Un 2002 positivo per Atos Origin

Anche se per poco, il fatturato mondiale chiude in attivo. L’Italia ha risentito del forte calo delle attività legate al mercato captive, dato da Fiat e Philips. Creata la divisione di consulting, Executive Partner.

26 marzo 2003 Grazie a una manciata di milioni di euro in più, Atos Origin è riuscita a presentare un bilancio 2002 in attivo. Il service provider dell'It ha realizzato un fatturato di 3.043 milioni di euro, che si confrontano con i 3.038 milioni dell'esercizio precedente, che però aveva risentito della fusione tra Atos e Origin. Riguardo ai dati dell'ultimo esercizio, va detto che nel corso dell'anno la società ha acquisito i rami di attività di Kpmg del Regno Unito e dell'Olanda, i cui bilanci relativi agli ultimi quattro mesi del 2002 sono confluiti in quello di Atos Origin; contemporaneamente il gruppo ha smesso alcune attività considerate a bassa marginalità (come per esempio i servizi di data entry), per cui si può dire che su base confrontabile la crescita del fatturato si è aggirata attorno all'1,5%. Il margine operativo lordo è stato di 266 milioni, pari all'8,7% dei ricavi, più alto rispetto alle aspettative, mentre l'utile netto si è attestato su 71 milioni. I dipendenti sono saliti a quasi 28mila unità ed è anche cambiato in parte l'assetto societario che vede l'ingresso di Kpmg audit partner, con una quota del 3,7%. Attualmente, dunque, in seguito all'acquisizione si sono anche modificate le aree di attività, in quanto esordisce il consulting (che si guadagna un 18% del business totale) a fianco delle tradizionali system integration (35%) e managed operation (47%). I mercati in cui il gruppo opera vanno per importanza dall'information, communication & entertainment (34%) al consumer & industrial market (30%), dal financial service (27%) al public sector (6%) sul quale però Atos Origin sta significativamente investendo per conquistare nuove quote.


In Italia il mercato di Atos Origin ha dimostrato una certa sofferenza in fatto di revenue, a causa di due contraccolpi che hanno pesantemente impattato sui risultati del 2002. Da un lato la decisione di Fiat (da cui è nata Atos), di creare a metà del 2001, Global Value, la joint venture nell'It con Ibm, dall'altro la decisione di Philips, azionista di maggioranza (da cui è nata Origin), di centralizzare in Olanda gran parte delle attività It. Quindi, il fatturato della filiale nazionale è stato di 160 milioni di euro, contro i 175 del 2001. ”A quest'ultimo risultato - spiega Giuseppe De Gregori, presidente e amministratore delegato di Atos Origin Italia - aveva contribuito per il 73,5% il mercato open e per il 26,5% quello captive dato da Fiat e Philips, mentre nel 2002 quest'ultimo valore si è ridotto al 16,9%, per fortuna in parte compensato da un aumento del 4% del business realizzato sul mercato aperto, che tuttavia non è riuscito a compensare appieno il calo del 41% subìto”.

In linea con le strategie della corporate, anche in Italia dall'inizio del 2003 è stata formalizzata l'attività di consulenza con la creazione della nuova divisione di management consulting, Executive Partner, affidata a Danilo Bonato. ”L'idea è quella di offrire una consulenza molto pragmatica, a costi contenuti, in grado di tradurre le necessità degli utenti in progetti concreti - afferma il managing director -. Il team è oggi costituito da una cinquantina di consulenti, 40 dei quali già svolgevano internamente ad Atos Origin un'attività di consulenza con varie competenze, mentre sono circa 10 i nuovi inserimenti. L'obiettivo è di arrivare a costituire una task force di 100 professionisti”. Le aree di attività su cui si focalizza l'offerta della divisione Executive Partner sono: strategy design, business performance improvement, human capital development, It strategy e business compliancy & security. E a conferma del forte commitment della società in questa direzione, Bonato ha citato alcuni dei progetti già avviati, come quelli con Costa, Pharmacia, Holcim, Hachette, AnsaldoBreda, Reale Mutua, Telecom Lab, Ferrero e Asl Roma H.

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