Meg Whitman, la separazione e la logica dei due garage

meg whitman HPNon è trascorso un mese dall’annuncio della divisione di Hp in due realtà distinte, avvenuto lo scorso 6 novembre, ed è inevitabile che il keynote inaugurale di Meg Whitman, in occasione di Hp Discover in corso a Barcellona, finisca per incentrarsi sulla Hp che sarà.
Di fronte a una platea di 11.000 persone, tra partner e clienti, Meg Whitman ha di fatto parlato di un viaggio, un viaggio partito da un garage di quella che sarebbe poi diventata la Silicon Valley – l’iconico garage di Hewlett e Packard – per arrivare fino ai giorni nostri e a un futuro che è proprio dietro l’angolo.

“Siamo in una fase di grandi cambiamenti: nuovi canali, nuovi mercati, nuovi modelli di business”, ha esordito la manager, ricordando che “nessuna azienda sopravvive senza adattarsi e senza rispondere al nuovo”.
Ha poi evidenziato le tappe più recenti del percorso della società: “Nel 2012 abbiamo stabilizzato Hp, migliorando il focus su prodottti e servizi, nel 2013 abbiamo cominciato a cambiarla, migliorando cash flow, processi, ricerca e sviluppo, nel 2014 questa strategia ha cominciato a pagare”.

Ma nel 2015 il passo deve cambiare ancora. E non è certo un caso che Whitman torni più volte sul concetto – e sulla necessità – di accelerazione.
“Ci separiamo in due nuove Fortune 500”, ha precisato, ribadendo i due ambiti operativi della futura Hp Enterprise e della Hp Inc.
“La separazione avrà luogo con l’inizio del prossimo anno fiscale e dunque a novembre del prossimo anno: dobbiamo prepararci”, ha proseguito la manager, che manterrà il ruolo di Ceo in Hp Enterprise, mentre in Hp Inc sarà chairman.
La divisione risponde a una necessità di dar vita a percorsi innovativi più veloci.
E se la Hp di oggi è paragonabile a un motoscafo, con quella di domani sarà come avere a disposizione due motoscafi, “più veloci e meglio manovrabili”.

E di nuovo Meg Whitman rievoca lo storico garage: “Non sarà più solo uno. Saranno due, dietro le cui porte ci saranno risorse, ricerche, sviluppo e innovazione”.
La leggenda continua, è stata la conclusione.

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