Home Prodotti Sicurezza La privacy che ci aspetta dopo la conferenza mondiale dei garanti

La privacy che ci aspetta dopo la conferenza mondiale dei garanti

Si è tenuta a Tirana (Albania) nell’ottobre scorso la quarantunesima conferenza internazionale delle Autorità per la protezione dei dati (ICDPPC), per affrontare un tema inequivocabile: “Convergence and connectivity raising global data protection standards in the digital age”.

Riconoscimento della privacy come diritto fondamentale per il buon funzionamento delle democrazie, contrasto sui social media ai messaggi inneggianti al terrorismo, più intensa cooperazione tra le Autorità che tutelano i dati personali e quelle che operano a tutela dei consumatori e della concorrenza, riduzione dell’errore umano nelle violazioni dei dati sono state le linee strategiche adottate.

Le oltre 120 autorità intervenute hanno definito un programma di lavoro comune che possa rafforzare la protezione dei dati su scala globale e hanno adottato sei risoluzioni.

Antonello Soro, Garante per la protezione dei dati personali

Una in particolare è stata promossa dal Garante italiano (Antonello Soro), in qualità di co-sponsor.

La “Risoluzione sulla privacy come diritto umano fondamentale e prerequisito per l’esercizio di altri diritti fondamentali“, riconosce il ruolo fondamentale di questo diritto per il corretto funzionamento delle democrazie sottoposte, tra l’altro, ai rischi generati dalla profilazione e dall’uso di messaggi manipolatori in campo politico. A tale proposito, è stato chiesto un fattivo intervento anche a governi, legislatori e mondo imprenditoriale.

Nella “Risoluzione sul ruolo dell’errore umano nei data breach” viene messa in evidenza la necessità di un’adeguata formazione del personale, di ulteriori misure per la riduzione del rischio e della costituzione di un archivio globale dove tener traccia delle violazioni.

La “Risoluzione sulla promozione di strumenti pratici di breve e lunga durata e una continuativa strategia giuridica per un’efficace cooperazione nell’enforcement transnazionale” propone, tra i vari punti, la mappatura di eventuali impedimenti giuridici riscontrati nelle procedure di cooperazione, così da favorire l’individuazione di apposite soluzioni.

La “Risoluzione per supportare e facilitare la cooperazione tra Autorità di protezione dati e le competenti autorità per la tutela dei consumatori e della concorrenza, al fine di raggiungere standard di protezione dati chiari e globalmente elevati nell’economia digitale amplia lo spettro di azione dei Garanti privacy, chiedendo un coordinamento maggiore con altri importanti regolatori del mercato digitale.

La “Risoluzione sui social media e i contenuti online di natura violenta ed estremista” propone misure urgenti contro i messaggi d’odio, senza limitare il diritto di espressione.

Privacy, un’assemblea mondiale permanente

Nel corso dei lavori è stata adottata anche una risoluzione che delinea il piano d’azione della Conferenza fino al 2021.

A tal proposito, è stato deciso di garantire un’organizzazione più strutturata alla rete globale di Autorità privacy (ICDPPC), trasformandola già a partire dal 15 novembre di quest’anno, in un nuovo organismo permanente, più visibile e operativo, la Global Privacy Assembly (GPA).

Il forum 2020 delle Autorità privacy mondiali si terrà in Messico.

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