Italia all’Ue: meno tasse ai privati che realizzano reti in fibre

L’appello arriva dal Ministro delle Tlc Gasparri a favore degli operatori privati che investono a proprie spese nelle infrastrutture per l’Internet veloce

«L'Unione europea potrebbe decidere a favore di una riduzione delle tasse
per quelle aziende che costruiranno reti in fibra ottica nei piccoli centri
della nostra Penisola
». Così ha esordito Maurizio Gasparri, Ministro delle
Telecomunicazioni, che ha sottolineato l'importanza di incoraggiare gli
investimenti privati in infrastrutture e reti di varia tipologia. Incentivi che
per forza di cose devono passare attraverso 'sconti' di diversa natura
considerati i costi sostenuti da società come e.Biscom per costruire, anche
nelle grandi città europee, reti cablate per l'accesso veloce a Internet. Ma
quelli in questione sono centri abitati che, fatta eccezione per Genova e
Bologna, in Italia, contano oltre un milione di abitanti. Come ha, infatti,
sottolineato Silvio Scaglia, Ceo dell'Internet Service Provider milanese, in
centri con meno di 50mila abitanti non è economicamente possibile sostenere i
costi per la costruzione di una rete. Inoltre, da sempre una zona
geograficamente non raggiunta da fibra ottica viene considerata come poco
appetibile dal punto di vista degli investimenti, anche di natura straniera.
«Un po' come nel passato - ha concluso Gasparri -, quando nessuno
avrebbe mai pensato di costruire fabbriche o centri residenziali in una zona non
raggiunta da acqua ed elettricità
».

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