Gestione Big data, quanto mi costi?

Nell’era dei “Big data” in cui siamo immersi, è facile per le aziende essere attirate dalle sirene del mercato e finire con l’investire molto denaro in strumenti e soluzioni di cui non vi è alcuna reale necessità.
TIBCO_Zurlo_LucaL’appunto è di Luca Zurlo, manager Nord-Sud Europa e Medio Oriente per l’Analytics Product Group di TIBCO Software, secondo cui, nel recente passato, organizzarsi tecnologicamente per la sfida rappresentata dai Big data, ha significato investire enormi quantità di denaro per selezionare, acquistare, implementare e assistere le tecnologie più avanzate, in alcuni casi ridondanti per il compito specifico cui erano destinate.

Un problema non da poco in un contesto, quello odierno, in cui i budget vengono costantemente ridotti e per il quale una realtà come TIBCO Software propone i Fast data quale asset più importante nella propria strategia.
In qualità di “dati in movimento”, ossia in corso di raccolta o spostamento tra applicazioni, i Fast data sono parte di un flusso legato a una transazione o a un processo di business e non ancora archiviati come Big data.
Qui va colta, secondo Zurlo, la loro possibilità di offrire una risposta immediata basata sugli insight derivati dall’analisi profonda dei flussi di dati in arrivo e passati al setaccio per identificare opportunità di business o minacce su cui sia possibile agire.

In questo modo diventa possibile implementare soluzioni in grado di migliorare la produttività e l’efficienza nella gestione dei Big data nel contesto di ciascuna organizzazione senza, però, rinunciare a policy di implementazione e di sicurezza ben definite, a un approccio per fasi e all’inclusione di sorgenti di dati “non-Big” nelle architetture dei sistemi e misurazione del ROI, quale parte integrante dei piani e delle policy di implementazione.

In tal senso, ricorda Zurlo, la disponibilità di budget enormi non rappresenta un prerequisito per ottenere il successo.
Occorre, infatti, partire da un’analisi approfondita delle esigenze del cliente stesso in grado di delineare con chiarezza gli scostamenti tra l’attuale e il desiderato.
In particolare, non solo per TIBCO, la gap analysis risulta importante per comprendere il percorso che il cliente deve seguire per realizzare un’implementazione di successo e il tipo di impegno eventualmente richiesto.
Ancora una volta, ciò che importante nella strategia di qualsiasi vendor è capire le preferenze del cliente in base alle tecnologie disponibili e ai servizi che i vendor sono in grado di offrire.

 

 

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