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HR Tech: il futuro delle risorse umane vale 90 miliardi di dollari

Con 53,1 miliardi di dollari generati nel 2021 e 90 miliardi previsti per il 2025, la ristrutturazione del mercato del lavoro scaturita dalla pandemia da Coronavirus spinge in avanti il settore HR Tech, dando forma alle professioni di oggi e di domani.

A fotografare il settore e delineare lo scenario è l’analisiIl mercato HR Tech & i nuovi trend del settore” che l’advisor Growth Capital ha realizzato in collaborazione con Cosmico, Recruiting & Learning Platform italiana fondata nel 2020 che permette ai propri iscritti di entrare in contatto con corporate e aziende per attivare opportunità di collaborazione.

Smart working in crescita, work-life balance sempre più importante e una rinnovata attenzione alla qualità della propria professione. Con il fenomeno della great resignation e il nuovo mindset digitale tra le conseguenze più evidenti della ripresa post-Coronavirus, il settore dell’HR Tech (soluzioni digitali dedicate al mondo delle Risorse Umane e del Change Management) acquista posizione centrale per la crescita e la ristrutturazione del mercato del lavoro di oggi e di domani.

A confermarlo – sottolinea Growth Capital – sono i numeri: a livello mondiale il settore vale 53,1 miliardi di dollari nel 2021 e previsioni di crescita per 90 miliardi al 2025 (CAGR dell’11,6%). Positivi anche i valori europei, con 7 miliardi generati nel 2021 e un CAGR del 10,7% previsto per i prossimi 4 anni.

Il 57,1% del valore totale del settore nel 2021 è stato generato dal Personnel Management and Payroll (gestione quotidiana e programmazione delle HR). Le previsioni – sostiene Growth Capital – parlano però di una crescita cumulativa, e diffusa, dell’intero comparto HR Tech per almeno i prossimi 4 anni, con tasso di crescita doppio sugli ultimi 3 anni (11,6% vs 5,8%) e fatturato al 2025 di 90 miliardi.

Il segmento a maggior crescita percentuale si mostra l’Engagement and Connectivity (attività promosse per motivare il personale, coinvolgerlo nei valori aziendali e farlo sentire attore attivo nella vita societaria), che è proiettato a rappresentare il 24,8% del mercato nel 2025 rispetto al 10,3% del 2019, superando il segmento Talent Acquisition (ricerca, selezione e assunzione di nuovi dipendenti o collaboratori, comparto secondo per valore di mercato nel 2019), a ulteriore riprova che per le corporate sarà necessario competere per trattenere i migliori talenti anche offrendo opportunità di tal tipo.

Growth Capital

Il Learning and Development (formazione del personale, attività di career development e coaching), incrementerà il proprio valore a un ritmo dell’8,9% pur mantenendo un peso contenuto nel mondo dell’HR Tech (2,6% nel 2025).

Il comparto Recognizing and Rewarding (definizione, misurazione e valutazione della performance delle risorse umane nonché dei relativi piani di incentivazione e premi) crescerà a un ritmo del 2,1% annuo fino al 2025. Unico segmento a segnare un rallentamento sui valori precedenti è il Talent Acquisition, che cresce dell’1,5% e scende dal 26,4% del mercato al 15,7% (2025).

Lorenzo Triboli, Vice-President & CFO di Growth Capital, spiega: “Il cambiamento che ha investito il settore del lavoro e delle operazioni HR a partire dalla pandemia da Coronavirus è di portata enorme. Non si parla solo di una riorganizzazione di forze, ma di un cambiamento di paradigma irreversibile, che ci fornisce l’opportunità di ripensare l’idea stessa di ‘lavoro’, formulandone una definizione maggiormente in linea con le nuove generazioni.

La conseguenza è che a fianco di segmenti consolidati dell’HR Tech come quelli dei software al servizio delle divisioni HR delle grandi aziende, sempre più startup offrono soluzioni innovative per consentire alle nuove generazioni di abbracciare un nuovo modo di vivere il mercato del lavoro”.

Growth Capital

Francesco Marino, CEO di Cosmico, sottolinea: “La digital transformation e la competizione per la talent acquisition sono le due sfide-opportunità con le quali tutte le aziende si confrontano oggi. La necessità dopo il periodo Covid-19 è organizzarsi, trovare un nuovo modo di lavorare insieme.

Elemento fondamentale di questa riorganizzazione sarà la riformulazione del ruolo dell’HR, da gestori di risorse umane intese come commodity, a quelli che mi piace chiamare ‘imprenditori del talento’: intendere cioè ogni professionista come un investimento selezionato con cura, abilitando, con i nuovi strumenti tecnologici a disposizione, la crescita di tale investimento. Cosmico nasce proprio per questo: sviluppare persone e felicità oltre che figure professionali. E partire dall’evidenza dei numeri, in questo percorso, è di primaria importanza“.

HR Tech: distribuzione geografica e trend

Tra il 2019 e il 2021 – evidenzia ancora Growth Capital – l’HR Tech internazionale è stato dominato dai Paesi del Nord America (che hanno generato più di due terzi del valore totale). Seguono Europa, con CAGR del 10,1%, e paesi APAC, cresciuti a CAGR del 7,1%. In ambito europeo, la classifica dei Paesi a maggior penetrazione tecnologica in campo HR è guidata da Germania, Regno Unito e Francia (insieme al 54,8% del totale del mercato in Europa), mentre Italia e Spagna seguono con il 9,9% e il 6,9%.

Tuttavia, le previsioni per il 2025 vedono sia Italia che Spagna contribuire con percentuali in crescita al fatturato totale del settore europeo, con il 10,5% e il 7,9% e CAGR annui fino al 2025 al 12,3% per l’Italia e al 13,8% per la Spagna, portandosi così sulle percentuali degli altri Stati europei (Germania al 12,5%, Regno Unito al 12,8%, Francia al 12,3%).

All’interno del variegato panorama dell’HR Tech, l’analisi di Growth Capital individua inoltre alcuni trend di spicco, come il rafforzamento delle attività di Engagement & Connectivity nelle realtà corporate e la crescita del numero dei professionisti freelance. A questi si aggiunge l’avanzata delle startup che offrono soluzioni tecnologiche nel campo delle Risorse Umane, le quali, pur ancora fortemente staccate dagli attori corporate dello stesso ambito, presentano numeri in crescita e offerta sempre più variegata.

Se, infatti, al 2019 il 95,9% del mercato era ancora dominato dalle “incumbent” (aziende con più di 10 anni di vita), le previsioni vedono le startup conquistare l’8,2% del settore nel 2025 grazie alle loro soluzioni innovative e non ancora mainstream.

Tra queste, Growth Capital individua alcune utili sottocategorie: startup con focus su recruiting software, ovvero società con un modello di business di puro SaaS (Software-as-a-Service) e che offrono alle corporate soluzioni per facilitare la selezione di nuovo personale (Eightfold.ai, Personio, Beamery, SilkRoad Technology, Glickon).

Startup di non-recruiting software, ovvero aventi modelli di business di puro SaaS e che offrono soluzioni per ottimizzare la gestione e il coinvolgimento del personale delle corporate (Neobrain, Beaconforce); startup “pure marketplace, che offrono piattaforme online per agevolare la domanda e offerta di lavoro, permettendo a freelancer di entrare in contatto con potenziali clienti per nuove opportunità di lavoro (Upwork, Fiverr, Graphite, JobTech).

E, infine, le recruitment & learning platform, startup che permettono alla propria community di talenti di entrare in contatto con corporate per opportunità di lavoro, spesso offrendo loro eventi e corsi di formazione e promuovendo attività di engagement (Malt, Comet, Cosmico, Nova Talent, Aulab, Code First Girls, Digitazon).

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