Pokémon GO, come è nato e quale sarà il suo futuro?

Mentre l'Iran è il primo Paese a decretarne il "ban" per non chiariti ma in ogni caso intuibili motivi di sicurezza, secondo i dati di Apple Pokémon GO (ne abbiamo già parlato in questo articolo) ha registrato il maggior numero di download nella prima settimana di lancio rispetto a qualsiasi altra applicazione. Un americano su dieci quotidianamente spende del tempo per cercare i mostriciattoli e sei milioni di dollari al giorno valgono gli acquisti in app solo negli Stati Uniti. Justin Bieber è stato avvistato mentre cacciava a Central Park e un giornalista è stato pubblicamente redarguito perché giocava durante un briefing al Dipartimento di Stato.

Quello che meno si racconta è che il gioco che spopola in 37 Paesi ha rischiato di non uscire mai. Perché John Hanke il suo inventore fino a 12 mesi era un inquieto dipendente di Google che, racconta Forbes, non era probabilmente molto soddisfatto della situazione. Non stiamo parlando di uno qualunque. Appassionato di videogiochi Hanke si era laureato ad Austin all’università del Texas per passare poi in una business school dell’ateneo californiano di Berkeley. Voleva avviare una startup nel mondo dei videogame tanto che di lì a poco con un compagno di classe fonda Archetipo Interactive che produce Meridian 59 considerato il primo gioco di ruolo online che raccolse un discreto successo. Vende l’azienda e nel 2000 cofonda  Keyhole, una società di software geospaziale che fornisce agli utenti le immagini satellitari di qualsiasi luogo sulla terra.

Google Earth

La tecnologia cattura l’attenzione di Google e in particolare di Sergey Brin appassionato di mappe. In un meeting con il ceo di Google Eric Schmidt e altri manager, Brin sostiene l’acquisizione dell’azienda facendo vedere le abitazioni delle persone presenti nella stanza. Convince il resto del gruppo , con 35 milioni di dollari si porta a casa Keyhole e Hanke che pensa di rimanere in Google per pochi mesi e invece si ferma per più di un decennio. Diventa uno dei due capi del team che si occupa delle mappe, supervisiona il lancio di Google Earth e negozia il posizionamento di Google Maps sull’iPhone con Steve Jobs. Ma lui ha in testa sempre i videogiochi e l’abbinamento con le mappe. Manca solo il come.

Larry Page lo convince a rimanere in Google e per motivarlo la società dà il via a una divisione segreta dedicata ai videogiochi con base a San Francisco. La società si chiama Niantic Lab come una delle navi che aveva trasportato i minatori nella Bay Area durante la corsa all’oro nel 1849. Mette a punto un gioco che permetteva agli utenti divisi in squadre di conoscere punti di riferimento della città tramite dispositivi mobili e i Google Glass. Ingress, questo il nome, piace ma in Google non raccoglie molta considerazione. Ci vuole altro.

Futuro incerto

La realtà è che Niantic galleggia senza un futuro all’interno di Google che non sa bene cosa farsene. Poi a Mountain View hanno altro a cui pensare, c’è Alphabet  (di Alphabet abbiamo parlato ad esempio in questo articolo) e il destino della società sembra segnato. Poi succede che nella primavera del 2014 arriva il momento del pesce d’aprile di Google. Hanke non ne sa nulla ma in rete trova un video dove i ragazzi catturano i Pokémon utilizzando Google Maps. Una folgorazione. Parla con l’autore del video Tatsuo Nomura, si incontra con il vertice della Pokémon company e mentre Google lo lascia libero procedendo a uno spin off di Niantic della quale tiene in casa poco meno del 30%, inizia a lavorare al progetto. La società diventa indipendente, raccoglie 35 milioni di dollari. Google ha capito che qualcosa di buono può arrivare, l’innovazione sembra esserci, ma se Hanke rimane dentro Mountain View il rischio è tarpargli le ali. E allora è il caso di fare mollare gli ormeggi riconoscendo che anche Google a volte può essere un impedimento per l’innovazione. "Se Google avesse mantenuto la proprietà di Niantic non sono sicuro che oggi avremmo Pokémon Go, almeno non alla velocità con cui lo abbiamo ottenuto", racconta Gilman Louie, membro del consiglio Niantic.

La trattativa con Pokemon in pratica non c’è. Il Ceo è entusiasta e il business si combina in fretta. Il resto è storia di questi giorni. Il successo non deve fare dimenticare le vicende di giochi virali come Farmville e Candy Crush, ma Pokémon Go apre nuove strade sul fronte dei videogame e sembra avere qualche base più solida. Intanto Hanke lavora come un pazzo, ha le borse sotto gli occhi e poco tempo per fare altro e giocare a Pokémon Go. Al momento è al livello 5.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato sulle novità tecnologiche iscriviti alla newsletter gratuita.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here