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Idc, il futuro digitale di business e infrastrutture IT

Una strategia digitale di successo richiede un uso efficace e soprattutto tempestivo di tecnologie innovative, ovunque e in qualunque momento, così da supportare nuovi processi e modelli di business.

Oggi, un’ampia percentuale dei ricavi di un’impresa dipende dalla reattività, scalabilità e resilienza dell’infrastruttura implementata internamente, nonché dalla sua capacità di trarre vantaggio dalle infrastrutture gestite e fornite come un servizio da partner esterni.

Quella digitale non è più un’infrastruttura che supporta un’organizzazione parzialmente digitalizzata; piuttosto, consente a un’organizzazione di operare digitalmente in tutto il suo complesso e di migliorare il business.

Questa infrastruttura digitale permette di allineare l’adozione della tecnologia e la governance operativa dell’IT con i risultati aziendali. Fornisce una piattaforma automatizzata, auto-potenziata e resiliente per il business. Il monitoraggio dell’uso delle risorse, la pianificazione dei cambiamenti, l’implementazione delle policy e il perfezionamento delle operazioni sono, nell’infrastruttura digitale, processi continui.

E’ chiaro che l’infrastruttura digitale non “risiede” soltanto nei data center aziendali o nel cloud presso i provider di servizi IaaS.
Si estende e arriva a comprendere anche le risorse informatiche ubicate in siti periferici – o edge – che offrono esperienze avanzate ai clienti, incorporano ulteriore intelligenza nelle operazioni aziendali e supportano innovazioni continue.

Una strategia digitale di successo non può però solo basarsi su un’infrastruttura. Richiede anche nuove metriche per facilitare la rapida adozione delle tecnologie innovative tese al conseguimento di un vantaggio competitivo.

I tre principali indicatori individuati da Idc per misurare le performance di un’infrastruttura digitale sono il miglioramento continuo inteso come nessun accumulo di debito tecnico:  accesso rapido a nuove tecnologie e servizi in base alle esigenze aziendali; aggiornamenti automatici di risorse software e hardware per ridurre al minimo l’accumulo di debito tecnico e i rischi per la sicurezza; modernizzazione via cloud per sbloccare progressivamente i silos legacy.

Resilienza consistente (= appiattimento della curva di crisi): applicazioni nuove o modernizzate progettate per garantire la continuità operativa e il ripristino veloce; failover e failback senza interruzioni.

Ottimizzazione delle risorse (= nessuna risorsa sprecata od opportunità perse): soluzioni che assicurino che i clienti possano fare di più spendendo di meno, creando valore aggiuntivo attraverso investimenti di “dimensioni ridotte” e quindi sostenibili; piattaforme che consentano un aumento e una riduzione della capacità in modalità agile e coerente, utilizzando componenti su richiesta, e specifici, rispetto al carico di lavoro; maggiore facilità di interoperabilità delle applicazioni tra infrastrutture e piattaforme.

Entro il 2021, Idc prevede che il 75% delle imprese riconoscerà i vantaggi dei modelli a consumo, determinando un aumento di tre volte della domanda di infrastrutture fornite attraverso soluzioni as-a-service.

Via via che le organizzazioni IT si concentrano sulla resilienza aziendale, aumenterà l’adozione di modelli as-a-service. Non solo per una mera riduzione del capitale investito, ma per una maggiore trasparenza dei costi che semplifica il processo decisionale e riduce l’eccesso di approvvigionamento.
Un accesso più rapido a funzioni e caratteristiche nuove e avanzate migliora inoltre la produttività e la reattività aziendale per favorire la crescita, l’agilità e la trasformazione.
I leader aziendali e IT che adottano modelli as-a-service si rendono subito conto che la maggiore visibilità, trasparenza e flessibilità di questi modelli consente di utilizzare informazioni in tempo reale per prendere decisioni aziendali strategiche e migliorare l’efficienza operativa.

Entro il 2024, il 75% delle imprese darà priorità all’agilità infrastrutturale e all’efficienza operativa, portando a un aumento di cinque volte dell’adozione di architetture cloud-native per applicazioni core business.

La spesa aziendale per le infrastrutture cloud sta crescendo rapidamente e IDC prevede che supererà quella per le infrastrutture IT tradizionali entro il 2022. Tre quarti delle aziende sfrutteranno quindi le architetture moderne per la maggior parte delle proprie applicazioni aziendali in ambienti multicloud.

Via via, infine, che le organizzazioni si trasformano digitalmente, l’infrastruttura IT diventerà una risorsa operativa sempre più critica.

Per ridurre il rischio di guasti all’infrastruttura che finirebbero per inibire la resilienza e la sicurezza del business, entro il 2024 il 60% delle imprese imporrà l’uso dell’automazione lungo tutto l’ecosistema infrastrutturale digitale.

Del futuro delle infrastrutture IT aziendali si parlerà nel corso dell’Idc Digital Forum Future of Digital Infrastructure 2021, il nuovo evento digitale che sarà trasmesso in diretta streaming il 13 maggio a partire dalle 9:30.

Con la partecipazione di analisti IDC, esperti del settore, leader di aziende italiane e ospiti che porteranno la loro esperienza, l’evento costituirà l’occasione per i CIO, gli IT architect, i digital leader e i dipartimenti IT aziendali di confrontarsi sulle sfide più importanti che le imprese devono affrontare e vincere per portare le infrastrutture IT nel futuro, accelerando la transizione verso il modello della digital native enterprise.

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