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Npo Sistemi: nel 2022 fate trans-formazione

L’intervista a Stefano Lombardi, Marketing Director di Npo Sistemi.

A distanza di un anno dal varo a livello europeo del recovery plan, che in Italia ha portato al PNRR, 01net realizza un’inchiesta, basata su un ciclo di interviste con le principali società che operano in Italia nell’ICT sulla loro strategia per la digitalizzazione delle aziende italiane nel 2022.
Parliamo con loro di quattro temi cardine della trasformazione digitale: resilienza, cybersecurity, cloud, sostenibilità ambientale e sociale e le risposte consentono di costruire la mappa di partecipazione delle realtà ICT alla crescita del Paese in senso digitale.
E c’è un tema in più, il quinto: con spirito consulenziale, chiediamo di fornire agli imprenditori italiani un’idea in più, capace di produrre valore immediato sul piano dell’efficienza e della competitività.

Per Npo Sistemi ci ha risposto il Marketing Director, Stefano Lombardi.

Un anno dopo il Recovery Plan, a che punto siamo con la reale trasformazione del Paese: con quali soluzioni, competenze e servizi partecipate alle missioni del PNRR che coinvolgono il digitale?

Ho la fortuna di lavorare per un’azienda che da sempre abilita soluzioni di digital transformation. E lo fa prima di tutto diffondendo la cultura digitale.
Abilitare la Trasformazione Digitale significa far evolvere un’azienda verso l’agilità, l’automazione e la razionalizzazione dei processi, significa diffondere un Cambiamento e abilitarlo, ripensare processi e flussi per automatizzarli.
Per questo il punto fondamentale non è tanto l’adozione di soluzioni tecnologiche specifiche, o meglio, non solo, quanto l’introduzione di cambiamenti organizzativi, sociali e culturali che rendano questa evoluzione sostanziale.
Alla base di ogni processo di trasformazione ci sono le persone, dico sempre che digital transformation è prima di tutto people transformation. È proprio così, per abilitare la digital transformation serve accompagnare le persone attraverso un percorso di formazione, change management e cambi di prospettiva. In questo si realizza la cultura digitale.
Una seconda risposta alla domanda, che racconta il contributo di Npo Sistemi oggi, si realizza attraverso soluzioni pronte all’uso, immediate, scalabili, modulari, in altre parole as a service, per valorizzarle più velocemente, aumentare al massimo le performance, e garantire ai clienti una gestione semplificata di tutto. Oggi infatti le aziende hanno soprattutto l’esigenza di semplificare. Semplificare tutto, infrastrutture, processi, insomma, cercano un partner a cui affidare la complessità, capace di accompagnarli verso l’innovazione. Per questo Npo Sistemi si pone come un innovation integrator, più che un system integrator.

Il 2021 è stato l’anno in cui il tema della cybersecurity è atterrato in tutte le imprese. Quali prospettive concrete vi siete dati per il 2022?

Negli ultimi due anni c’è stata una spinta alla digitalizzazione e alla remotizzazione senza precedenti. Il perimetro aziendale si è esteso, moltiplicando di conseguenza i fattori di rischio per l’azienda. La cybersecurity è diventata così una priorità per le aziende, perché serve garantire la loro sicurezza. Alcune indagini di settore parlavano, nel 2020, di un incremento del 150% degli attacchi di phishing. Sono dati importanti. Il proteggersi passa attraverso soluzioni tecnologiche specifiche, ma non solo. Serve soprattutto estendere l’attenzione a questo tema a tutti i dipartimenti aziendali, a partire da IT e Risorse Umane, fino ad arrivare ai vertici aziendali. Promuovere consapevolezza nell’utilizzo degli strumenti aziendali, e l’adozione di comportamenti consapevoli. La cultura digitale è anche questo.

Componente fondamentale della trasformazione digitale è il cloud. Quali sono le scelte che dovranno compiere le aziende italiane nel 2022?

In questi due anni ho letto molti articoli che parlavano del cloud come supereroe della resilienza. Oggi, almeno nei termini, quest’attenzione si è un po’ ridimensionata. I dati degli osservatori parlano di un mercato ancora in crescita, intorno al 16% rispetto al 2020, i clienti Npo Sistemi lo confermano.

Sono cambiati però alcuni ambiti e soprattutto il contesto in cui applicarlo. Non poteva essere altrimenti, visto che si tratta di soluzioni nate ben prima della nuova normalità, che necessitano quindi di una declinazione ad hoc. Gli ultimi due anni infatti hanno modificato di molto il modo di pensare e approcciarsi al cloud, le nuove esigenze hanno richiesto proprio un cambio di passo. Come ho detto prima, l’esigenza delle aziende oggi è soprattutto orientata alla semplificazione.

Dopo il Cop26 si è capito che la sostenibilità, sia ambientale sia sociale, oramai riguarda non solo tutti i Paesi ma anche tutte le aziende. Qual è la vostra strategia riguardo questi temi?

La sostenibilità è oggi uno dei termini più importanti e allo stesso tempo più inflazionati. Npo Sistemi fa parte di un gruppo internazionale, il Gruppo Ricoh, in cui l’attenzione alla sostenibilità tocca da sempre ogni aspetto delle attività: dalla progettazione, alla produzione e alla distribuzione, al riciclo di materiali e componenti, fino al supporto offerto ai Clienti. Per questo infatti la strategia aziendale è allineata ai Sustainable Development Goals, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dall’Onu.
Accanto a questo, a una strategia aziendale internazionale così forte, Npo Sistemi promuove anche una maggiore consapevolezza nei comportamenti e nell’uso degli strumenti. In questi due anni abbiamo intensificato l’uso della tecnologia.

Ma anche essere connessi, sempre e comunque, ha ripercussioni sull’ambiente. Ho letto di recente uno studio di The Shift Project, Lean ICT, in cui si indicava che nel 2008 le tecnologie digitali utilizzate nella trasmissione, ricezione ed elaborazione di dati e informazioni (ICT) avevano contribuito per il 2% alle emissioni globali di CO2e; nel 2020 sono arrivate al 3,7% e raggiungeranno l’8,5% nel 2025. Per questo oggi serve davvero una maggiore responsabilizzazione delle aziende, attraverso scelte collettive adeguate, ma anche comportamenti individuali.

L’idea ICT del 2022 di Npo Sistemi

Se doveste proporre un unico investimento (prodotto, soluzione, metodologia) a un’azienda italiana, una scelta capace di produrre da subito un beneficio a livello di efficienza e competitività, su cosa verterebbe il vostro consiglio?

Sicuramente la formazione, perché è l’abilitatore del cambiamento, quello con la C maiuscola. Perché è vero che la trasformazione digitale è abilitata dalla tecnologia, ma come tutti gli strumenti non parlanti, la tecnologia, da sola, non può attivare un processo così importante.

Per farlo serve una trans-formazione dell’infrastruttura stessa, un’evoluzione che modifichi l’impalcatura del tessuto aziendale, in modo che la tecnologia possa valorizzarsi e agire al meglio.

Serve quindi indirizzare le aziende in un percorso abilitato dalla formazione e dal change management, per accompagnarli, davvero, verso l’innovazione.

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