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Snapchat, una IPO da 25 miliardi di dollari

Che Snap, come si chiama ora la società che ha dato vita a Snapchat, avesse ambizioni di crescita lo si era intuito qualche giorno fa, quando con il lancio dei nuovi Spectacles il suo Ceo Evan Spiegel non ne aveva parlato come di un nuovo gadget nel variegato panorama dei dispositivi indossabili, bensì come di un nuovo passo per cambiare il ondo della fotografia.

Ora la società amplia ulteriormente i suoi orizzonti e guarda a una quotazione. Una quotazione che potrebbe avvenire nel mese di marzo con una valutazione nell’ordine dei 25 miliardi di dollari. Una cifra che non si vede da almeno un paio di anni nel panorama finanziario americano e che comunque rappresenterebbe un premium consistente rispetto all’attuale valore della società, fissato appena sotto la soglia dei 18 miliardi di dollari.

Per Snapchat una crescita verticale

Va detto che la crescita di Snapchat è davvero verticale. Dai 60 milioni di fatturato del 2015, quest’anno la società aveva rilasciato previsioni di una chiusura tra i 250 e i 350 milioni, con l’obiettivo di superare il miliardo nel 2017. E secondo quanto riferisce in queste ore Wall Street Journal per l’anno in corso l’obiettivo di massima sarebbe già stato raggiunto.
Il modello di business di Snap si basa sulla vendita di spazi pubblicitari su Snapchat, vale a dire storie presentate dai media partner che si alternano ai video postati dagli oltre 150 milioni di utenti giornalieri.
Gli annunci possono essere georeferenziati, geofiltrati e guardano sia a un pubblico di utenti tra i 18 e i 24 anni, sia a una audience più ampia, che è quella che Snap sta oggi cercando di raggiungere.

Inversione di tendenza nelle IPO a Wall Street

Wall Street Journal fa però una considerazione: la IPO di Snap arriverebbe in un momento in cui il mercato si sta in un certo senso disintossicando dai collocamenti del comparto tecnologico: quest’anno ce ne sono stati solo 19, per un valore di 3,3 miliardi di dollari, con un bel -35 per cento rispetto al pari periodo dell’anno scorso. Tuttavia, proprio le aziende più piccole che si sono quotate in questi ultimi mesi sono quelle che stanno performando al meglio. Come Nutanix, collocata a 2,2 miliardi di dollari, che dopo pochi giorni dal collocamento ne vale oggi quasi 5 miliardi.

 

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