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Big data, come Microsoft guida la trasformazione digitale data driven

big data rappresentano una formidabile forza motrice per innumerevoli organizzazioni. Quali sono i dati di maggior valore? Senza dubbio quelli inerenti alle persone fisiche.

Si tratta di un bacino di informazioni preziose, quasi indispensabili per lo sviluppo di strategie di business efficaci, soprattutto nell’economia post-Covid.

Tuttavia, proprio per il loro grande valore e legame con l’individuo, i big data si prestano a riflessioni profonde e per molti versi indispensabili. Sono tre i punti fondamentali che abbiamo voluto evidenziare.

La trasposizione digitale di un individuo richiede che venga garantita la sua “integrità digitale”.  Si tratta di una forma di rispetto morale; inoltre è innegabile che vi siano anche potenziali risvolti legali anche alla luce del GDPR.

La qualità dei dati è un altro punto fermo in una big data strategy. È evidente che un database scarsamente affidabile risulti quasi privo di valore. Certamente nessuna società baserebbe le proprie strategie su dati inaffidabili.

Il terzo pilastro, senza il quale nulla sarebbe possibile, è la sicurezza del dato.

Una sicurezza che va intesa nella sua accezione più ampia. Le organizzazioni devono garantire il rispetto delle normative vigenti, prima di tutto. Inoltre, i data breach sono in costante aumento: la cybersecurity è chiaramente parte della sicurezza. Infine, i dati vanno tutelati anche con adeguate policy di backup e strategie di ridondanza: un fattore da non sottovalutare per tutti i data center e per le aziende che ne fanno uso.

Su questi tre pilastri, abbiamo scelto di confrontarci con Carlo Mauceli, National Digital Officer di Microsoft Italia

Qual è la posizione di Microsoft su questi tre pilastri dei big data?

Secondo Mauceli, parlando di Big Data è doverosa una premessa: la digital economy e le attività data driven hanno assunto dimensioni talmente grandi da porre il tema della tutela del valore economico dei dati. Un elemento chiave che agita il dibattito internazionale necessitando di una presa di coscienza che coinvolge tutti. Le implicazioni sono profonde e riguardano i singoli, le aziende e gli Stati, con serie ricadute sull’economia e sul benessere pubblico. Ecco perché la gestione dei dati richiede attenzione civica a tutti i livelli, dal comportamento dei singoli, alle policy delle aziende, all’intervento normativo.

Microsoft dà grande importanza all’integrità digitale in quanto da sempre opera per un utilizzo etico della tecnologia. La nostra mission è “Empower every person and every organization on the planet to achieve more”; quindi la tecnologia deve consentire di raggiungere un fine, ma sempre nel rispetto di principi etici. Per questo ci impegniamo per offrire servizi, soluzioni e prodotti, che siano eticamente corretti. I Big Data e le tecnologie intelligenti possono giocare un ruolo cruciale nella ricerca di una cura per il cancro, nel combattere definitivamente la pandemia, nella lotta al cambiamento climatico, nel supporto a persone con disabilità. Ma possono essere anche essere sfruttati per diffondere fake news o minacciare la democrazia, ledendo l’integrità digitale del dato. È necessario quindi un senso di responsabilità condivisa, un approccio etico alle nuove tecnologie da parte di tutti gli attori coinvolti, Governi, mondo accademico, organizzazioni e società civile. È in questa direzione che va per esempio la Rome Call for AI Ethics, un documento che Microsoft ha siglato insieme alla Pontificia Accademia per la Vita, IBM e FAO nato affinché il progresso tecnologico sia al servizio del genio e della creatività umana. Obiettivo è promuovere l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale secondo principi di Trasparenza, Inclusione, Responsabilità, Imparzialità, Affidabilità, Sicurezza e Privacy.

Altro punto fondamentale da tenere in considerazione parlando di Big Data è certamente la qualità del dato, senza dimenticare, comunque, che anche il dato grezzo ha un valore. Ovviamente, poi, è la capacità di chi analizza ed estrapola risultati significativi dai dati grezzi a fare la differenza. La tecnologia corre in soccorso di chi guarda il dato e attraverso algoritmi e tool di analisi offre un supporto per esplorare enormi quantità di dati eterogenei, aggregandoli in informazioni strategiche. Microsoft accompagna le organizzazioni di qualsiasi settore e dimensione nel proprio percorso di trasformazione digitale, aiutandole a far leva sui dati e a sviluppare una opportuna data strategy a partire dall’utilizzo di strumenti di analisi affidabili e in grado di trasformare enormi quantità di dati eterogenei in insight utili per il business e non solo.

Un esempio arriva dal Gruppo OTB che grazie alla collaborazione con Microsoft e all’utilizzo di PowerBI incoraggia i singoli a costruire in modo autonomo e dinamico le analisi utili, contribuendo così a far circolare l’informazione in modo sempre più intuitivo e in tempo reale. I vantaggi offerti dalle soluzioni di analisi sono importanti anche in settori come la Sanità e la Pubblica Amministrazione, ove potenza di calcolo e algoritmi capaci di gestire dati complessi consentono di prendere decisioni migliori e più velocemente. Un esempio italiano è il progetto AI-SCoRE per calcolare il rischio da Covid-19, nato dalla collaborazione tra IRCCS Ospedale San Raffaele, Microsoft e NVIDIA. Si tratta di una piattaforma di apprendimento autonomo in grado di calcolare per ogni individuo – sulla base di una serie di indicatori clinici e diagnostici – la probabilità di sviluppare le forme più gravi di Covid-19, permettendo così interventi sanitari mirati e tempestivi e riducendo l’impatto sul sistema sanitario. Una sperimentazione che potrebbe avere implicazioni in molti altri contesti in cui è fondamentale stratificare il rischio sanitario, comprese epidemie e pandemie del prossimo futuro.

Infine, il tema dei Big Data viaggia in parallelo con il tema della sicurezza, che vuol dire in primis autenticazione. Il dato è di fatto l’ultimo anello della catena. Chi si occupa di sicurezza del dato deve occuparsi della messa in sicurezza della catena del dato a partire dall’identità che permette l’accesso al dato. Bisogna essere in grado di sapere chi accede e come accede. Il tema della localizzazione del dato di cui si parla tanto oggi, di fatto è secondario se non si è preso in carico l’intero percorso. Microsoft s’impegna su questo fronte ad offrire soluzioni che si applicano al mondo cloud e on premise, garantendo l’integrità dell’infrastruttura e la sicurezza dell’intera catena: dalle identità, ai dispositivi, alle applicazioni, ai servizi. Il primo passo è quindi l’autenticazione, che naturalmente è più efficace se non si affida a una password facilmente violabile, ma piuttosto a meccanismi basati sulla biometria o con protezioni a doppio fattore, come minimo. In questo quadro è importante offrire strumenti adeguati a tutelarsi, ma anche diffondere un’opportuna cultura della sicurezza in modo tale da creare la consapevolezza dei rischi e l’assunzione di responsabilità da parte di tutti.

Carlo Mauceli
Carlo Mauceli

Come realtà leader di settore, Microsoft gioca un ruolo di primo piano nell’accompagnare innumerevoli organizzazioni nel percorso verso l’utilizzo dei big data. Con quali strumenti e soluzioni tecnologiche supportate le organizzazioni?

Da sempre Microsoft s’impegna per accompagnare le aziende italiane nel proprio percorso di trasformazione digitale e la valorizzazione dei dati gioca un ruolo chiave in questo quadro perché può aiutare le organizzazioni di qualsiasi di qualsiasi settore e dimensione ad essere più efficaci grazie a un approccio data-driven. Facendo leva su strumenti di analisi affidabili e in grado di trasformare enormi quantità di dati eterogenei in insight utili è possibile trarre grande valore dai dati e sviluppare una data strategy funzionale alla crescita. Microsoft offre consulenza e soluzioni di analisi per rispondere a molteplici esigenze. Giusto per citarne alcune, si spazia da soluzioni semplici come PowerBI, uno strumento di analisi self-service, che consente di creare report grafici intuitivi in pochi click, a soluzioni più complesse come Azure Synapse, il servizio di analisi che riunisce funzionalità di data warehousing e Big Data, consentendo di eseguire query su larga scala con rapidità impareggiabile e massima garanzia di sicurezza e privacy, o Azure Data Lake, che include tutte le funzionalità necessarie a sviluppatori, data scientist e analisti per archiviare facilmente dati di tutte le dimensioni, forme e velocità e svolgere qualsiasi tipo di elaborazione e analisi con più piattaforme e linguaggi. Ovviamente un giusto approccio al tema dei Big Data non può prescindere da una corretta presa in carico degli aspetti di sicurezza e privacy e anche su questo fronte Microsoft supporta le aziende offrendo molteplici soluzioni per la protezione dei dati.
Volendo citarne una: Azure Information Protection, che grazie alla classificazione facile, alle autorizzazioni e alle etichette incorporate, consente alle aziende di ottimizzare la protezione dei dati, indipendentemente da dove sono archiviati o dagli utenti con cui sono condivisi. In ogni caso non si può pensare alla protezione del dato pensando solo al dato, bensì occorre farsi carico dell’intera catena all’interno della quale viaggia il dato. Ci vuole un approccio alla sicurezza olistico e di ecosistema, che tenga conto di una corretta gestione dell’intera infrastruttura. Non si tratta solo di offrire soluzioni tecnologiche, ma anche di fare formazione su questa tema e con questo obiettivo è nata per esempio la Cybersecurity Experience, uno spazio dedicato alla formazione sulla sicurezza informatica e collocato all’interno del Microsoft Technology Center della Microsoft House di Milano, il centro esperienziale progettato per permettere ad aziende e professionisti di vivere scenari d’innovazione. Grazie al supporto del vasto ecosistema di partner Microsoft, puntiamo a sensibilizzare grandi imprese, Pmi e Pubblica Amministrazione, sulle minacce informatiche e a promuovere la consapevolezza degli strumenti disponibili per proteggere i dati mettendo in pista strategie di cyber resilienza.

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