Taglio del nastro per il terzo datacenter Data4 in Italia

E con questo fanno tre.
Cresce e non si arresta la corsa della francese Data4 che, nata nel 2006 da una joint-venture tra Alcatel e il fondo d’investimento internazionale Colony, con la “benedizione” istituzionale di Olivier Brochet, Console di Francia a Milano, e di Mauro Parolini, Assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, ha inaugurato un nuovo campus tecnologico su territorio italiano.
Obiettivo: far crescere un ecosistema digitale essenziale per favorire l’accelerazione della trasformazione tecnologica in un Paese, il nostro, che Olivier Micheli, CEO di Data4, reputa particolarmente interessante «sia perché in prossimità del Milan Internet eXchange, uno dei nodi europei strategici per l’interscambio dei dati, sia per la naturale funzione di “ponte” tra Europa, Medio Oriente, Africa e Asia», dove Data4 è intenzionata a estendere il proprio network di connessione.
Da qui la scelta, già nel 2013, di affidare a Roberto Begozzi, VP Sales Southern Europe e Country Manager per l’Italia, il compito di diversificare le attività della Francia, dove il parco datacenter di Data4 si estende su una superficie di 110 ettari, identificando un’area adatta alla sua espansione in Europa.
La scelta è caduta su Milano dove, con il prezioso contributo “in corsa” di Yuri Santagostino, Sindaco di Cornaredo, e di Sara Santagostino, Sindaco di Settimo Milanese, Data4 ha dato il via ai lavori per realizzare nell’ex area Italtel un primo datacenter per l’hosting di Ibm a cui, alla fine del 2014, si è aggiunta l’ulteriore struttura dedicata a SoftLayer, divisione cloud di Big Blue.
Una bella conferma, visto che, come riportato nel suo intervento da Brochet, «la Francia è il secondo cliente della Lombardia e assorbe l’11% delle sue esportazioni. Ma con il 10% delle importazioni provenienti dalla prima Regione economica d’Italia siamo anche il suo secondo fornitore – è l’ulteriore precisazione del Console di Francia a Milano -, mentre ben 750 aziende d’Oltralpe hanno sede in Lombardia. Di queste, 500 sono in provincia di Milano e impiegano circa 126mila persone».

L’investimento in numeri

Con 100 milioni di euro già spesi, a oggi, e altri 150 milioni previsti nel business plan 2013-2020, Data4 ha così riqualificato 10 ettari di terreno in un’area totalmente abbandonata all’interno della ex area Italtel, «costruendo 6.800 m² di sale It, con una potenza attuale di 10 MW, per rispondere alla domanda di un mercato in pieno sviluppo e per la quale – torna a dettagliare il padrone di casa Micheli – è stimato un potenziale di 22.000 m² di sale It, per un totale di dieci datacenter con una potenza complessiva di 60 MW».
Una sessantina, al momento, le persone di supporto tecnico, affiancate da un piccolo nucleo commerciale, sempre presenti presso i siti per l’assistenza e la manutenzione degli apparati e che, a regime, dovrebbero raggiungere il centinaio.

Architetture distribuite per risorse elaborative on demand

Intenzionata ad accompagnare i propri clienti nei loro progetti di outsourcing e di adozione del cloud privato o ibrido, anche grazie agli accordi stretti con Enel per far fronte alle crescenti esigenze in termini di disponibilità di risorse elaborative ad alta densità, la struttura italiana si propone come partner di riferimento sia per le piccole e medie realtà sia per le grandi organizzazioni e le società di telecomunicazioni, cui è rivolta un’offerta che spazia dal singolo rack collocato in una sala, all’intero building.
Nulla da dire anche sulla banda trasmissiva che, grazie ad accordi specifici, come quello di siglato di recente con RETELIT, permette alla struttura milanese di disporre di un campus digitale iperconnesso.
Il resto lo fanno la costruzione e gestione di datacenter neutrali nei confronti degli operatori di telecomunicazioni e dei fornitori di hosting «per una totale indipendenza nei confronti dei player del mercato».

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