Dominio Internet: una decisione che ha a che fare anche con Ipv6

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Identità aziendale –

Parliamo di top level domain e delle dinamiche nella scelta della propria estensione Internet con Marc Van Wesemael, General Manager del registro .eu, Eurid.

Il general manager di Eurid, il registro .eu, Marc Van Wesemael, ci dice che il mercato dei domini di primo livello (Tld) nell’Unione europea è in crescita.
I dati provenienti dai diversi registri nazionali del dominio, al secondo trimestre 2011 registrano una crescita del 13%.
Un dato positivo se paragonato con la crescita dell’8% del mercato mondiale Tlc, come riportato nel report Verisign del secondo trimestre 2011.

Attualmente il .eu è il quarto Tld nella UeE dopo .de, .uk e .nl.

L’imminente introduzione di un migliaio di nuove estensioni, fra domini di primo livello (gTtl) generici, e la liberalizzazione del mercato associata, cambierà le dinamiche del mercato dei nomi a dominio.
Mentre si creerà una maggiore concorrenza per le estensioni già esistenti, la pubblicità che circonda i nuovi operatori attirerà positivamente l’attenzione sui domini di primo livello come .eu.

Quali sono le prospettive di evoluzione rilevate da eurid?

Continueremo ad aggiungere valore al dominio .eu investendo in servizi per i nostri registrar e in nuovi protocolli di sicurezza Internet.
A livello operativo vediamo una tendenza verso una maggiore sicurezza e business continuity online.
A questo proposito, Eurid ha investito nella solidità dei propri sistemi. Abbiamo attuato programmi di disaster recovery che anticipano gli scenari più negativi che potrebbero compromettere le performance dei nostri sistemi.
Abbiamo completato a luglio un’importante esercitazione di Business continuity plan con il trasferimento dei nostri sistemi di registrazione .eu dal nostro sito operativo principale a una location alternativa.
Queste esercitazioni sono molto importanti per formare il personale nel caso in cui accadesse qualcosa di inaspettato.

Ci sono vantaggi concreti da prospettare a un’azienda relativamente all’adozione del domino .eu?

Qualsiasi attività, azienda o persona residente nell’Ue è idonea a registrare un dominio .eu. Per un’azienda, un dominio .eu accresce la visibilità dei prodotti e servizi segnalando all’esterno che la stessa è aperta a sviluppare business in tutti i 27 paesi dell’Unione Europea.

L’utilizzo del dominio .eu sta a significare che l’espansione dell’attività oltre i confini nazionali rappresenta un passo semplice da compiere.
Le società devono soltanto essere registrate in un paese dell’Ue per essere attive in tutti gli altri, senza bisogno di una filiale o di un sito web per ogni paese.
È come avere un piede sulla porta di ogni mercato europeo e per le aziende significa potersi espandere con i propri tempi.

Ipv6 e Tld: c’è una connessione?

Sì, a mio avviso c’è un collegamento. Gli indirizzi Ip vengono assegnati continuamente dai provider Internet così una pronta fornitura è importante per la continuità dell’attività Internet. Se c’è una carenza di indirizzi, ad esempio l’esaurimento imminente di indirizzi Ipv4 e il passaggio a Ipv6, potrebbe accadere di dover attendere di avere un indirizzo Ip disponibile prima di poter utilizzare internet.

La situazione Ipv4/Ipv6 non influisce direttamente sui nomi a dominio .eu. Tuttavia, l’impatto si verifica quando le persone chiedono il collegamento tra un nome a dominio e un indirizzo Ip disponibile.
Quindi, riteniamo che sia importante che venga mantenuta una libera disponibilità di indirizzi Ip.
Come buona pratica commerciale, abbiamo già attivato Ipv6 ove possibile nelle attività di Eurid. I titolari di nomi a dominio .eu sono sempre stati in grado di utilizzare indirizzi Ipv6 per i loro server dedicati e i sistemi di registrazione .eu sono compatibili con Ipv6 dal lancio del .eu nel 2006. Offriamo anche il nostro sito web pubblico su Ipv6 all’indirizzo www6.eurid.eu. Naturalmente, offriamo ancora www.eurid.eu su Ipv4 per garantire la piena accessibilità.

L’utilizzo di Internet con dispositivi mobili e l’avvento dell’Internet degli oggetti, il machine to machine, influenzeranno il mercato dei domain?

L’esperienza online di chi usa tablet e smartphone è influenzata da una minore larghezza di banda e dimensioni dello schermo ridotte, il che significa che i siti Web dovrebbero anche offrire una versione mobile. Oltre al rilevamento automatico e utilizzando l’estensione .mobi, molti siti web utilizzano sottodomini. I dispositivi mobili aggiungono una dimensione supplementare a Internet offrendo accesso online sempre e ovunque. Ciò significa che c’è una continua richiesta di nomi a dominio.

L’Internet degli oggetti è una situazione diversa in quanto si riferisce agli oggetti univocamente identificabili (le cose) e le loro rappresentazioni virtuali in una struttura Internet-like. Internet delle cose dovrebbe aumentare notevolmente il numero di indirizzi Ip necessari.
La prossima generazione di applicazioni internet, utilizzando Ipv6 potrebbe essere in grado di comunicare con i dispositivi collegati a quasi tutti gli oggetti artificiali, grazie allo spazio estremamente elevato di indirizzi Ipv6. Tuttavia, questa interazione machine-to-machine, come è prevista oggi, non avrà bisogno di nuovi nomi a dominio.

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