Software a rate e taglio dei costi. La ricetta di Oracle

L’azienda di Larry Ellison ha vissuto il primo anno, nei venticinque della propria storia, con un fatturato in calo. Per rispondere alla crisi degli investimenti, sono pronte nuove politiche commerciali e di marketing.

Fino a un anno e mezzo fa, gli investimenti informatici correvano, guidati dai progetti messi in cantiere dalle realtà medio-grandi, pronte a tirar fuori ingenti quantità di denaro per aggiornare hardware e, soprattutto, software. Oggi non è più così. Non che queste aziende abbiano smesso di valutare nuove applicazioni o trattare acquisti: semplicemente, non si fidano più a smuovere grosse cifre per comprare prodotti o tecnologia.
I vendor di settore si devono, di conseguenza, adattare. Così sta facendo Oracle, in qualche caso sull'onda di predecessori di successo, in qualche altro con idee originali, ritagliate sulla natura della propria offerta. Il caso è tipico, poiché Oracle offre prodotti generalmente molto costosi, anche se in grado di risolvere problematiche di alto livello nelle aziende. Da un lato, dunque, si sta facendo largo un approccio commerciale basato su canone mensile e non più sul pagamento integrale della licenza. Non è altro che una forma di "rateizzazione" nella vendita, già ampiamente utilizzata in molti altri settori, ma abbastanza inedita per il software. Il costo finale di un prodotto sarà superiore, ma un pagamento mensile sembra oggi più digeribile per molte aziende utenti. La stessa cosa hanno iniziato a fare realtà come Ibm e Computer Associates.
A ciò si aggiunge la valenza dell'outsourcing, che sgrava l'utente anche della gestione del software acquistato. Qui Oracle ha iniziato da poco, ma l'obiettivo è crescere in fretta. Nell'articolata strategia commerciale, non mancano agevolazioni in termini di prezzo d'acquisto, soprattutto sul fronte Erp. La suite 11i, infatti, può essere acquistata nella quasi totale integrità a un prezzo molto scontato rispetto all'acquisto di moduli separati.
Oracle ha chiuso l'ultimo esercizio, per la prima volta in 25 anni, con un calo nel fatturato (meno 12%) oltre che negli utili (meno 12%). Per ritrovare la via della crescita, occorre che la congiuntura cambi, ma un po' di stimolo non guasta. Se a queste mosse si aggiungesse una migliore qualità delle nuove release software (le e-Business Suite 11i, uscita lo scorso anno, ha richiesto 5mila patch) e un più puntuale supporto consulenziale alla clientela, avremmo, forse, la ricetta perfetta per vivere bene anche in tempo di crisi

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