Meg Whitman: il tempo elemento cruciale nell’Idea Economy

meg whitman HPÈ l’ultimo Hp Discover a reti unificate e per questo, inevitabilmente, ha una valenza sicuramente più simbolica rispetto alle precedenti edizioni.
Ed è proprio dalla separazione di Hp in due entità distinte, Hp Inc. e Hewlett Packard Enterprise, che Meg Whitman parte, spiegando, davanti a una platea di 10.000 tra partner e clienti arrivati a Las Vegas per il keynote inaugurale della manifestazione, i motivi che l’hanno portata alla decisione.
La separazione – conferma – sarà effettiva a partire dal prossimo 1° novembre” e in attesa di quella data mostra il nuovo logo di Hewlett Packard Enterprise.

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Un logo semplice”, non manca di sottolineare, evidenziando come la semplicità sia una scelta e sia di fatto anche un messaggio e un impegno preciso nei confronti di quell’ecosistema che ruota intono ai prodotti, ai servizi e alle soluzioni Hp.
Poi Whitman riprende i temi che le sono cari e che hanno portato Hp a farsi interprete di “un nuovo stile dell’It”: la disruption, i cambiamenti veloci e irreversibili, i nuovi bisogni dei clienti, i nuovi modelli di business.
Ma è solo uno spunto, che prelude a un passo ulteriore: “Viviamo in una Idea Economy, economia delle idee, nella quale ciò che conta è la capacità di trasformare un’idea in un nuovo prodotto. E di farlo in tempi rapidi”.
Perché, sottolinea Whitman, non basta avere buone idee. “Il successo oggi dipende dalla capacità di trasformare le idee in valore prima che lo faccia la concorrenza”.
Oggi, la facilità di accesso a cloud, mobility, big data analytics consente di dar vita a una nuova classe di innovatori e imprenditori, in grado di rivoluzionare interi mercati a un ritmo mai sperimentato prima.
Nessun segmento di mercato è immune da questa disruption – prosegue -. E non importa se si è una startup o una grande impresa: l’importante è possedere sia la visione, sia l’agilità tecnologica per rispondete alle sfide del mercato, trasformando in tempi rapidi le idee in realtà”.
La velocità diventa dunque elemento cruciale. “Perché se la buona notizia è che oggi è diventato facile compiere questo passaggio, la cattiva notizia è che la stessa facilità si presenta anche per i vostri competitor. Il tempo diventa l’avversario più temibile per le imprese. Il time to value è al tempo stesso il vostro primo nemico e la vostra maggiore opportunità. E tanto più sono rigide le infrastrutture It, tanto più difficile, se non addirittura impossibile, è implementare velocemente l’innovazione”.
Ed è qui che il cerchio si chiude.
Perseguire una Idea Economy richiede un nuovo stile di business”.
E il nuovo stile di business ha bisogno di un nuovo stile di It.
E il nuovo stile di It richiede un partner giusto che sappia indirizzarlo.
E Hp è questo partner. Un partner con una visione a tutto tondo per capire cosa sta accadendo, ma anche in grado di gestire i vecchi ambienti, rendendoli più efficienti, mentre l’azienda si traghetta verso il nuovo”.

È un percorso, quello disegnato da Meg Whitman.
Un percorso che si articola in quattro fasi, destinate a diventare “task” per i partner e per i clienti: Transform, ovvero traghettare l’azienda verso una infrastruttura ibrida; Protect, ovvero proteggere adeguatamente gli asset digitali; Enable, ovvero abilitare la produttività sul posto di lavoro; Empower, ovvero rafforzare un’organizzazione data driven.

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