L’automazione sta dettando il ritmo alla trasformazione IT

Ogni periodo storico può sembrare differente e avere le proprie peculiarità ma, in realtà, la lezione è sempre la stessa: o si passa dalla parte dell’ automazione o si viene eliminati da essa.

Un esempio di un tema che si ripropone uguale a se stesso incurante del ricambio generazionale, l’impatto sul lavoro dell’ automazione, ci viene dalla Rivoluzione Industriale.

Prima molti prodotti di uso comune venivano realizzati a mano e con il passare del tempo, lo sviluppo industriale e tecnologico ha rimpiazzato molti lavori manuali e, per un lungo periodo, ci si è dedicati soprattutto a creare o aggiustare i macchinari deputati alla produzione.

La cosa più interessante di questa storia è che, da qualche tempo, sta interessando anche il mondo dell’IT.

Secondo Steve Shah, VP of Product Management di Citrix NetScaler, gli IT manager hanno per lungo tempo pensato a se stessi come all’apice della curva della trasformazione, come cioè a coloro che portavano la tecnologia al business.

Oggi, invece, le cose sono cambiate e la credenza per cui i ruoli collegati all’IT non siano sostituibili ha smesso di essere vera.

L’ automazione sta cambiando il modo in cui le persone lavorano, in cui le carriere progrediscono, il modo in cui le operazioni IT funzionano e quello in cui le organizzazioni gestiscono l’IT.

Ci muoviamo verso un futuro in cui, per esempio, sempre più sviluppatori entrano a far parte degli staff IT.

La morale della storia, come sempre ha a che fare con la produttività. Come le organizzazioni IT possono permettere ad altre business unit di essere più produttive, permettendo loro di automatizzarsi da sole?

Automazione e fase operativa

A un certo punto dello scorso anno, dice Shah, il settore ha vissuto una sorta di “indigestione da innovazione”. Per anni e anni si sono cercati nuovi modi di “approcciare l’IT”, ma a un certo punto le organizzazioni devono poter prendere una decisione sul modello da utilizzare e tenere fede a esso.

Quando questo finalmente accade, finisce il tempo del cambiamento e le aziende iniziano a rendere operativo il modello da loro prescelto.

Via via che l’IT diventa mainstream, quindi, si entra in una fase focalizzata sull’operatività, una fase in cui la pianificazione si traduce in processi e strumenti reali.

Shah definisce questa fase come “l’anti innovazione, cioè il il momento del ciclo in cui l’innovazione si ferma, la tecnologia si mette in pausa e le organizzazioni si trasformano".

In questo caso, per i dipartimenti IT diventa importante capire come semplificare, grazie all’utilizzo di determinate soluzioni, l’implementazione del processo.

Dal licensing delle API alla gestione di hardware e software, è essenziale fare in modo che l’offerta semplifichi il più possibile il processo.

Questa fase rappresenta una importante opportunità per procedere nella curva dell’ automazione, sviluppare nuovi skill e farsi trovare pronti per la nuova ondata di innovazione tecnologica che dovrà essere in seguito resa operativa.

Un simile trend porta grande positività al mercato: la produttività migliora, i costi vengono razionalizzati, si raggiungono nuovi livelli di velocità e si genera nuovo valore.

L’automazione richiede comunque il valore della persona, ma le domande che le organizzazioni devono porsi stanno cambiando.

Come gestire la distribuzione di nuovi avanzamenti di carriera e la richiesta di nuove figure professionali? Quando in azienaa si pone questa domanda, per Shah è bene farsi trovare preparati a rispondere.

 

 

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