Due diligence online? Si può fare con IntraLinks

Si dischiude in Italia il mondo dei servizi di collaborazione online su informazioni ad alta criticità. Per i settori finance, energetico, life science, assicurativo. Ce lo spiega Margherita Dellea.

IntraLinks fornisce una piattaforma di collaborazione per la condivisione e lo scambio di documenti, che opera dentro e fuori il firewall aziendale. Niente a che vedere con lettere o articoli: qui si tratta di informazioni altamente critiche.

L’esperienza vissuta da Enìa (società italiana che dallo scorso primo luglio è confluita in Iren con fusione per incorporazione) è illuminante per comprendere la portata del servizio proposto da IntraLinks.

Nel 2007 la società di servizi pubblici era alla ricerca di investitori che potessero supportarla nello sviluppo e decise per un’Ipo. Per dar modo agli investitori istituzionali (italiani e internazionali) di partecipare all’Ipo ha caricato su IntraLinks Exchange 2mila documenti con indicazioni sul come e quando sarebbero stati disponibili, mantenendo il processo di due diligence sempre attivo.
La documentazione comprendeva materiale relativo a situazioni finanziarie, budget, dettagli di corporate governance, informazioni legali, contratti, operazioni, risorse umane e fattori ambientali. Consulenti e partner hanno potuto reperire i documenti senza recarsi in una dataroom fisica.

Enìa lanciò la propria Ipo a luglio 2007, dopo soli tre mesi, riuscendo a raccogliere 446,9 milioni di euro.

Alla base dell’offerta di servizi di IntraLinks c’è una piattaforma cross industry, sulla quale si collocano le applicazioni verticali, per industry: life science, energy, financial, insurance.

La prima contiene applicazioni di funzionamento e generali, valide per tutti i settori, come quella per gestire i tender (le gare: garanzia delle pari opportunità e del rispetto delle regole, del disbrigo delle pratiche in caso di litigation) o per il procurement, per il compliance audit reporting o il project financing, per la gestione del real estate o delle Ipo.

Le applicazioni verticali sono selezionate da Intralinks sulla base di best practice.

Nel complesso è una piattaforma che deve essere «sicura, compliant, auditable», come dice Margherita Dellea, manager con esperienze in Rim, Salesforce, Ibm, a cui è stata affidata IntraLinks in Italia, con la qualifica di Senior Director of Strategic Accounts Southern Europe.

Le aziende possono selezionare l’offerta di servizio con la logica del “progetto”, con contratti annuali o biennali.

Il pricing? «Non sul numero di utenti, ma sul valore per l’azienda, oppure sulla base dei documenti da immagazzinare». Lo storage, dunque, fa la differenza.

La struttura del servizio è multitenant, per cui lo si attiva in poco tempo:
«Dal momento in cui l’azienda decide di fruire del servizio, sono sufficienti tre giorni per andare live e un paio d’ore di formazione degli utenti, benché l’interfaccia sia estremamente intuitiva».

Per garantire il funzionamento del servizio Intralinks dispone di due data center, uno negli Usa e uno in Uk.

Competitività sul prezzo, expertise di industry, funzionamento delle
infrastrutture, sono le garanzie offerte da Intralinks.

Gli Sla? «Quello base è di 99.9, poi si negozia», dice Dellea.
Gli interlocutori sono di due tipi: l’It (Cio e Ciso) e il business. In quest’ambito sono i più disparati: da chi segue il licensing dei componenti a chi si occupa di regulatory affair: «Non ancora il Ceo, anche se l’obiettivo finale è lui. Diciamo che IntraLinks, segue un approccio bottom-up».

Servono partner

In Italia e nella region di competenza, Dellea sta creando una struttura e relazioni, per crescere a due digit. Con risorse e grandi partner (del calibro di Accenture, Deloitte, Value Team) ma anche più piccoli, specializzati a livello verticale, che fungono anche da forza vendita per industry.

Il complesso in cui si muove IntraLinks è quello dell’Enterprise content management, evoluto e finalizzato ad attività corporate.
Allora, chi ha già un sistema di Ecm lo deve cambiare?

«No, dentro la intranet, se va bene, va tenuto – dice Dellea -. Per le attività verso l’esterno c’è IntraLinks».
E la Pubblica amministrazione può essere interessata? «Negli Usa lo è già, in Uk abbiamo risorse dedicate, qua da noi c’è mercato, ma serve un partner».

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