Edge computing

Come cambiare il modo di gestire ed elaborare i dati aziendali per essere più produttivi

Le interazioni dell’edge computing con le altre tecnologie, i vantaggi immediati e quelli di lungo periodo, i punti deboli da tenere sotto controllo e gli scenari futuri

Per arrivare a parlare correttamente e concretamente di edge computing dobbiamo prima fare un passo indietro e richiamare per un momento alla memoria tutte quelle tecnologie il cui impatto sul mondo del lavoro è stato determinante al punto tale da diventare parole di uso comune.

Cloud, machine learning, intelligenza artificiale, smart working sono solamente alcune delle innovazioni tecnologiche la cui diffusione è arrivata perfino ai media generalisti, contribuendo alla creazione di una cultura informatica di base che, nel nostro paese, è tutt’altro che diffusa.

Queste tecnologie hanno abilitato realtà di ogni dimensione e consentito il raggiungimento di obbiettivi di produttività ed efficienza sicuramente superiori, contribuendo in modo determinante alle capacità competitive in una economia sempre più globale.

Come è facile immaginare, l’innovazione non conosce pause: anche in tempi complessi come quelli vissuti a inizio 2020, sviluppatori e ricercatori di tutto il mondo non hanno mai smesso di lavorare intensamente per migliorare le tecnologie esistenti e, soprattutto, di proporne di nuove e ancor più efficienti.

Una è indubbiamente il 5G , di cui si è già parlato molto e che inizia gradualmente a diffondersi a livello globale. Meno di frequente, quantomeno presso il grande pubblico, invece l’argomento è stato l’edge computing.

Il cambio di paradigma

Questo stato di cose però è destinato presto a cambiare, perché le due tecnologie citate avranno un effetto combinato dirompente su numerosi settori verticali.

Infatti, è noto che l’Italia abbia una forte vocazione manifatturiera: avvicinare al mondo produttivo le migliori capacità di calcolo permette di fare un significativo salto di qualità, finalizzato al raggiungimento di obiettivi di produttività, economia ed efficienza difficilmente ottenibile per altre vie.

La soluzione classica nella gestione dei dati è quella di inviarli a un data center centralizzato dove poi saranno effettuate tutte le analisi utili per ottenere valore e informazioni utili per il controllo e l’ottimizzazione del processo.

Tuttavia, tale approccio nei contesti manifatturieri si rivela, sempre più spesso, poco utile a seguito della necessità di avere risposte e risultati in real-time o near real-time. In questo contesto entra in gioco l’edge computing, che combinato con l’IoT, consente l’elaborazione e analisi dei dati nell’immediata prossimità di generazione degli stessi, rimandando l’elaborazione più approfondita e complessa a soluzioni centralizzate o posizionate su cloud.

Tale approccio comporta una serie di vantaggi sia per l’operatore di produzione interessato al controllo e all’efficienza della singola macchina utensile, sia ai responsabili di reparto interessati all’ottimizzazione della produzione.

Non solo: analoga riflessione può essere fatta per vertical come retail, food and beverage, healthcare e ICT, alla voce, appunto, data center.

La promessa tecnologica dell’edge computing

La tendenza generale dell’edge computing taglia trasversalmente tre aree portando benefici in termini di latenza, sicurezza ed efficienza energetica. L’acquisizione, l’elaborazione e il processo decisionale dei dati (e in alcuni casi l’attuazione) in un ambiente locale e limitato consentirebbe la rapida adozione dell’intelligenza artificiale da parte delle applicazioni entro una vasta gamma di requisiti (prestazioni, energia, costi).

L’edge computing guiderebbe lo sviluppo di tecnologie chiave, tra cui la produzione di processori a bassa potenza, sistemi di rilevamento intelligenti, CPS e sistemi integrati, connettività, sicurezza e Intelligenza artificiale.

La peculiare situazione italiana, fatta di una diffusione molto ampia di distretti più o meno grandi in cui operano realtà imprenditoriali di altissima qualità ma spesso di dimensioni ridotte, ha finora costituito un ostacolo non semplice da superare per le nostre aziende di ogni settore. Il gap tecnologico potrà tuttavia ridursi in maniera importante con l’adozione dell’edge computing, a sua volta sostenuto da una connettività a banda larga che si sta (finalmente) diffondendo su tutto il territorio nazionale.

Quando si parla di edge computing, si fa riferimento ad un’architettura IT distribuita e dotata di potenza di calcolo decentralizzata, predisposta per le tecnologie di mobile computing e IoT.

Nell’edge computing, i dati vengono elaborati, o parzialmente lavorati, direttamente nel dispositivo stesso, piuttosto che da un computer o server locale, e non inviati direttamente nel cloud.

Questo approccio, reso possibile dalla evoluzione tecnologica, presenta numerosi vantaggi

Scopriamoli, a partire dalla gestione della latenza dei dati, per poi affrontare la questione del volume dei dati.

Capiremo poi come portare l’edge computing in produzione.

Scopriremo i cinque vantaggi dell’edge.

E anche quali sono le limitazioni da tenere sotto controllo.

Infine daremo uno sguardo sul futuro: quale sarà il futuro dell’edge computing?

Tutti questi temi sono affrontati nella nostra guida: I cinque vantaggi dell’edge computing, un documento scaricabile gratuitamente.

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