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Recovery plan, Ricoh: tocca all’ICT far crescere il Paese

Intervista a Davide Oriani, CEO di Ricoh Italia.

Abbiamo realizzato un ciclo di interviste con le principali società ICT e digitali sul 2021, alla luce del tema del Recovery plan, il piano per la ripresa, economica e sociale, delle nazioni europee.

Il governo italiano lo ha chiamato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’Europa ha varato la formula Next Generation EU. A noi, nella sede che ci compete, quella tecnologica, piace declinarlo come Next Generation IT: IT inteso, sia come Information technology, sia come Italia.

Otto domande, le cui risposte ci consentono di portare a evidenza la posizione della società e a costruire un quadro complessivo di partecipazione delle realtà ICT alla crescita del Paese in senso digitale.

Il contesto di partenza, dunque, è quello del Recovery Plan. Dei 196 miliardi di euro che potrà investire il nostro paese, quasi 49 miliardi saranno destinati alla trasformazione digitale della società italiana. Ma il digitale entrerà anche negli altri settori: la sanità, l’istruzione, le infrastrutture e la transizione verso la sostenibilità energetica e ambientale. In tutti questi ambiti il ruolo dell’ICT sarà centrale nel 2021.

Li affrontiamo sulla base di sette argomenti più uno: tecnologie per il recovery plan, smart working, data driven, cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale, 5G. L’ottavo elemento è quello “celato” nel DNA della società e connota in modo inequivocabile e distinguibile la cifra tecnologica, il contributo che darà allo sviluppo digitale nazionale.

Intervista a Davide Oriani, CEO di Ricoh Italia.

Nel contesto del Recovery plan – Next generation IT, quali sono le leve tecnologiche che andranno mosse per prime, per ottenere quali obiettivi?

Il punto di partenza è che tutte le realtà ICT, oggi più che mai, devono supportare la ripresa e la crescita del Paese. Le tecnologie che entrano in gioco sono davvero molte e toccano tutte gli aspetti dell’azienda. Cito prima di tutto la trasformazione digitale in tutte le sue accezioni. Se fino a qualche mese fa questa transizione poteva essere inclusa nei progetti a lungo termine, ora invece è diventata essenziale e le aziende che non l’hanno ancora fatto devono intraprendere da subito questo percorso. Un’altra leva tecnologica riguarda l’automazione dei processi e la collaboration, due ambiti che in questo momento sono strettamente collegati al remote working. Le aziende devono infatti riuscire a consentire ai dipendenti di lavorare ovunque si trovano, secondo il paradigma che Ricoh definisce “Work together, anywhere”. Tra gli altri aspetti che stanno cambiando sempre gli scenari vi sono poi senza dubbio l’IoT e l’intelligenza artificiale, due ambiti che convergono per valorizzare sempre più il potenziale dei dati e delle informazioni.

Lo smart working diventerà strutturale: con quali impatti tecnologici e organizzativi, in termini di workflow?

La crescita esponenziale e repentina del remote working ha messo a dura prova gli IT manager di tutte le aziende che, dall’oggi al domani, hanno dovuto implementare nuove modalità operative su larga scala. Per le aziende si sono dunque aperte nuove prospettive che hanno portato, come ho anticipato prima, all’adozione di soluzioni per la videoconferenza e per la collaborazione a distanza e di sistemi per l’automazione dei workflow, tutte soluzioni presenti nella nostra offerta. Lo scorso anno Ricoh ha acquisito DocuWare e ora è in grado di offrire una piattaforma completa e flessibile che aiuta i dipendenti nella gestione dei processi, ovunque essi si trovino. Ora la sfida principale, anche a livello organizzativo, riguarda il cosiddetto ambiente di lavoro ibrido, in cui lavoro da remoto e presenza in ufficio coesistono come due facce della stessa medaglia. Si tratta davvero di un cambio di paradigma in cui è importante trovare un equilibrio tra differenti modi di lavorare che si alternano e che ridisegnano il workplace.

Stiamo costruendo una società che deve imparare a coltivare i dati sin da quando nascono. Cosa servirà fare, soprattutto sul fronte delle Pmi?

Il tema dell’analisi dei dati è sotto i riflettori ormai da diversi anni. Gli strumenti e le metodologie ci sono, quello su cui forse bisogna ancora lavorare, specie nel mercato delle aziende di piccole e medie dimensioni, è la diffusione della cultura dell’analisi del dato e del digitale in generale, anche a livello di competenze e di change management. Questi temi sono fondamentali per supportare il business ad affrontare gli attuali scenari di mercato e per trattenere i clienti consolidando le relazioni, grazie alla possibilità di prendere decisioni data-driven.

Nel 2021 il cloud sarà per tutto e per tutti: il multicloud diventa la nuova pista di decollo?

Il multicloud rappresenta una grande opportunità per le aziende impegnate nella digital transformation, in termini di flessibilità, scalabilità e performance. Si tratta dunque di un componente importante delle strategie IT e di una nuova frontiera che permette di gestire workload e applicazioni in modo dinamico. Entrano ovviamente in gioco aspetti come automazione, sicurezza, governance e integrazione, per cui occorre definire, anche lavorando con partner competenti, un percorso da intraprendere che sia coerente e consapevole. Ricoh, ad esempio, supporta le aziende nell’implementazione di sistemi e infrastrutture che le aiutano a crescere, integrando anche servizi di Cloud Journey, Migration e Integration che ottimizzano la gestione delle risorse.

Al pari della salute, la sicurezza è sempre più un tema da regia nazionale. Per quella digitale l’Italia è chiamata a fare un passo avanti. Cosa servirà per compierlo?

Trasformazione digitale e sicurezza devono andare di pari passo. Trend come il cloud, la mobility e l’IoT sono una grande opportunità, ma portano con sé anche sfide. Tutte queste tecnologie, infatti, ampliano i punti di accesso alla rete aziendale e di conseguenza i fattori di rischio e le possibili minacce. Occorre dunque portare in primo piano il tema della cybersecurity, analizzando ogni aspetto della sicurezza: dalla protezione dei dispositivi mobili a quella delle informazioni in cloud, dalla tutela dell’identità digitale e delle e-mail fino alla protezione degli ambienti IoT. Per aiutare le aziende anche in questo ambito, Ricoh, oltre alle tecnologie, offre servizi di security assessment per individuare minacce digitali e vulnerabilità informatiche e realizzare progetti personalizzati in grado di affrontare tutti gli aspetti emersi. 

Sdoganata dalle applicazioni consumer, l’intelligenza artificiale non sembra più essere un “nemico” della società. In che modo la vedremo messa a frutto per la crescita del Paese?

Menziono prima di tutto una recente ricerca Ricoh, “The Future of Work”, che ha coinvolto dipendenti di aziende europee per capire quali tecnologie stiano trasformando gli ambienti di lavoro e in che modo le persone si relazionino ad esse. La maggior parte dei dipendenti afferma che l’intelligenza artificiale consentirebbe loro di lavorare meglio e in modo più efficace, supportando allo stesso tempo la crescita delle aziende. Aggiungo che l’opinione delle persone interpellate nella ricerca è molto positiva anche nei confronti della Robotica. Ricoh aiuta le imprese nell’evoluzione dei modelli organizzativi consentendo, anche grazie a queste tecnologie, di innovare ambiti quali il service management, la gestione dell’help desk, del ticketing, della logistica e della supply chain, solo per fare alcuni esempi.

Il 5G è alle porte. Come si potrà partire contestualizzandolo nei settori del recovery plan?

Il 5G sta disegnando il futuro. Il recovery plan ne tiene conto nell’ambito dei piani per la digitalizzazione, l’innovazione e la competitività di tutti i settori e della società. Non potrebbe essere altrimenti dal momento che una rete performante e stabile è la base ad esempio per l’attuazione del remote working e per l’abilitazione di nuovi servizi. Il punto di partenza deve essere sempre il miglioramento e l’arricchimento dell’esperienza vissuta dagli utenti finali, con l’obiettivo di portare a tutti i vantaggi del mondo digitale.

L’ottavo elemento: cosa caratterizzerà l’agire di Ricoh nel 2021?

Ormai da diversi anni Ricoh ha iniziato una profonda trasformazione per diventare una Digital Services Company ed essere per le aziende un partner tecnologico a 360°. In Italia, per raggiungere questo obiettivo, abbiamo completato negli scorsi anni le acquisizioni delle attività di due importanti aziende: NPO Sistemi – azienda con un focus particolare su ambiti quali Data Center, Cloud, IoT e Blockchain – e Mauden, system integrator specializzato in aree quali infrastrutture IT, Business Intelligence e Intelligenza Artificiale. La strada è dunque tracciata. Anche nel 2021 continueremo ad affiancare le aziende nell’innovazione del workplace, sempre tenendo conto dei nuovi trend e delle nuove sfide che si trovano ad affrontare.

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