Brevi resiste con più notebook e meno monitor

Il giro di boa del distributore bergamasco mostra l’altra faccia del successo dei notebook. Che costringe a pagare pegno a chi puntava sulla componentistica

Brevi sente il peso della crisi ma non si spezza. Il distributore bergamasco
ha chiuso i primi sei mesi del 2005 con un fatturato di circa 86 milioni di
euro, inferiore dell'1% allo scorso anno. Il risultato “media” fra la
criticità dei primi mesi del semestre, in particolare aprile, e
l'ottimo andamento di maggio e giugno, che lasciano aperta la
speranza per una seconda parte dell'anno in ripresa. I dati di vendita del primo
semestre confermano l'ascesa dei notebook, un fenomeno che ha anche qualche
effetto meno positivo come la diminuzione di quelle che Brevi definisce
“segmenti collaterali” come la componentistica,
monitor, upgrade e dell'assistenza “che erano e sono territori tipici di
Brevi e del canale tradizionale”
.


Accanto a questo prosegue il “tracollo” del prezzo unitario di numerosi
prodotti, tipicamente componenti hardware di importazione, che soffrono anche
del cambio euro/dollaro. Una serie di fattori che hanno spinto il distributore
bergamasco a ripensare il proprio approccio al mercato tanto
che oggi il 25% del fatturato arriva dai portatili, mentre i tradizionali
“cavalli di battaglia” - componenti hardware e monitor - pur mantenendo
un peso rilevante, incidono in maniera proporzionalmente minore sul totale
(rispettivamente, circa il 30 e il 20%). Anche il prodotto di importazione e
“no-brand” sta segnando un po' il passo e aumenta
l'incidenza e la penetrazione dei prodotti branded. In quest'ottica va
inquadrato anche il recente inserimento a catalogo di una nuova serie di
prodotti Hp: pc desktop e monitor delle linee business, rivolti alle imprese e
agli utilizzatori professionali.

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