Tempo di tagli anche per Ibm

Il colosso statunitense si appresterebbe a lasciare a casa oltre 9.600 dipendenti per tentare di ridurre i propri costi strutturali dopo i risultati finanziari inferiori alle aspettative degli analisti di mercato annunciati alla fine del primo trimestre

Big Blue taglia. Il colosso statunitense avrebbe annunciato l'intenzione
di lasciare a casa oltre 9.600 dipendenti, circa il 3% della propria forza
lavoro totale. Un'indiscrezione, quest'ultima, nell'aria già da tempo, dopo i
mancati risultati finanziari annunciati alla fine del primo trimestre 2002.
Confermate le speculazioni degli analisti, la società non ha, però, al momento
reso note le country in cui avverranno le riduzioni, anche se indiscrezioni
darebbero Global Services tra le divisioni più colpite dal provvedimento in
atto. Lo scopo pare chiaro. Dopo aver registrato, a livello azionario, le
peggiori performance rispetto alle 30 principali società quotate al Dow Jones
nell'ultimo anno, Big Blue mirerebbe a una drastica riduzione dei propri costi
strutturali. Se si considera, poi, che negli ultimi cinque anni la percentuale
dei dipendenti Ibm è cresciuta mediamente del 5,9% all'anno, mentre le vendite
per dipendente sono diminuite del 3,1%, i conti sono presto
fatti.

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