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Sostenibilità: un dispositivo indossabile genera energia dalle dita

Ingegneri della University of California San Diego hanno sviluppato un nuovo dispositivo indossabile che trasforma il dito di una persona in una fonte di energia per piccoli device elettronici e sensori.

Si tratta di una striscia sottile e flessibile che può essere applicata a un polpastrello e generare piccole quantità di elettricità quando il dito di una persona suda (anche con poco sudore, quando ci si riposa) o fa pressione sul dispositivo indossabile.

La particolarità di questo dispositivo indossabile alimentato a sudore, hanno spiegato gli ingegneri della University of California San Diego, è che esso genera energia anche mentre chi lo indossa è addormentato o seduto immobile.

Questo rappresenta, potenzialmente, un grande vantaggio nel settore degli indossabili, perché i ricercatori hanno ora capito come sfruttare l’energia che può essere estratta dal sudore umano anche quando una persona non è in movimento.

Lu Yin, studente Ph.D. di nanoingegneria presso la UC San Diego Jacobs School of Engineering e co-autore dello studio insieme a Jong-Min Moon and Juliane Sempionatto, ha affermato che questo tipo di dispositivo è il primo nel suo genere.

dispositivo indossabile University of California San Diego

A differenza di altri indossabili alimentati dal sudore, questo non richiede alcun esercizio o input fisico da parte di chi lo indossa per essere utile. La ricerca fa quindi fare un passo avanti per rendere gli indossabili più pratici, convenienti e accessibili per la gente comune.

Il dispositivo genera anche energia extra dalla leggera pressione delle dita, in modo che, attività come digitare, mandare messaggi o suonare il pianoforte, possano anch’esse diventare fonti di energia.

Il dispositivo indossabile deriva la maggior parte dell’energia dal sudore prodotto dai polpastrelli, che sono “generatori” di sudore 24 ore su 24. È un fatto poco noto, infatti, che i polpastrelli sono uno dei punti più sudati del corpo umano. Ognuno di essi contiene oltre mille ghiandole sudoripare e può produrre da 100 a 1000 volte più sudore della maggior parte delle altre aree del corpo.

Ma, hanno sottolineato i ricercatori, non è che qualsiasi dispositivo indossabile alimentato dal sudore può funzionare sulla punta delle dita. Raccogliere il sudore da un’area così piccola e renderlo utile ha richiesto un po’ di ricerca innovativa sull’ingegneria dei materiali. I ricercatori hanno dovuto costruire diverse parti del dispositivo per essere super assorbenti ed efficienti nel convertire le sostanze chimiche del sudore umano in energia elettrica.

Il team di ricerca è stato guidato da Joseph Wang, il quale, oltre a essere professore di nanoingegneria alla UC San Diego Jacobs School of Engineering e autore senior dello studio, è anche il direttore del Center for Wearable Sensors alla UC San Diego.

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