Canegrati, Hp: “è l’ora del Device as a Service”

Se è vero che il keynote inaugurale della Global Partner Conference di HP si è incentrato su quella che di fatto er ala notizia del giorno, vale a dire l’acquisizione del business delle stampanti di Samsung, è pur vero che non di sole stampanti vivono i partner della società.

Ed è per questo che abbiamo avuto modo di incontrare Tino Canegrati, amministratore delegato di Hp Inc. Italy, per cercare di definire con lui i punti salienti dell’approccio al mercato della nuova HP.
Il messaggio chiave che vogliamo far arrivare è che anche nei cosiddetti mercati maturi i leader possono trovare aspetti di crescita e di differenziazione”.
Non si tratta solo di differenziazione nei prodotti, anche se va detto che gli ultimi annuncia sia sul fronte mobility sia su quello printing portano con sé interessanti elementi di novità dal punto di vista progettuale e di design, si tratta anche e soprattutto di approccio al mercato.

Dalla macchina al pc: il device as a service è un canone

Canegrati HpUn punto fondamentale per noi e per i nostri partner è il passaggio da un mondo transazionale a uno contrattuale. Noi ci crediamo, alcuni trai nostri partner ci credono, soprattutto è un approccio convincente per le medie imprese”.
L’esempio cui si rifà Canegrati è semplice.
Quando si acquista una macchina, non si ragiona più sul costo del solo veicolo. È più semplice ragionare in termini di costo mensile, incluse assicurazione, manutenzione e costi accessori: “Si paga il costo di guidare una macchina”, è la sintesi.
Lo stesso approccio si può applicare all’IT: si vende una postazione di lavoro, non un pc o una stampante.
I grandi dealer già lo fanno. Tocca a noi dare gli strumenti giusti a quelli più piccoli”.
Per Tino Canegrati, la sintesi è semplice: “Hp fa due mestieri. Il primo è sviluppare tecnologia, il secondo è sviluppare programmi che i rivenditori possono integrare nelle loro azioni di vendita”.

Estendere il concetto di seat

Concorda con la visione di Canegrati Luciana Broggi, italiana ma basata a Ginevra, in luciana broggi hpvirtù del suo ruolo di General Manager Services and Solutions a livello EMEA.
Il mercato si sta muovendo verso i servizi, verso i costi variabili e verso la flessibilità. Le aziende sono molto meno interessate al comprare tecnologia piuttosto che all’usarla. Per questo torniamo a parlare di seats, concetto che oggi va letto in una accezione estesa, includendo tutto, macchina, software, servizi, cloud, stampa”.
Hp si sta dunque spostando verso un’era di device as a service, mettendo a punto un set di tool che aiutano i partner nel percorso, a partire dai prodotti, con soluzioni con software specifici integrati nella macchina, sviluppati in un’ottica di serviceability.
“Le stampanti hanno sempre meno parti da cambiare, integriamo strumenti di proactive intelligence, con tool predittivi integrati”.
Senza dimenticare, naturalmente, gli aspetti di sicurezza, declinati sia sui dispositivi, sia sui dati, sia ancora sui documenti.

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