Segni di risveglio dal mercato dei server, secondo Gartner

Nel primo trimestre del 2003, l’analista ha stimato una crescita del 10% per il segmento. La classifica mondiale vede ancora al primo posto Hp, mentre negli Stati Uniti si afferma Dell, soprattutto grazie alle partnership.

29 aprile 2003 Secondo Gartner, nel primo
trimestre del 2003
il mercato mondiale dei server ha
registrato un incremento del 10% in termini di vendite, che hanno raggiunto
1,2 milioni di unità.
Si tratta di un risultato considerato
dalla società di ricerca superiore alle aspettative, tenuto conto della guerra
in Iraq e della persistente debolezza dell’economia.
Un risultato che è però
specchio di un mutato atteggiamento da parte dell’utenza, propensa a prolungare
il ciclo di vita delle macchine di fascia alta, orientandosi su investimenti a
più breve termine.
Nella classifica mondiale, il primo posto resta in mano a
Hewlett Packard, che con oltre 356.000 unità vendute cresce del 3,6% e
si aggiudica una share del 29,2%
.
La tallona Dell, con poco
più di 248.000 unità vendute, in crescita del 27,9% rispetto al primo trimestre
del 2002 e con una share del 20,2%.

Il terzo posto è in mano a Ibm,
in crescita del 20,2% a 182.000 macchine, che rappresentano una share del
14.8%.
Chi perde terreno è Sun Microsystems, che, con 60.600
macchine, perde il 13,2% e si ferma al4,8% del comparto.
In quinta posizione,
infine, Fujitsu Siemens, in crescita del 6,3% a 28.700 macchine.

Per
quanto riguarda invece il solo mercato statunitense, la crescita è stata
dell’ordine del 13,2%. Su questo mercato Dell è riuscita nel sorpasso e dunque
guida la classifica per fornitore con una share del 27%, seguita da Hp con il
25,3%.
Secondo Gartner, il successo di Dell si spiega anche con la forza
delle sue partnership, in particolar modo quelle con Oracle e Emc.

Quanto
al mercato nel suo complesso, Gartner non parla di ripresa, per lo meno non di
una impennata nella domanda nei prossimi trimestri. Secondo la società di
ricerca è in atto una partenza lenta e graduale fino a un altrettanto lento e
graduale ritorno alla normalità.

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