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Perché la Brexit fa bene all’IT irlandese

Il fenomeno Brexit si fa sentire anche nel settore IT, e l’Irlanda sta traendone ampio vantaggio secondo uno studio di Context.

In un mercato globale (nella zona Europa Occidentale) in contrazione, l’Irlanda ha fatto registrare infatti un ampio aumento anno su anno davvero notevole.

Nel secondo e terzo quarto del 2019 la crescita irlandese è stata non lontana dal 30%; nel medesimo periodo l’Inghilterra ha vissuto un momento decisamente meno brillante, scendendo del 14%. Si tratta della seconda peggior performance di tutta l’Europa Occidentale.

Il settore degli enterprise server è uno dei principali driver di crescita del mercato IT irlandese. Questo vale tanto per gli upgrade, quanto per i nuovi server, che hanno fatto segnare omologhi livelli di crescita.

Questo indica che le organizzazioni non stanno investendo solo in aggiornamenti e manutenzione, ma anche aumentando il proprio ecosistema informatico nel Paese, per mettere in sicurezza, duplicando, infrastrutture che ora si trovano nel Regno Unito e di cui non si ha certezza che possano operare normalmente dopo la Brexit.

In particolare, si registra un forte interesse ed aumento degli investimenti sulle soluzioni di datacenter.

Il continuo massiccio investimento da parte di Google, Amazon, SAP e altri sta spingendo anche il mercato irlandese: esistono già 55 datacenter attivi in Irlanda e altri 35 sono in cantiere, di cui 8 in costruzione.

Inoltre, anche il mercato degli storage di livello enterprise fa registrare una importante attività di crescita.

In particolare, i sistemi SSD sono cresciuti anno su anno del 67,3% come numero di unità, e del 92% in termini di gigabyte venduti nel terzo quarto 2019 rispetto al 2018.

Infine, il segmento enterprise networking. Anche in questo caso si registrano dinamiche di crescita piuttosto significative.

Infatti, l’Irlanda ha raggiunto la quarta posizione in Europa Occidentale sia nel terzo che nel quarto quarto del 2019, a conferma della tendenza registrata nella “migrazione” fra Regno Unito ed Irlanda, come conseguenza anticipata della Brexit

 

 

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