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CSR: così Lexmark sviluppa un modello di business etico e sostenibile

Responsabilità sociale di impresa, in inglese CSR: è la sfida del momento (e del futuro) con cui dovranno fare i conti tutte le organizzazioni, e il mondo It non fa certo eccezione. Intervistiamo per voi i leader di settore, svelandone strategie, impostazioni e focus d’azione. La tecnologia al servizio di società più eque ed inclusive non è uno slogan privo di contenuti, ma un obbiettivo concreto.
Del resto le aspettative dei cittadini sono elevate e impossibili da ignorare: una ricerca del World Economic Forum realizzata assieme ad Ipsos ha svelato che l’86% delle persone intervistate vorrebbe miglioramenti significativi in termini di inclusività ed equità sociale.
01net ha quindi deciso di intervistare le aziende più prestigiose del mercato It, chiedendo loro in che modo è cambiato il loro modello di business per accogliere queste importanti istanze.

Sul tema della CSR, ha risposto alle nostre domande Giancarlo Soro, amministratore delegato di Lexmark Italia.

La Corporate Social Responsibility sta determinando importanti cambiamenti nel modo di operare e produrre delle organizzazioni. Etica e profittabilità sono ancora temi opposti, oppure possono convivere con successo?

Sono sicuramente due aspetti che possono convivere, già da tempo. Lo testimonia la lunga storia di innovazione e sostenibilità di Lexmark, iniziata oltre 30 anni fa. L’azienda, sin da subito, ha mostrato un impegno concreto nei confronti della salvaguardia dell’ambiente lanciando il Programma LCCP (Programma di Raccolta delle Cartucce Toner Esauste), che nel trentennio a seguire ha evitato che 100 milioni di cartucce esauste finissero in discarica.

Senza dubbio quella dei materiali di consumo rappresenta un’area in cui Lexmark ha avuto particolare successo nel ridurre il proprio impatto. Nel 1996 abbiamo incominciato a inserire la plastica riciclata post-consumo (PCR) nelle stampanti della serie Optra, derivante dalle cartucce toner esauste che non possono essere riutilizzate, mentre nel 1998 è iniziata la certificazione “Blue Angel” per la nostra gamma di prodotti.

È opportuno sottolineare che per far sì che un modello di business etico sia anche sostenibile, è importante che vengano dedicate risorse significative nel ridurre l’impatto ambientale delle operazioni e sviluppare prodotti con caratteristiche vantaggiose per l’ambiente. In tal senso, solo negli ultimi anni, Lexmark ha allocato milioni di dollari nella ricerca e sviluppo.

Una parte di questi fondi è stata utilizzata per sviluppare funzionalità di efficienza energetica per i nostri dispositivi, per sviluppare soluzioni di riduzione della stampa e per altre funzionalità che riducono l’impatto ambientale dell’utilizzo dei dispositivi.

Giancarlo Soro, amministratore delegato di Lexmark Italia
Giancarlo Soro, amministratore delegato di Lexmark Italia

Essere inclusivi e aperti ad ogni tipo di minoranza: un’affermazione che, in passato, è stata più dichiarazione di principio che concreta realtà. Quali sono le vostre policy da questo punto di vista?

A livello aziendale abbiamo in atto numerose iniziative rivolte ai dipendenti sul tema. L’ultima in ordine di tempo è rappresentata dai LexTalks, un meeting periodico a livello worldwide, in cui sia membri della community Lexmark che esterni, raccontano la propria esperienza, in termini di inclusione e diversity.

Più in generale Lexmark condanna ogni forma di disuguaglianza, che ancora purtroppo permea la nostra cultura. Ciascuno di noi ha la responsabilità di porre fine o ogni tipo di discriminazione e promuovere un ambiente in cui l’inclusione sia la regola. L’azienda si impegna ovviamente a fare la propria parte.

Lexmark condanna ogni forma di disuguaglianza, che ancora purtroppo permea la nostra cultura. Ciascuno di noi ha la responsabilità di porre fine o ogni tipo di discriminazione e promuovere un ambiente in cui l’inclusione sia la regola. L’azienda si impegna ovviamente a fare la propria parte.

È stato istituito un Consiglio sulla diversità e i DNG (Diversity Network Group), efficaci nel fornire consulenza e assistenza sul tema. Ciascuna entità collabora con le altre per ridefinire le iniziative di sensibilizzazione dell’azienda a livello mondiale. Lexmark sta, inoltre, implementando un piano strategico triennale che include obiettivi di “diversity e inclusion”, tra cui una responsabilizzazione del management, nel mostrare impegno e affidabilità per promuovere un comportamento che favorisca un ambiente privo di discriminazioni, la promozione di una cultura inclusiva che massimizzi talenti, competenze e diversità all’interno della community di Lexmark. Ultimo obiettivo, la creazione e gestione di una forza lavoro diversificata e altamente qualificata.

Diversi uffici Lexmark in Europa hanno, infine, firmato la Carta della diversità europea, impegnandosi a vietare la discriminazione sul luogo di lavoro. L’adesione offre vantaggi quali sfide e nuove opportunità nel campo della diversity e la condivisione di conoscenze e ‘best practice’ con altre aziende.

Parlare di responsabilità sociale sarebbe impossibile senza riflettere sull’integrazione con le comunità in cui le società operano. Che progetti avete per il nostro Paese?

Lexmark mira a identificare problematiche ambientali e sociali che presentano rischi o opportunità, prendendo al contempo in considerazione quelle che destano maggiori preoccupazioni per i nostri stakeholder e le comunità con cui siamo a più stretto contatto. Il nostro contributo viene fornito, sulla base di questa scala, in modo equilibrato per mantenere un allineamento ai nostri valori e vision.

Ci assicuriamo, innanzitutto, di rispettare gli statuti locali ovunque svolgiamo le attività, ottimizzando poi il nostro approccio per agire al meglio al fine di soddisfare le esigenze di tutti gli stakeholder coinvolti. Continuiamo a fare notevoli passi in avanti in queste aree di priorità anche a livello locale, cercando nuove opportunità per incrementare i benefici ambientali e sociali delle nostre offerte di prodotti, migliorare l’efficienza delle nostre attività e fornire ulteriori vantaggi alle nostre comunità locali.

Lexmark

Su un aspetto mi preme porre l’accento. Il nostro impegno per l’Economia Circolare, il modo in cui vediamo il nostro prodotto ha completamente cambiato i paradigmi di produzione e consumo. Anche grazie a una sensibilizzazione a livello locale.

Il nostro impegno per l’Economia Circolare, il modo in cui vediamo il nostro prodotto ha completamente cambiato i paradigmi di produzione e consumo.

In quest’ottica, nel 2018 Lexmark ha per esempio istituito il premio “Circular Economy”, che viene assegnato ogni anno nell’ambito di Cresco Award Città Sostenibili – iniziativa promossa da Fondazione Sodalitas in collaborazione con ANCI – e che intende premiare i Comuni italiani che si sono distinti per aver sviluppato e realizzato progetti di CSR nei propri territori, favorendone lo sviluppo e la crescita con il minimo impatto sull’ambiente.

Il welfare aziendale, molto sviluppato nelle nazioni del nord Europa, ha fatto fatica ad affermarsi in modo organico in Italia. Nelle vesti di leader It, in che modo agevolate la vostra forza lavoro?

Per quel che riguarda la nostra community aziendale, abbiamo dato priorità a tutte quelle iniziative volte a sostenere da un lato il miglioramento della formazione dei dipendenti e la crescita del loro benessere in azienda.

Per fare esempi concreti, a tutti i dipendenti Lexmark sono riservati un piano pensionistico, nonché un’assicurazione sulla vita e sugli infortuni e malattia, con assistenza sanitaria anche in caso di interventi chirurgici di una certa complessità. Abbiamo, inoltre, previsto un fondo interno mutualistico per i dipendenti (FIM), gestito tramite una piattaforma welfare.

In ultimo, impossibile non parlare di sostenibilità ambientale, anche alla luce della COP26 e della fortissima sensibilità sulle tematiche da parte dell’opinione pubblica. Come avete progettato la vostra roadmap per ridurre la vostra impronta ecologica?

Quella che chiamiamo Durabilità Pianificata è una strategia a lungo termine per Lexmark, nata molto prima dell’inizio di tutto questo dibattito. I nostri dispositivi sono creati per durare più a lungo (oltre 7 anni). Ciò significa che sono richieste meno materie prime per crearne di nuovi, è necessaria meno energia nella fase di produzione e implementazione e di conseguenza vengono generati meno rifiuti.

Nel 2020 abbiamo ottenuto una riduzione del 34% delle nostre emissioni di CO2 e ci siamo impegnati a raggiungere l’azzeramento delle stesse ovvero la neutralità del carbonio entro il 2035.

Tale strategia è in primis frutto dell’impegno storico di Lexmark per la Responsabilità Sociale d’Impresa sia a livello di Operazioni (catene di produzione e fornitura) che di prodotti e soluzioni. Per fare qualche esempio, nel 2020 abbiamo ottenuto una riduzione del 34% delle nostre emissioni di CO2 e ci siamo impegnati a raggiungere l’azzeramento delle stesse ovvero la neutralità del carbonio entro il 2035.

È, inoltre, conseguenza dell’esperienza maturata dall’azienda negli anni. Lo sviluppo del Ciclo di Vita dei Prodotti (LCA) e il lavoro svolto per ridurre il nostro impatto sull’ambiente ci hanno portato in maniera naturale alla seguente osservazione: vedere il dispositivo sotto una nuova luce, non solo ripensandone il design ma anche influenzando il modo in cui lo produciamo, collaboriamo coi i nostri stakeholder e i nostri fornitori. Aspetto non meno importante: queste innovazioni soddisfano le aspettative dei consumatori.

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