Home Gestione d'impresa Dall'Unione Europea nuove norme in materia di Iva, anche per gli ebook

Dall’Unione Europea nuove norme in materia di Iva, anche per gli ebook

Dall’Unione Europea arrivano nuove misure che da un lato dovrebbero agevolare gli adempimenti Iva, dall’altro dovrebbero facilitare startup e piccole e medie imprese nell’acquisto e nella vendita di beni e servizi online.

Tutto parte un portale unico per i pagamenti IVA online, che non solo consentirà di ridurre le spese per gli adempimenti Iva, ma, come si legge nella nota ufficiale emessa in giornata, consentirà di versare l’Iva nello Stato membro del consumatore finale, con una distribuzione più equa del gettito fiscale tra i paesi dell’Unione.
Si tratta di una misura che dovrebbe consentire di contenere le perdite derivanti dal mancato incasso dell’Iva nei singoli Stati membri, “stimato attualmente a 5 miliardi di euro”.
Finora, in effetti, chi vende online è tenuto a effettuare l’iscrizione IVA in tutti i paesi nei quali vende i suoi prodotti, con evidenti ostacoli, in termini di tempi e di costi che sembrano disincentivare il commercio transfrontaliero.

In questo caso, ha fatto disciplina la positiva esperienza maturata sul mercato dei servizi elettronici, come le App per smartphone, e che dunque diventa scuola anche per il commercio elettronico nel suo insieme.
Secondo la nuova norma, sarà sufficiente presentare una semplice dichiarazione trimestrale IVA per tutto il territorio dell’UE tramite lo sportello unico IVA online.

Iva per piccole imprese e startup

Se queste indicazioni valgono per tutti gli operatori dell’ecommerce, una ulteriore misura riguarda invece piccole e medie imprese e start-up per le quali viene ntrodotta una nuova soglia annuale di 10000 euro, “al di sotto della quale le imprese che vendono all’estero potranno continuare ad applicare le norme in materia di IVA che applicano nel loro paese di origine”.

Iva sugli ebook come per i libri cartacei

Un’altra tra le misure annunciate oggi, infine, punta a risolvere una diatriba che dura da tempo e che ha visto l’Italia forte sostenitrice dei nuovi provvedimenti.
L’Unione Europea consente oggi che le pubblicazioni elettroniche, dunque i libri o i quotidiani online, siano assoggettati allo stesso regime fiscale dei loro equivalenti cartacei, cosa non consentita in precedenza.
Immediata la positiva reazione dell’Aie, l’Associazione Italiana Editori, che per voce del suo presidente Federico Motta così dichiara: “Siamo stati i primi a chiedere che l’Iva per libri cartacei e digitali fosse equiparata. Abbiamo lanciato #unlibroèunlibro, campagna di grande successo, che è stata condivisa dal  Ministro Franceschini che l’ha portata avanti con coraggio e convinzione come posizione italiana quando in Europa era minoritaria. Adesso tutti i lettori europei potranno avere gli stessi diritti”.
L’Italia, va detto, fin dal mese di gennaio dello scorso anno ha deciso di applicare comunque l’Iva al 4 per cento, invece che al 22% per i libri digitali.

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