Identità digitale: Bring Your Own Identity vince in sicurezza

Un nuovo studio di Ca Technologies condotto da Ponemon Institute rivela lo sviluppo nell’uso di credenziali dei social network per accedere ad applicazioni diverse.

I comportamenti degli utenti appartenenti alle linee di business e ai reparti It nei confronti del fenomeno Byoid sono stai analizzati nell’indagine The Identity Imperative for the Open Enterprise 2014.
Lo studio ha fornito svariati spunti interessanti sulla portata del fenomeno Byoid, approfondendo ad esempio aspetti quali l’attuale stato di diffusione, il valore percepito, alcune considerazioni sui cosiddetti Identity Provider (IdP) e sui possibili miglioramenti di questo nuovo canale di autenticazione degli accessi. La ricerca è stata commissionata da Ca Technologies e condotta dal Ponemon Institute. Sono state intervistate 3.115 figure professionali nell’ambito It e business in Nord America, Brasile, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, India e Australia, in organizzazioni con più di mille dipendenti. La ricerca si è conclusa a fine giugno 2014.
Sebbene la diffusione dell’accesso Byoid basato sulle credenziali dei social network sia ancora agli inizi, si rileva già un buon livello d’interesse, soprattutto nelle popolazioni degli utenti mobile e web. Cresce l’interesse verso il Byoid e l’utilizzo delle identità registrate nei social media quali Facebook, LinkedIn o Yahoo, al punto tale che il 55% degli addetti It e il 69% degli utenti appartenenti alla categoria business dichiara un interesse alto o altissimo verso questa modalità d’accesso. I clienti che interagiscono con l’azienda tramite Web e dispositivi mobile sarebbero i più attivi dal punto di vista dell’utilizzo delle proprie identità digitali, superando persino altri gruppi quali neo-assunti, dipendenti, contrattisti e pensionati (dipendenti fuori servizio attivo).


La sicurezza accelera l'adozione

I soggetti consultati riconoscono inoltre che la diffusione del modello Byoid verrebbe facilitata da una maggiore sicurezza. Ad esempio, l’implementazione di motori contro il rischio di frodi figura infatti fra i tre fattori più citati.
L’Identity Provider preferito varia a seconda della situazione e della regione di appartenenza dei soggetti intervistati. Alla domanda riguardante la social Id più interessante per la loro organizzazione, gli utenti It hanno indicato PayPal in tutte le aree geografiche, mentre sono state raccolte risposte diversificate fra gli utenti business, con una netta prevalenza di Amazon rispetto a PayPal e Microsoft. Per quanto riguarda la social Id preferita per le proprie abitudini di consumo, entrambe le categorie di soggetti intervistati avrebbero collocato Google al primo posto.

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