L’app Google per iPhone e iPad si arricchisce di una nuova funzionalità. La app integra ora un’estensione per iMessage che consente di condividere vari risultati della ricerca direttamente dall’app Messaggi di iOS. Se l’app Google è già installata sull’iPhone o iPad non è necessario fare altro. La sua icona apparirà infatti nella barra delle app iMessage, in Messaggi.

L’estensione di iMessage consente di condividere in maniera veloce diverse categorie di elementi. Una serie di pulsanti consente di scegliere tra informazioni meteo e ristoranti o altri luoghi d’interesse nelle vicinanze. Oppure notizie e video trending e dell’ultima ora. Le ricerche possono essere effettuate direttamente nella schermata del messaggio, senza lasciare l’app Messaggi. Peraltro, nel ventaglio di offerte della piattaforma Google, anche l’app YouTube per iOS dispone di una propria estensione per iMessage.

Gif nei messaggi, con l’app Google per iOS

Un tipo di contenuto che ha molto senso nel contesto di un messaggio iMessage sono le immagini animate Gif. A queste l’estensione Google per iMessage dedica una specifica modalità di ricerca. Basta toccare il tasto Gif di fianco al campo di ricerca per entrare in questa modalità. Google propone alcune animazioni ed è possibile effettuare una ricerca specifica. Potremo ad esempio cercare una Gif per fare gli auguri, per esprimere un’emozione, per suscitare un sorriso e così via.

GoogleVi sono altre due novità nell’app Google per iOS. È stato aggiunto il supporto per il drag & drop di iOS 11. È ora dunque possibile trascinare immagini, testo e link dall’app di Google e su di essa. Naturalmente nei device iOS dove il drag & drop è possibile. La terza novità è l’opzione dei contenuti correlati anche in altri browser, quando si condivide una pagina con l’app Google. Questa funzione era stata già inserita nell’app di ricerca Google.

Il rilascio delle nuove funzionalità, come spesso accade, non è contemporaneo in tutte le regioni. La disponibilità delle nuove funzioni parte solitamente negli Stati Uniti e poi l’azienda valuta se, come e quando estenderla. Non necessariamente, quindi, queste funzioni sono subito disponibili anche per gli utenti italiani.

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