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Smart working, la conta dei vantaggi secondo Citrix

Da diverse ricerche effettuate da Citrix emerge come lo smart working abbia tutte le carte in regola per diventare la nuova normalità.

Il massiccio ricorso al lavoro da remoto su scala globale innestato dalla pandemia è stato vissuto come un grande esperimento sociale e ha abbattuto molti vecchi luoghi comuni.

Chi nel management delle aziende pensava che al di fuori dell’ufficio non fosse possibile lavorare davvero ha dovuto ricredersi e valutare l’impatto positivo che il lavoro da remoto ha sulla produttività, sull’equilibrio casa-lavoro, sul benessere mentale, sui costi e sull’ambiente.

Molte tra le aziende più avanzate stanno infatti pensando di fare del lavoro da remoto la nuova normalità e un colosso come Google continuerà a far lavorare i propri dipendenti da casa fino all’estate del 2021.

Citrix ha evidenziato numerose ragioni per cui le aziende dovrebbero inserire il lavoro da remoto nelle loro politiche di gestione della forza lavoro: innanzitutto lo smart working può ridurre significativamente i costi legati all’IT e all’affitto degli immobili permettendo alle aziende di mantenere i dipendenti al sicuro in ambienti meno competitivi e meno costosi.

Un risparmio che, continua Citrix, riguarda anche i dipendenti: fra costi di benzina e mezzi pubblici, i soldi che rimangono nelle tasche dei lavoratori sono un gradito effetto dello smart working.

La crescita della produttività è diminuita negli ultimi 15 anni. Tutte le distrazioni e la burocrazia di cui è piena la vita in ufficio sono elementi che non permettono di performare al meglio. Il lavoro da remoto, però, potrebbe invertire il trend.

Approfondimento: tecniche per cambiare il workspace

Liberi dallo stress del pendolarismo, da sistemi complessi e dalle mille interruzioni di ogni giorno, chi lavora da remoto può finalmente dare il meglio di sé. In un recente studio di Citrix e One Poll realizzato su 1000 lavoratori dipendenti in tutto il mondo il 69% degli intervistati afferma di essere più concentrato e produttivo in smart working anziché in ufficio.

Nonostante secondo qualche luogo comune chi lavora da casa non lavora davvero, la realtà dimostra che non è affatto così. Il 72% degli intervistati alla survey di Citrix e OnePoll afferma piuttosto di lavorare lo stesso numero di ore di quando è in ufficio, se non di più.

La ragione è che normalmente, non dovendo viaggiare per raggiungere l’ufficio, la giornata lavorativa inizia prima e spesso finisce che si lavori anche nelle ore notturne, quando tutto è più calmo, dato che l’ufficio è dentro casa.

Poiché la flessibilità del lavoro da remoto permette di poter gestire il tempo in autonomia, l’83% dei lavoratori che hanno risposto alla survey di  Citrix-OnePoll afferma di riuscire a trovare un miglior equilibrio tra vita lavorativa e vita privata.

In media si dedicano ogni 27 minuti alla pausa e il 46% afferma che questo tempo viene utilizzato per gestire le necessità della famiglia, il 41% per le faccende domestiche, il 35% per attività sportiva. In generale chi lavora da remoto afferma di essere meno stressato, di concentrarsi di più e di riuscire a fare tutto più velocemente.

Fino a pochi mesi fa, prima della pandemia, le aziende faticavano a trovare lavoratori altamente qualificati.

Questa sfida era amplificata da un approccio generale alle assunzioni che richiedeva di tenere in conto la distanza dal posto di lavoro, escludendo così su questa base tantissime persone potenzialmente idonee. Secondo Citrix con la giusta tecnologia a supportare lo smart working questo non è più un problema ed è possibile ingaggiare persone di talento ovunque esse si trovino.

Lo studio di Cebr ha rilevato inoltre che le aziende che offrono la possibilità di lavorare da remoto sono più competitive nella guerra dei talenti, avendo la possibilità di attingere a “serbatoi” non accessibili diversamente, sia perché molte persone idonee possono essere residenti in aree lontane, sia perché magari impossibilitate ad accettare un lavoro che tenga troppo a lungo lontano da casa.

Secondo lo studio, il 69% delle persone attualmente fuori dal mercato del lavoro afferma che la flessibilità sarebbe senza dubbio un incentivo a rientrare. Cebr afferma che reimmettere nel mercato del lavoro queste persone si tradurrebbe in una crescita economica di oltre 2000 di miliardi di dollari  equivalente a 10,2 punti percentuali del PIL per l’economia americana.

Il lavoro da remoto è amico della sostenibilità: una ricerca sponsorizzata da Citrix e realizzata presso il dipartimento Computer Science di Warwick Computer Science Department ha scoperto che permettere smart working anche soltanto due giorni a settimana potrebbe ridurre le emissioni di gas serra del 40 %.

Da alcune stime, un simile piano di lavoro flessibile potrebbe ridurre le emissioni di 214 milioni di tonnellate l’anno.

Quando la pandemia finirà, le organizzazioni  avranno imparato ad adottare modelli di lavoro flessibili che permetteranno loro di gestire le risorse in maniera dinamica, esattamente come richiedono gli ambienti di business ad alto tasso di imprevedibilità, come quelli che ci si prospettano dinnanzi. E potranno vedere che gli approcci e le tecnologie che li hanno aiutati a mantenere al sicuro e attivi i propri dipendenti durante la crisi da COVID 19 offriranno nuovi livelli di agilità per capitalizzare nuove opportunità e continuare a crescere in futuro.

 

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