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Cosa fa e quanto guadagna un consulente di Business Intelligence

Una delle professioni più richieste e pagate negli ultimi anni è quella del consulente di Business Intelligence.

Prima di scoprire quanto guadagni e perché sia così ricercata questa tipologia di figura cerchiamo di concordare una velocissima definizione della Business Intelligence.

La Business Intelligence è un processo che, introdotto in azienda, consente di sviluppare il proprio business assumendo decisioni orientate dai dati.

Detto in altri termini la Business intelligence ha il compito di estrarre, aggregare e mettere in relazione tra loro i dati dell’azienda per trasformarli in informazioni.

Queste informazioni aggregate potranno/dovranno supportare i processi decisionali aziendali e permettere il corretto monitoraggio dell’andamento del business stesso.

Il settore della Business Intelligence ha registrato un tasso di crescita costante e a doppia cifra nell’ultimo triennio arrivando ad un valore complessivo di 1,4 miliardi di euro.

Ma un aspetto da sottolineare è la carenza di competenze interne alle aziende per svolgere il ruolo di Data Engineer e Database Architects.

Dalla mia personale esperienza di consulente di Business Intelligence posso confermare questo trend e aggiungere che le aziende attualmente hanno all’interno del proprio organico alcuni esperti del settore (ex consulenti di BI) per coordinare e gestire i progetti di sviluppo di business intelligence che vengono comunque affidati ad aziende di consulenza del settore.

Il lavoro del consulente di Business Intelligence

Ora che abbiamo scoperto cosa sia la Business Intelligence (BI), possiamo analizzare il lavoro del consulente di BI per disegnarne il profilo ideale e capire come nel concreto svolga il suo lavoro, quali skill siano richieste e quali siano gli “strumenti del mestiere”.

La maggior parte delle grandi aziende ha poco personale interno che si occupa (o che ha le skill necessarie per occuparsi) di BI.

Nella grandissima maggioranza dei casi si rivolgono pertanto ad aziende di consulenza di Business Intelligence.

Pertanto il percorso più naturale in questo campo prevede di terminare gli studi universitari, iniziare a lavorare come consulente di BI in un’azienda di consulenza, imparare molto velocemente le hard skills del settore e poi capire come proseguire il proprio percorso, decidendo tra una carriera manageriale all’interno delle aziende di consulenza oppure passando nel reparto IT di grandi aziende non di consulenza.

Questo percorso ha alcuni vantaggi molto importanti:

  • Le aziende di consulenza sono sempre alla ricerca di nuove figure da inserire nel proprio organico. Pertanto è molto semplice iniziare tale carriera dopo il completamente del percorso accademico, ma anche spostarsi da un’azienda all’altra durante il periodo lavorativo
  • Essere un consulente permette di lavorare con clienti che si occupano di business molto diversi tra loro, caratterizzati da processi interni e di business tra i più disparati, e con tecnologie differenti. Questo dà la possibilità di essere sempre aggiornati sulle ultime tecnologie del settore e di avere una formazione funzionale molto ampia.

Chi è l’autore

Fabiano Sileo è un consulente con esperienza in ambito di Business Intelligence su piattaforma SAP BW e SAP BW4/HANA. Ha iniziato a fare divulgazione sul tema Business Intelligence per spiegare anche ai non addetti ai lavori quanto sia importante ragionare sempre in funzione di dati e come sfruttare la tecnologia per prendere decisioni migliori.

È un informatico ma….

È ora di capire insieme in cosa consiste nel quotidiano il lavoro di consulente di BI.

Abbiamo detto che il suo obiettivo è quello di aggregare dati per trarne informazioni.

Per farlo utilizza dei software (più o meno complessi ed evoluti) atti proprio alla manipolazione e la storicizzazione dei dati. Questi software prendono il nome di Data Warehouse (DWH).

I DWH sono una particolare tipologia di Database che ha l’unica funzione di aggregare ed analizzare i dati.

Sul mercato esistono diverse tipologie di DWH, più o meno professionali, e più o meno complessi.

In ogni caso tuttavia, il consulente di BI dovrà avere delle forti competenze di programmazione ed una nutrita conoscenza del software che utilizza.

Pertanto potremmo dire che è un lavoro informatico?

Sicuramente si perché qualsiasi consulente di BI deve essere in grado di interrogare una tabella, di scrivere alcune righe di codice e di saper utilizzare gli strumenti informatici a sua disposizione.

Ma gli aspetti informatici e tecnici da soli non bastano, anzi. Diciamo che rappresentano solamente la metà delle skill necessarie per svolgere questa professione.

…l’informatica da sola non basta

La natura stessa della consulenza presuppone che nell’arco del tempo ci si trovi a lavorare con clienti molto differenti tra loro (io ad esempio ho lavorato con aziende in moltissimi settori, dalle telecomunicazioni, all’alta moda, alla vendita e produzione di caldaie e condizionatori, all’utility che si occupano della gestione dell’energia elettrica e del gas).

Bisogna inoltre aggiungere che ogni grande azienda ha al suo interno molti dipartimenti differenti con logiche intrinseche molto differenti tra loro tra cui ad esempio:

  • La fatturazione
  • L’HR
  • Il reparto di approvvigionamento dai fornitori

Ognuna di queste situazioni porta il consulente di BI a dover entrare nei processi aziendali, immergendocisi completamente, e diventare un vero esperto di quei processi funzionali.

Perché?

Perché se vuole essere in grado di mettere in relazione tra loro dati provenienti da processi diversi e dare informazioni corrette, deve conoscere come quei dati si originano, il processo sotteso a quei dati e come possono integrarsi ad altri dati.

Facciamo un esempio per spiegare meglio il concetto.

Poniamo caso che io voglia conoscere la percentuale di credito che non sono riuscito ad incassare rispetto a quanto ho fatturato (quindi fatto 100 il mio fatturato voglio sapere la percentuale di soldi che non ho incassato).

Potrebbe essere un KPI (Key Performance Indicator) molto importante da monitorare. Per farlo quindi il consulente di BI dovrà mettere in relazione i processi di fatturazione e quello di gestione del credito ed eventualmente quelli di recupero crediti.

Per questo motivo è indispensabile che oltre a una buona dose di conoscenze tecniche si acquisisca una capacità di analisi dei processi funzionali.

business intelligence

Quanto guadagna un consulente di BI in Italia

Esistono sul mercato moltissimi software di BI e di gli stipendi per gli esperti di un tool rispetto ad un altro possono variare notevolmente.

Proverò a dare un quadro di quanto guadagna mediamente un consulente di business intelligence verticale su SAP BW (il tool di BI di maggiore importanza in casa SAP) in quanto in questo ambito la maggiore conoscenza diretta del settore occupandomene direttamente.

Lo stipendio del consulente varia in base a due fattori principali:

  • Esperienza lavorativa
  • Città in cui si svolge questo lavoro.

Prima di addentrarci nelle varie casistiche particolari, però proviamo a dare un quadro di insieme per contestualizzare lo stipendio medio.

Partendo dalla mia esperienza e conoscenza del settore posso dire che lo stipendio di un consulente SAP BW varia tra i 23.000 euro e i 45.000 euro lordi annui.

Secondo le informazioni rilasciate da Neuvoo e condivise da altre fonti, lo stipendio medio in Italia raggiunge mediamente i 30.000 euro all’anno lordi per una figura junior.

I profili senior possono arrivare a percepire 47.000 euro annui.

A conferma di questi dati troviamo anche uno studio di jobbydoo che riporta che Lo stipendio medio di un Consulente SAP è di 34.500 euro lordi all’anno (circa 1.800 € netti al mese), superiore di 250 euro (+16%) rispetto alla retribuzione mensile media in Italia.

La retribuzione di un Consulente SAP può partire da uno stipendio minimo di 22.000 euro lordi all’anno, mentre lo stipendio massimo può superare i 70.000 euro lordi all’anno.

Guadagni in base alla seniority

Esistono 3 principali livelli di esperienza (anche detta seniority) che sono:

  • Junior
  • Consulente
  • Senior

Ovviamente ogni azienda ha i propri livelli e la propria scala gerarchica e in molti casi questi livelli possono essere suddivisi in sotto livelli. Tuttavia i maggiori scostamenti in termini di RAL (reddito annuo lordo) si trovano al cambio di livello.

Affidandoci nuovamente allo studio di joobydoo troviamo che la disposizione degli stipendi in base all’esperienza assume questo andamento:

Variazione degli stipendi in base alla città

Su questo parametro non ho trovato studi in rete, tuttavia posso far ricorso alla mia esperienza personale del settore.

Ci sono importanti differenze di stipendio in base alla regione in cui si svolge questo lavoro.

Questi scostamenti sono il riflesso della quantità di domanda esistente.

Come è facilmente immaginabile nelle regioni in cui è più alta la domanda di consulenti di business intelligence, ci sarà più competizione tra le aziende per aggiudicarsi i talenti e quindi crescerà lo stipendio medio e viceversa.

La domanda di mercato è influenzata dal numero di aziende di consulenza presenti sul territorio, che è il risultato del numero di aziende che richiedono quel tipo di consulenza.

Quindi più è sviluppato il settore aziendale in una regione italiana e più alti saranno gli stipendi medi per i consulenti.

Come è facile immaginare abbiamo stipendi più alti al Nord, medi al centro e più bassi al Sud.

Prendendo come riferimento Roma troviamo che mediamente:

  • Al nord si ha un aumento del salario medio del 5-10%
  • Al sud una diminuzione del salario medio del 10- 15%.

1 COMMENTO

  1. Buon articolo, complimenti. Se posso dire la mia come consulente SAP BI, devo dire che rispetto a quanto scritto, l’aspetto tecnico è molto più predominante rispetto alla conoscenza dei processi. Il consulente SAP BI non può fisiologicamente conoscere i processi che sono tanti e troppi, mentre con le conoscenze tecniche può creare un datawarehouse senza necessariamente conoscere il processo che sottende la richiesta del business. In 25 anni io ho sempre fatto così e devo dire che mi sono trovato sempre bene.

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