Zoom

Negli ultimi giorni, Zoom, popolare soluzione per webinar, meeting video online e web conferencing che ha conosciuto un picco di utilizzi in questo periodo di incremento dello smart working a causa della pandemia di coronavirus, è stato oggetto di critiche per il fatto che l’app per iOS inviasse dati a Facebook.

Questo invio di dati avveniva anche per gli utenti che non hanno un account Facebook e il trasferimento non veniva reso noto nella privacy policy di Zoom. A portare alla luce questo comportamento, è stato Joseph Cox della testata Motherboard, che Zoom ha ringraziato nel suo annuncio relativo alla risoluzione del problema.

L’azienda ha risposto con un aggiornamento dell’app per iOS e con un chiarimento sull’utilizzo dell’SDK di Facebook nel client.

Zoom

Sul proprio blog, Zoom ha affermato di aver inizialmente implementato la funzione di Login con Facebook utilizzando il Facebook SDK (Software Development Kit) per iOS, al fine di fornire ai propri utenti un altro modo, comodo, per accedere alla piattaforma di videoconferenza.

L’azienda ha dichiarato di essere venuta a conoscenza solo di recente, il 25 marzo 2020, del fatto che l’SDK di Facebook stava raccogliendo informazioni sui dispositivi non necessarie per fornire i servizi di Zoom. Le informazioni raccolte dall’SDK di Facebook, ha sottolineato altresì Zoom, non includevano informazioni e attività relative a riunioni, come partecipanti, nomi, note e così via. Ma includevano piuttosto informazioni sui dispositivi, come il tipo e la versione del sistema operativo mobile, il fuso orario, il sistema operativo, modello e operatore del device, le dimensioni dello schermo, processore e spazio su disco.

Zoom ha sottolineato di attribuire la massima importanza alla privacy dei suoi clienti e per questo di aver deciso di rimuovere l’SDK di Facebook nel client iOS. L’azienda ha riconfigurato la funzione in modo che gli utenti possano ancora accedere con Facebook, tramite il browser web.

Per avvantaggiarsi di questo aggiornamento nella funzione di login di Facebook, gli utenti devono eseguire l’aggiornamento all’ultima versione dell’app.   

Zoom si è anche pubblicamente scusata per ciò che è successo e ha ribadito di aver avviato una revisione dei processi e dei protocolli aziendali per l’implementazione di tali funzioni. L’azienda, sempre sul proprio blog, ha anche annunciato di aver aggiornato la propria privacy policy, e ne ha illustrato i punti salienti.

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