di machine learning per ottimizzare la resa sui dettagli nelle foto; nonché con quella degli sviluppatori dell’app FiLMiC.

Delle caratteristiche tecniche del nuovo sistema a tripla fotocamera abbiamo parlato in questo precedente articolo, quindi non ci ripeteremo in questa pagina.   

3. A13 Bionic

Il citato sistema di elaborazione delle immagini Deep Fusion, che arriverà con un update, impiega tecnologie di machine learning ed è in ciò supportato dal Neural Engine dell’A13 Bionic, l’ultima generazione del chip integrato mobile progettato da Apple.

iPhone 11 ProIl chip A13 Bionic rappresenta il motore pulsante necessario a rendere possibile le funzionalità avanzate che vediamo implementate in ogni comparto dell’iPhone 11 Pro. A partire dal sistema video-fotografico di cui abbiamo appena parlato. È grazie alle elaborazioni in tempo reale abilitate dal veloce A13 Bionic che gli algoritmi software possono lavorare in perfetta sincronia con le fotocamere per ottenere fotografie di qualità superiore o filmati 4K a 60 fps con gamma dinamica estesa. Ed è ancora l’A13 Bionic ad avere un ruolo di primo piano nel consentire di raggiungere la maggiore autonomia della batteria dei nuovi iPhone 11 Pro.

E anche qui, il concetto chiave sta nell’integrazione dell’intero stack hardware/software, che possono permettersi di realizzare gli ingegneri di Cupertino. Tocca ripeterci ma risiede qui gran parte del valore aggiunto (per chi li preferisce) dei prodotti Apple.

Gli strati software sono ottimizzati per sfruttare al meglio la piattaforma di silicio, e viceversa. Questi benefici e queste ottimizzazioni vengono poi estesi a cascata anche agli sviluppatori, mediante l’SDK di iOS e framework quali Core ML, per il machine learning, ARKit, per la realtà aumentata, e tanti altri.

iPhone 11 Pro: cosa non ci piace

1. Non è 5G

iPhone 11 Pro non è un telefono cellulare 5G, nonostante il fatto che smartphone 5G di diversi produttori siano ormai disponibili, anche in Italia.

Questa mancanza potrebbe suscitare qualche dubbio, soprattutto nei mercati dove il 5G si sta diffondendo con maggiore velocità, come ad esempio quello asiatico.

I rumour escludevano da tempo che gli iPhone del 2019 potessero integrare il supporto per la connettività cellulare di ultima generazione. Il percorso di Apple verso il 5G ha visto finora ostacoli e colpi di scena: il lungo periodo di dispute legali con Qualcomm, finite con il recente accordo; l’uscita di Intel dal mercato dei modem per smartphone 5G; e, infine, l’annuncio proprio da parte di Apple e Intel dell’accordo di acquisizione da parte di Cupertino della maggior parte del business dei modem per smartphone di Intel. Verosimilmente, questa acquisizione prepara il terreno per una soluzione completamente fatta in casa, su questo versante, come Apple ama fare.

C’è anche da dire che le reti 5G sono ancora in una fase iniziale d’implementazione, per quel che riguarda gli Stati Uniti e l’Europa. Apple è tradizionalmente molto prudente nell’integrare nuove tecnologie prime che esse siano consolidate. Potrebbe essere stato anche questo a portare i vertici di Cupertino a rimandare il supporto per il 5G.

Quale che sia il motivo decisivo, l’assenza del supporto 5G potrebbe portare gli utenti Apple a preferire a loro volta di rimandare l’upgrade dell’iPhone: in fondo, un costoso modello premium per molti è un investimento a lungo termine, e in questa fase di evoluzione delle reti può avere senso voler fare un unico aggiornamento, già pronto per l’ultima generazione della connessione mobile.

Gli utenti nuovi o di altre piattaforme potrebbero trovarsi spiazzati dal fatto che tutti parlano di 5G e ci sono già diversi smartphone 5G in commercio, ma l’ultimo di Apple non lo è. Al contrario, per il WiFi iPhone 11 Pro supporta l’ultima generazione WiFi 6 (802.11ax).     

2. Design

In realtà questo non è a tutti gli effetti un “non ci piace”: anzi, paradossalmente lo stesso punto potrebbe essere sia un ”contro” che un vantaggio dell’ultimo iPhone.

iPhone 11 ProiPhone 11 Pro è una nuova versione “evolutiva”: si tratta di un aggiornamento intermedio, non di una completa rivisitazione con un design tutto nuovo (del tipo, per intenderci, di quella eseguita con iPhone X). Bene o male è quindi un design “già visto”, con il notch (non tutti lo amano: se almeno Apple ne riducesse le dimensioni…) e tutto il resto.

Ciò però può anche rivelarsi una notizia positiva: innanzitutto, per chi è assolutamente soddisfatto di questo design. Poi, per i (non pochi) utenti che preferiscono adottare piattaforme consolidate e non acquistare la prima generazione di progetti completamente nuovi.

3. Cose che altri hanno e iPhone 11 Pro non ha

C’è una serie di funzionalità minori, ma che potrebbero rendere molto più produttiva la vita con iPhone, che si stanno diffondendo nel mercato degli smartphone, e a volte nello stesso catalogo Apple, ma che non trova ancora spazio nell’iPhone.

Ad esempio, la possibilità di ricaricare via wireless altri dispositivi (come Apple Watch) direttamente dall’iPhone, soprattutto alla luce della maggiore autonomia presente negli 11 Pro, potrebbe risultare preziosa: è una funzione che molti marchi iniziano a proporre nei prodotti di ultima generazione.

iPhone 11 conferma inoltre l’impiego del connettore Lightning. Intendiamoci: questo è tutt’altro che superato, perché anche tre modelli di iPad su quattro (tra cui l’ultimo arrivato) lo utilizzano ancora; per non parlare della immensa scelta di accessori esistenti, che si basano su Lightning. Tuttavia, per l’iPad Pro Apple ha optato per l’USB‑C, ampiamente utilizzato anche nella gamma Mac. Inoltre, se si estende nella linea iPad il supporto per la penna digitale Apple Pencil, questa è ancora esclusa dal “mondo” iPhone.

Molti si sono chiesti, infine, in cosa consistesse uno smartphone “Pro”. Questione ovviamente secondaria, ma non priva di interesse: a prescindere dal suffisso utilizzato, è stata invece a nostro parere una scelta indovinata quella di Apple, di tornare innanzitutto a una versione numerica sequenziale, con iPhone 11, e poi di diversificare le due edizioni con la denominazione Pro (usata anche per gli iPad e i Mac) piuttosto che adottando strane sigle quali Xs e Xr.     

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche iscriviti alla newsletter gratuita.

1 COMMENTO

  1. Io utente Mac e iPhone da sempre trovo che i nuovi iPhone siano sempre meno belli e sempre più simili ai vari prodotti Android . Esteticamente parlando è un enorme handicap. Per prestazioni secondo me sempre e comunque più snelli e performanti, ma hanno completamente perso l’allure Steve Jobs. Il risultato è che quando esce il nuovo modello non ti invoglia ad averlo “ subito”, non è un gioiello per cui fare sacrifici ( come invece Mac continua fortunatamente a a fare), con metà del denaro ci si compra qualcosa anche più gradevole esteticamente e comunque performante. iPhone ha perso il fascino. Peccato.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome