Come ottimizzare le strategie di mobility in azienda

Mancano policy di sicurezza precise e i professionisti IT si dicono afflitti da preoccupazioni di sicurezza e privacy nella realizzazione e implementazione di strategie di mobilità all’interno delle proprie aziende.

Consapevoli della presenza di dispositivi mobili personali sulla rete aziendale e altrettanto impotenti nell’impedirne l’utilizzo insieme a una serie di applicazioni personali per il lavoro.

È questa la fotografia scattata nell’ultimo Dimension Data Secure Enterprise Mobility Report, dove ben il 90% dei 1.622 professionisti IT e della sicurezza interpellati ha affermato di non avere la capacità necessaria per impedire ai dipendenti di utilizzare i propri device mobili personali per accedere ai sistemi aziendali in modo indipendente.

E i presupposti perché, da evidente beneficio per il business, una politica di BYOD che non ottemperi correttamente misure di sicurezza, controlli e policy adeguate possa trasformarsi in conseguenze devastanti per le organizzazioni ci sono tutti, se si considera che l’82% degli intervistati ha dichiarato che i propri dipendenti stanno utilizzando dispositivi e applicazioni personali per lavoro, ma che solo nel 32% dei casi sono state condotte verifiche di sicurezza sulle applicazioni coinvolte all’interno dei dispositivi mobili.

Altrettanto inquietanti sono, poi, le dimensioni aziendali da cui provengono i rispondenti al report messo a punto dal fornitore di soluzioni e servizi di enterprise mobility, visto che parliamo di organizzazioni con più di 250 dipendenti sparse in 22 Paesi nel mondo.
Gli stessi che, nel 77% dei casi, si dicono afflitti da preoccupazioni di sicurezza e privacy nella realizzazione e implementazione di strategie di mobilità all’interno delle proprie realtà evidenziando, al contempo, una sostanziale discrepanza tra obiettivi prefissati e reale corrispondenza con il business.

Stando a quanto affermato nella ricerca, infatti, il 79% dei 1.622 professionisti IT interpellati avrebbe indicato tra le proprie priorità l’introduzione di dispositivi mobili per scopi aziendali. Peccato che solo il 29% degli stessi abbia testato come le proprie applicazioni critiche operano effettivamente sui device in mobilità.
Inoltre, per molte organizzazioni le risorse di supporto per la mobilità sono considerate come un elemento successivo e solo il 35% degli intervistati ha affermato di aver affrontato in modo sistematico la risoluzione delle problematiche di mobilità.

Come se non bastasse, solo il 27% degli IT decision-maker intervistati ha affermato di avere policy ben definite in essere per la mobility e meno del 30% di consentire a estranei all’azienda o a ospiti un accesso limitato alla rete aziendale dai propri dispositivi mobile personali.

Il rischio, laddove i dipartimenti IT non sono in grado di esercitare il controllo per proteggere i dati aziendali, l’utilizzo dei dispositivi mobile personali da parte dei dipendenti sarà vissuta non come un possibile incremento della produttività ma solo come un potenziale pericolo e un ulteriore costo per il business.

Da qui il consiglio di Dimension Data di coinvolgere gli esperti di sicurezza nello sviluppo della strategia di mobility aziendale, di cui una parte fondamentale è rappresentata proprio dall’analisi delle applicazioni a cui si accede dai dispositivi mobili.

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