Si allargano gli orizzonti di Riverbed

Con l’acquisizione di Opnet, l’azienda potenzia il fronte della gestione delle prestazioni applicative in contesti Wan. Il senior vice president David Greene prevede un 2013 ancora in crescita.

Ci sono aziende che, pià di altre, non sembrano risentire della congiuntura poco favorevole e hanno solide ragioni per guardare al futuro anche immediato con un certo ottimismo. È il caso di Riverbed, specialista di soluzioni di Wan optimization, che sta facendo leva sui trend dominanti del periodo per rafforzare e consolidare il proprio business.
“I budget delle aziende-utenti si stanno concentrando su aree come la virtualizzazione, il cloud computing e la mobilità – spiega David Greene, senior vice president e direttore marketing della società californiana -. Sono tutti contesti che implicano il dialogo fra ambienti situati in luoghi diversi, per i quali necessitano connessioni e modalità di accesso veloci”.

Focalizzatasi inizialmente sull’accelerazione delle connessioni delle reti geografiche, Riverbed ha da qualche tempo avviato un percorso di differenziazione soprattutto nella direzione della gestione delle prestazioni applicative (Apm, ovvero Application performance management). Una decisa spinta è arrivata di recente con l’acquisizione di Opnet, che porta in dotazione una rinomata offerta Apm destinata a complementare quanto già proposto con la soluzione Cascade:”Saremo così in grado di proporre un’offerta unica non solo per il controllo, ma anche per l’accelerazione delle prestazioni di reti e applicazioni – sottolinea il country manager italiano Albert Zammar -. Le tecnologie Cascade e Opnet sono del tutto complementari e servono a far capire all’It manager cosa accade alle applicazioni sia a livello infrastrutturale che sullo stack software dell’utente”.

Certo, si tratta di un rafforzamento costoso, visto che l’investimento si aggira sul miliardo di dollari.
La cifra equivale al giro d’affari che Riverbed raggiungerà una volta completata l’acquisizione:”Quello dell’Apm è un segmento in forte crescita, circa del 30% all’annocontrobatte Greene -. Anche Cascade sta avendo un andamento molto positivo, tanto che nell’ultimo trimestre ha registrato una crescita del 45%. Riteniamo che la combinazione delle due proposte possa restituire risultati positivi già nel 2013”.
In effetti, l’Apm sta assumendo una certa rilevanza con l’affermazione del cloud computing. I servizi e le applicazioni sulla nuvola si basano su infrastrutture fisiche generalmente poco considerate, in prima battuta perché sono accessibili all’utente via Web, ma anche perché l’ottimizzazione delle architetture fa leva sulla virtualizzazione, che introduce uno strato supplementare sopra quello fisico. Le soluzioni Apm restituiscono visibilità alle architetture fisiche, semplificando e automatizzando il loro controllo.

L’acquisizione dovrebbe servire anche per modificare la struttura del business di Riverbed, ancora oggi fortemente dipendente dalle tecnologie di Wan optimization, identificate nella gamma Steelhead, che nell’ultimo trimestre ha generato l’87% di tutto il fatturato:”Questo resta il nostro focus primario, ma oggi siamo in grado di offrire maggiori opzioni, non solo con l’Apm, ma anche con l’Application Delivery Controller”, spiega ancora Greene.
Per il 2013 l’azienda non ha ancora prodotto stime precise, ,ma l’acquisizione di Opnet e l’andamento in crescita di mercati come la desktop virtualization, il mobile computing e il risk management lasciano spazio a un certo ottimismo. In Italia le cose sembrano andare bene, anche se la crescita procede a ritmi più compassati:”Non siamo mai stati fra gli early adopter – conferma Zammar – ma questo significa che lo spazio per migliorare è ancora molto. In particolare, stiamo crescendo del 15% fra le medie aziende e ci attendiamo qualche risultato anche nella Pubblica Amministrazione, soprattutto con l’avvio dell’Agenda Digitale”.

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